..
"di arricchimento e ampliamento dell'offerta formativa"
Rientrano in questa definizione ciò che si chiama anche offerta
aggiuntiva,
cioè il complesso delleAttività e/o Progetti,
coerenti con gli obiettivi culturali e le finalità educative,
che integrano il curricolo e lo rendono più vario e ricco.
.
a.s.
2008-09
Maggio 2009:
le
seconde liceali
al TEATRO GRECO di
Siracusa
per la MEDEA
di Euripide
Per la prima volta il
Liceo Classico Oriani ha partecipato al progetto “Treno della
Memoria 2009”, organizzato dall’associazione Terra del Fuoco. Il
Treno della Memoria è un percorso educativo che si poggia su quattro
parole chiave: STORIA, intesa come approfondimento della
Seconda Guerra Mondiale, della sua ricaduta sui territori, dei punti
più bassi raggiunti dalla recente storia del mondo; MEMORIA,
come personalizzazione, incontro e confronto con i pochi testimoni
superstiti, con le realtà che operano per conservare la memoria e
soprattutto i luoghi che ne sono impregnati; TESTIMONIANZA
ovvero l’incontro con tutte le situazioni che nel presente vedono la
perdita della dignità e dei diritti umani, per non scordare che il
“non deve accadere mai più” dipende dallo sforzo collettivo di tutti
e, infine, IMPEGNO, perché tutti, nel nostro piccolo e nel
quotidiano delle nostre vite, si possa vigilare e contribuire al non
ripetersi degli errori del passato.
Il centro del progetto è
stato il viaggio a Cracovia (Polonia) che si è svolto dal 10 al 15
febbraio 2009. Il viaggio, che ha visto coinvolti 700 studenti di
varie scuole secondarie di secondo grado della Puglia, ha avuto come
scopo ultimo la visita al Campo di Concentramento di Auschwitz.
I dieci ragazzi
dell’Oriani sorteggiati per il viaggio sono stati:
Nuovo Roberta,
Tarantini Valeria, De Benedittis Francesca, Di Terlizzi Valentina,
Cuomo Krizia, Piccolomo Luigi, Quercia Andrea, de Robertis Corrado,
Mastrototaro Flavio e Mangione Valerio.
Presentiamo l’intervista (versione
integrale) che il prof. Eliseo Tambone,
docente accompagnatore degli alunni dell’Oriani, ha rilasciata a
Sara Zaza per lo “Stradone”
-
E' la prima volta che ha visitato i campi di concentramento di
Auschwitz e Birkenau?
Sì.
È la prima volta che li ho visitati e non posso che essere grato ai
miei colleghi del Dipartimento di Filosofia del Liceo “A. Oriani”
per avermelo permesso, in quanto hanno offerto a me l’unico posto
possibile come docente accompagnatore del gruppo degli alunni
liceali che hanno partecipato al “Treno della Memoria 2009”.
- Qual è la
prima sensazione che ha provato?
La sensazione di fare un
viaggio nell’abisso del male. Non nel cuore dell’Europa o nel cuore
del ‘900, ma un viaggio nel cuore del male, che all’improvviso puoi
scoprire anche in te stesso, la cui disarmante consapevolezza ti
pone costantemente, a ogni passo che compi e a ogni sguardo che
rivolgi in quel luogo, la stessa domanda: come è potuto accadere?
E questa domanda ti avvolge e ti accompagna lungo tutto il percorso.
Poi, ad un certo punto, la parola comincia a tacere, per spegnersi
completamente, immergendoti nel linguaggio del silenzio: anche le
domande sembrano senza senso. Così ti accorgi che quella realtà non
è più contenibile nella parola e neppure la parola è più in grado di
sorreggerla. Ecco, è il silenzio la prima sensazione che ho provato.
Il silenzio davanti a me stesso, il silenzio di quelle vittime la
cui dignità può essere finalmente vendicata, rivendicata e risarcita
solo nella memoria di quel silenzio. Perciò quella memoria dobbiamo
tutti conservarla e custodirla.
-
Gli studenti si sono mostrati sensibili all'argomento?
Molto, molto sensibili. I
nostri giovani, che sembrano distratti, disinteressati, a volte
anche insensibili di fronte ai tanti problemi della quotidianità, in
realtà, hanno una grande capacità, forse più di noi, di discernere i
problemi dai non problemi, e una impressionante sensibilità di
fronte alla domanda di senso della vita e di fronte al male che è
sempre lì in agguato, vicino ma anche dentro di noi. Nella visita al
museo di Aushwitz e al campo di Birkenau i loro sguardi erano persi,
angosciati, indignati quanto più cresceva la consapevolezza
dell’illimitata capacità dell’uomo di infliggere sofferenza agli
altri.
-
E’ stata un'esperienza che ha aiutato a farli riflettere
sull'accaduto?
Dai lavori di gruppo e dai
dialoghi intrattenuti con gli studenti durante e dopo il viaggio,
posso dire proprio di sì: è un’esperienza che li ha fatti riflettere
e anche in modo molto approfondito. Nel lager capisci che la storia
è diversa da come te la raccontano i testi scolastici. Nei libri la
storia è un racconto, indubbiamente complesso, ma tuttavia organico,
dunque spiegabile secondo cause ed effetti, secondo contesti
economici, sociali, religiosi e così via, insomma, qualcosa di
comprensibile perché razionale (Hegel diceva che “ciò che è reale è
razionale…” e che “la ragione governa il mondo” !); il lager cambia
la storia, ne dà un senso diverso, perché, di fronte all’infinita
sofferenza che l’uomo è in grado di infliggere all’altro uomo, solo
perché considerato “diverso”, ti fa capire che invece, il più delle
volte, è la mancanza di ragione, è la stupidità, è il male che
governa il mondo (invito il lettore, se ne ha voglia, a leggere
alcune significative pagine de La banalità del male di Hannah
Arendt). Aushwitz è il luogo in cui ti chiedi: “nell’uomo c’è più
pietà o più malvagità?”. Cioè: desideriamo di più la sofferenza o la
felicità degli altri?
- E' significativo
il ruolo della scuola per informare gli adolescenti sulle grandi
sciagure che hanno segnato indelebilmente, a prescindere
dall'orientamento politico, la Storia dell'umanità?
Non posso che rispondere
affermativamente, anche perché il dovere professionale me lo impone,
ma chiaramente non solo per questo, in quanto insegno storia e
filosofia. Norberto Bobbio diceva che il compito della filosofia
oggi, ma anche della storia, è quello di tenere aperte le grandi
domande della vita, per impedire alle masse degli indifferenti di
divenire preda del fanatismo di pochi. Bobbio in Che cosa fanno
oggi i filosofi? scrive che i mali contro cui bisogna combattere
“sono, da un lato, il non credere a nulla; dall’altro, la fede
cieca. Insomma, tener viva la fede nella ragione contro coloro che
non credono neppure nella ragione, che io chiamo i meno che
credenti, e contro coloro che credono senza ragionare, cioè i più
che credenti. Questo è il compito umile, molto umile ma necessario,
della filosofia: un compito da sentinella, più che presuntuosamente
da “guida”. La sentinella che deve stare ad ascoltare l’avvicinarsi
del nemico, da qualunque parte provenga, e dare l’allarme prima che
sia troppo tardi”. Non è questa una bella immagine per descrivere il
ruolo della scuola di oggi?
-
Per concludere, qual è il vero e il più intimo orrore che
rappresenta la Shoah?
Nelle sue Lezioni sulla
filosofia della storia Hegel sostiene che la storia è il banco
del macellaio su cui vengono fatte a pezzi le speranze, i sogni, le
aspettative dei popoli e degli uomini.
Senza dubbio i lager sono
stati il massimo crimine nella storia dell’umanità. Lì sono stati
annientati dai 6 ai 10 milioni di persone: uomini, donne, bambini,
anziani, disabili, omosessuali e senza alcun motivo. Ma un crimine
ancora più grande è stato il tentativo annientare la memoria di
quell’annientamento. Le SS, riferiscono molti sopravvissuti come
Simon Wiesental, si divertivano a dire cinicamente ai prigionieri:
“in qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi
l’abbiamo vinta noi; nessuno di voi rimarrà per portare
testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse il mondo non gli
crederà. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di
storici, ma non ci saranno certezze, perché noi distruggeremo le
prove insieme con voi. E anche quando qualche prova dovesse
rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti
che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà
che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che
negheremo tutto, e non a voi. La storia dei lager, saremo noi a
dettarla”.
Molti sopravvissuti
riferiscono che l’incubo notturno più frequente era il pensiero:
“anche se raccontassimo, non saremmo creduti”. Per fortuna le cose
non sono andate come le vittime temevano e i nazisti speravano. Il
vincitore, questa volta, non è stato padrone della verità, in grado
anche di manipolarla, nasconderla e distruggerla, e la storia di
quell’orrore è giunto fino a noi. Ma che ne sarà quando l’ultimo
sopravvissuto non ci sarà più? Chi racconterà quell’orrore? La
nostra memoria la racconterà, se saremo in grado di tenerla viva e
di raccontarla alle nuove generazioni.
Il liceo classico “A. Oriani” non poteva mancare all’importante
appuntamento della 30° edizione del Carnevale Coratino,
tradizione ormai consolidata che coinvolge ogni fascia d’età.
La nostra scuola ha deciso di proporre un tema originale e
intrigante: “Invito all’Opera”, che trae spunto
dalla nostra realtà territoriale, infatti, "in attesa della
riapertura del teatro comunale – come afferma la docente
referente prof.ssa Anna Carminetti – gli alunni del liceo
classico “A. Oriani”, ispirandosi alle celeberrime arie
dell’Aida di Giuseppe Verdi, hanno voluto rivolgere alla
cittadinanza il loro invito all’opera, un invito benaugurante
affinché i Coratini possano fruire al più presto del contenitore
culturale più amato e agognato. Nello stesso tempo, l’invito
all’OPERA è un’esortazione rivolta all’Amministrazione Comunale
perché restituisca quanto prima il teatro ai cittadini".
Il nostro Liceo è riuscito al realizzare un gruppo mascherato,
arricchito dalla minuziosa cura dei particolari ideati dalle
alunne Ingrid Vernice e Ilenia Di Gennaro, a cui
va un particolare riconoscimento. Il calore e l’armonia dei
vivaci partecipanti ha colmato, poi, i piccoli disagi causati
dalle condizioni metereologiche non proprio favorevoli.
L’entusiasmo dei partecipanti, già evidenziato durante tutto il
corso della sfilata, è poi esploso all’arrivo in piazza. Con la
realizzazione, infatti, della briosa e originale coreografia
ideata dalle alunne Giuliana Ferrara e Marika Menduni
– anche a loro il nostro sentito grazie – i nostri ragazzi
hanno dato vita ad un’atmosfera coinvolgente che ha incontrato
l’approvazione del pubblico e soprattutto del Sindaco.
I personaggi principali sono stati interpretati da Valentina
Bonacara (Aida), Alessandra Procacci (Amneris),
Andrea Mininno (il Faraone), Gianluca Musci
(Radamès), Alessandro Vangi (Amonasro) e da
Corrado De Robertis (Giuseppe Verdi).
L’impegno e la partecipazione di ciascuno ha dato vita ad un mix
vincente, che ha portato a buoni risultati, soddisfacendo le
aspettative di tutti.
Un plauso particolare alle classi VC, II C, VE, II A, III A
per la loro massiccia partecipazione e un ringraziamento a tutti
gli altri partecipanti.
Per il “Giorno
della Memoria”, istituito dal Parlamento italiano con la
legge n. 211 del 20 luglio 2000 e celebrato il 27 gennaio, al
fine di ricordare la Shoah e rendere omaggio alle numerose
vittime di questa drammatica ricorrenza, il Dipartimento di
Storia e Filosofia del Liceo “A. Oriani” ha organizzato, per
il giorno 3 febbraio, una Conferenza sul tema:
“Le
conseguenze delle leggi razziali in Puglia”
Per
l’occasione è stato invitato il prof.
Vito Antonio Leuzzi,
direttore dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo
e dell’Italia Contemporanea (http://www.bcr.puglia.it/tdm/ipsaic.htm).
.
Dopo una breve
presentazione della Conferenza e dell’ospite da parte del
prof. A. D’Ercole (collaboratore del Dirigente Scolastico),
il prof. Felice Tarantini, docente di Storia e Filosofia
del Liceo “A. Oriani”, nella sua relazione introduttiva ha
analizzato le circostanze che hanno dato avvio ad uno dei
periodi più oscuri della storia dell’Europa e ha approfondito
gli eventi che ne hanno segnato il tragico sviluppo.
Ricordare
è un dovere morale prima ancora che istituzionale,
affinché gli errori del passato siano un monito per il presente
ed il futuro.
Il ricordo di
quegli eventi deve aiutare a comprendere le ramificazioni del
pregiudizio e del razzismo e contribuire alla realizzazione di
una pacifica convivenza.
San Gerardo è la sede staccata di
alcune classi ginnasiali del Liceo Classico “A. Oriani” di
Corato.
Per mancanza di aule nel nostro istituto, si
è deciso di trasferire alcune classi in questa succursale,
situata al secondo piano di un edificio adiacente alla chiesa di
San Gerardo, in via Castel del Monte.
Il
suo aspetto esteriore può ingannare per la sua austerità; in
verità, in passato le nostre aule, spaziose e arieggiate,
ospitavano un convento; si tratta di diversi ambienti, nei quali
svolgono le attività didattiche giornaliere quattro classi che
frequentano questa sede : IV A, IV D, IV e V E.
Internamente, la succursale è una struttura
moderna, data la recente ristrutturazione, dotata anche di un
ascensore.
Accanto all’uscita d’emergenza, precisamente
alla sua destra si trova il laboratorio d’informatica, che
consta di un buon numero di computer di ultima generazione.
I professori dispongono di una loro
sala-docenti dove possono lavorare in tranquillità e di
un’ulteriore aula dove incontrano i genitori dei loro alunni,
durante l’ora di ricevimento.
Durante la ricreazione è bello ritrovarsi di
fronte ai distributori automatici, impazienti di prelevare la
nostra “sopravvivenza” per proseguire il resto delle lezioni,
magari gustandosela in compagnia di tutti e novanta gli
studenti. In questa breve, ma indispensabile frazione di tempo,
è inevitabile incontrarsi e scambiarsi qualche parola per i
larghi corridoi.
Abbiamo potuto instaurare buoni rapporti fra
di noi fin dai primi giorni di scuola, essendo tutti più o meno
coetanei; insieme stiamo superando “la paura da primo anno al
liceo”, durante il quale ci può essere un po’ di
disorientamento essendo nuovi arrivati in questa scuola.
Spiritosamente, i professori confidavano
nell’esistenza (sperata) di qualche spirito monastico, ereditato
dai precedenti ospiti, affinché potesse istruire i nuovi ad
essere calmi e studiosi. Ma questo spirito, per nostra sfortuna,
ha abbandonato la succursale nel momento in cui ci abbiamo
messo piede.
La MOSTRA
ha raccolto e sintetizzato circa tre anni di attività inserite tra quelle
relative all’ampliamento dell’offerta formativa.
Gli
studenti del ginnasio hanno
sviluppato un programma progettuale basato su due moduli: il libro
e il reperto archeologico. Nell’anno scolastico 2005-2006 durante la Presidenza del
Dott. Aldo Sciscioli, il primo progetto con lo spirito di cui sopra, aveva nome
“Homo Legens”. Nell’anno s. 2006-07 con il Preside
Michele Caldarola
nacque il noto percorso di “Muse & Musei”. Nel 2007-08, con il Preside
Prof. Emanuele Morea, l’occasione progettuale è stata fornita dal
Programma Operativo Nazionale (PON) e dal sostegno di “Scuole Aperte”,
del Ministero della Istruzione, Università e Ricerca.
Le docenti coinvolte nell’organizzazione
Prof.sse Cinzia Di Gennaro, Annanmaria Micello, Chiara Capozza, Ivana Cuccorese, coordinate dalla
referente Prof.ssa Mara Maggiulli, durante l’inaugurazione lo scorso
sabato 10 Gennaio 2009, hanno illustrato la struttura e la finalità
della mostra al Provveditore agli Studi di Bari Dott. G. Lacoppola,
al
Sindaco di Corato Luigi Perrone e all’Arcivescovo Mons. Pichierri
sottolineando la stretta attinenza dell’iniziativa con i programmi
curricolari ed il generoso impegno dei ragazzi. Il piano d’azione ha visto tre tipi di attività coordinate:
seminari dei docenti,attività laboratoriali (sulla lavorazione e decorazione della carta;
sulla legatura; sulla grafica editoriale; sulla ceramica; sull’affresco)
visite sul territorio (in archivi, biblioteche, aziende, musei e siti
archeologici).
Finalità ed obiettivi comuni hanno sotteso gli interventi educativi e
didattici:
• Potenziare l’interesse per la lettura e motivare allo studio • Conoscere e valorizzare le fonti in genere • Riscoprire i Beni Culturali del territorio • Aprire gli studi classici al mondo del lavoro • Puntare l’attenzione sulla sinergia tra Antichità e Modernità
A conclusione di questo percorso, gli studenti hanno ritenuto di far cogliere anche all’esterno
il linguaggio profondo e molteplice scoperto da loro nei materiali
esaminati ed in particolari opere d’arte del passato.
La mostra ha esposto pannelli riassuntivi
delle ricerche,
oggetti di cartoleria e di ceramica
attinenti particolari argomenti interdisciplinari (ad es. Il Labirinto),
il tutto con un sottofondo musicale adatto all’atmosfera. L’operazione non ha
avuto finalità commerciali o pretese
artistiche ma ha evidenziato il sentito desiderio di comunicazione. Gli
stessi studenti si
sono prestati per far da guide ad altri studenti e a tutti i visitatori. La mostra ha ricevuto pieno patrocinio morale dal Comune di Corato che,
nella persona del Consigliere alla Cultura Giuseppe D’Introno, ha
assistito impeccabilmente le fasi operative di allestimento del percorso
espositivo.
Il nostro caro Don Gino Tarantini, attuale Parroco della
Chiesa di San Domenico ed ex docente del Liceo A. Oriani,
invitato dalle Prof.sse Mara Maggiulli ed Annamaria
Micello e salutato da diversi affezionati colleghi, martedì
25 Novembre 2008, ha
incontrato gli studenti della V A e V B per un
interessante seminario sulla Chiesa paleocristiana e sui
rapporti che essa ebbe con l’Impero Romano.
La lettura di testi apologetici, biblici e di diritto romano è
stata guidata magistralmente dal relatore che ha dialogato con
studenti e docenti dando ampio spazio ai quesiti posti in aula
circa le difficoltà che le antiche comunità cristiane ebbero e
circa il ruolo che l’impero dei Cesari riservò via via alla
nuova religione. Non sono mancate riserve sull’attuale posizione
della Chiesa Cattolica ma Don Gino ha risposto esaudientemente e
con “intelligente apertura” a tutte le legittime obiezioni
sollevate dai ragazzi e dai docenti.
La conferenza ha coinvolto profondamente i presenti e si è
protratta oltre il previsto poiché il sentimento religioso,
troppo spesso taciuto e svilito tra i giovani o sentito come un
lato debole di sè, ha suscitato pareri e interventi a catena e
ha spostato la riflessione al tempo presente.
Per gli ex alunni di Don Gino, ormai adulti, è sembrato di
riascoltare i dibattiti che rendevano vive ed interessanti le
ore di Religione o di assemblea d’Istituto negli anni ’80.
Anche una lezione di Storia, va detto, può trasformarsi e
presentare stimoli interessanti e ospiti graditi accanto ai
consueti contenuti da manuale.
E’ ancora possibile scrivere narrazioni ? La videata può
competere con la pagina a stampa? I giovani possono
ancora amare la lettura e la scrittura? Perchè la scelta della
puntata?....Lo hanno chiesto i ragazzi della IV B
ginnasiale, sabato 8 Novembre 2008 agli ex liceali
Dino Patruno e Giuseppe Cantatore, il primo, stimato
funzionario di banca con l’hobby della letteratura, il secondo,
giornalista e redattore per il sito CoratoLive.
Tra liceali ed ex liceali, le presentazioni sono
brevissime ed è immediata la sintonia, forte l’interesse per la
comunicazione scritta. Gli studenti, dopo aver letto, nei giorni
passati, tutti i racconti del Patruno accanto a quelli previsti
dal manuale di Antologia Italiana, hanno facilmente ed
attentamente seguito la splendida lezione dell’autore sulla
magia e sull’emozione che ogni racconto sottintende,
che crea ma da cui esso stesso prende vita.
“Lo scrittore deve essere un ladro, deve cogliere
un’immagine velocissima e tradurla in pagina, non più per se
stesso ma per gli altri”, ci è stato detto da una persona
che di solito svolge tutt’altra professione.
Percorrendo gli intrecci delle singole vicende narrate nella
rubrica Internet “Montagnola’s Corner”, i ragazzi hanno colto il
filo conduttore che le unisce, hanno dato il loro parere
critico, proposto quesiti e contribuito ad una lezione
interessante e vivace che l’umiltà e la disponibilità
del Patruno hanno reso particolare.
Giuseppe Cantatore, poi, ha spiegato ai presenti le fasi di
lavorazione che il testo ha in redazione, la scelta delle
immagini da abbinare alle pagine scritte, ha esposto le esigenze
che la committenza di un sito impone allo scrittore e, nel
contempo, l’ausilio che gli offre. Mai visti dei quattordicenni
più partecipi durante le ultime ore del sabato!! Non
ascoltavano un accademico, un illustre e paludato scrittore, ma
uno di loro, un alunno di qualche anno più cresciuto, che scrive
con lo spirito del “mettersi in gioco”, quasi come dallo
speakers corner di un parco londinese, sapendo bene di non
cambiare la storia della letteratura e di non trarre guadagni da
quelle pagine.
Nella foto (da sinistra) gli ex liceali Dino
Patruno e Giuseppe Cantatore con la
prof.ssa Mara Maggiulli
La penna che scrive “Un amore al Liceo” con la stessa semplicità
e freschezza con cui racconta dello speciale sapore che aveva lo
strascinato speciale (“La fortuna”) per il suo palato da
bambino, “non vuole insegnare niente a nessuno” ma semplicemente
comunicare immagini, ricordi, nostalgie, il valore dei SETTE
SENSI (pensavamo fino a ieri che fossero cinque) abbinando
ciascuno ad ogni titolo. Passeggiando per cinema e
musica, il Patruno ha dato ragione delle diverse citazioni
interne ai racconti, ha reso nota la documentazione sul campo
che uno scrittore deve acquisire prima di produrre, ha rivelato
il ruolo centrale di CORATO nella scelta di argomenti, lingua e
situazioni narrate.
La campanella ha interrotto bruscamente la lettura da Margherite
Yourcenar, delle righe che riferiscono dello scrittore coma di
colui che mette a fuoco, per gli altri, l’immagine che egli
ha sotto le palpebre. Ben venga, allora, per i ragazzi, lo
stimolo ad una scrittura “in presa diretta”, giovane,
democratica, magari meno preziosa e aulica di quella “patentata
ed accreditata” ma di facile accesso ed emulazione, senza fini
di lucro e di circolazione immediata.
Sabato 18 Ottobre 2008 noi, studenti ginnasiali di
IV A (7), IV B (29), IV C (3), IV D (5) accompagnati dai
docenti MaraMaggiulli, AngeloPalumbo
e preparati anche dai Proff. P.Vallarelli, C. de
Chirico. I. Cuccorese, ci siamo recati presso
la Biblioteca Nazionale di Bari per l’incontro con lo
scrittore e giornalista barese Pino Ricco.
.
L’incontro è stato preceduto dalla lettura del suo romanzo
“ Apri gli occhi ”(Ennepi Editrice), gentilmente offerto
dalla Biblioteca Nazionale, in 18 copie, in occasione del
programma del Ministero dei Beni Culturali “Ottobre:
piovono libri”. Al dibattito erano presenti diversi
altri Istituti Superiori della provincia e con piacere abbiamo
visto riservati per noi ragazzi tantissimi posti a sedere
nell’aula magna, come fossimo autorità.
.
La presentazione, organizzata dal Dott. Michele Giannone,
ha avuto inizio con l’introduzione del vice direttore della
Biblioteca Dott. L. Carcereri e del giornalista
Gianfranco Summo, che ha raccolto fra noi i numerosi
foglietti di carta preparati con domande e curiosità da
sollevare circa il romanzo. In aula e poi in pulman avevamo
confrontato e selezionato con i Proff. i quesiti più
interessanti e – bisogna dire- siamo stati gli studenti più
lodati in sala per la qualità delle nostre domande. L’autore si
è compiaciuto per tanta curiosità e ci è apparso umile e
comunicativo oltre che simpatico nelle risposte.
.
Gli abbiamo chiesto quanto la sua scrittura dovesse al mestiere
di redattore, se la sua ultima opera potesse definirsi un
classico o meno, se alcuni avvenimenti siano legati a sue
vicende personali. Tra le tante cose gli abbiamo domandato cosa
debba fare al giorno d’oggi uno studente volenteroso e dotato
che voglia farsi notare dalle case editrici e lui ci ha
raccontato di aver scritto il suo ultimo romanzo per un semplice
concorso (poi inaspettatamente vinto) e che quindi bisogna
prendere al volo le occasioni più impensate seguendo sempre
i nostri sogni.
Pino Ricco si è affermato come giornalista e non avrebbe
immaginato di diventare narratore. Egli ci ha confessato di
dovere tanto alla sua insegnante di Lettere delle superiori
che lo ha stimolato tantissimo alla scrittura creativa.
Il romanzo presentato tratta della malavita barese ed ha il
titolo che propone la frase tipica della Bari verace “Apri gli
occhi” un avvertimento, in questo caso, ma anche una filosofia
di vita saggia ed accorta, nella visione del popolo. Il
protagonista maschile, Beppe, avvezzo ad una serena vita
abitudinaria e routinaria passa tutto ad un tratto ad una
esistenza frenetica e piena di pericoli, dopo aver
involontariamente assistito ad un reato grave.
.
Non capita a tutti di trovarci, nostro malgrado, spettatori di
omicidio e di una rapina a mano armata realizzati da un ex
compagno di scuola (Mariolino) diventato nel frattempo un boss
della mafia. Beppe deve decidere se tenersi tutto dentro o
rivelare all’autorità ciò che ha visto.
.
La scelta coraggiosa lo costringe alla fuga protetta e
all’anonimato in altra regione, allo strappo violento nella sua
vita e nella sua identità.
La prosa utilizzata dal Ricco scorre piacevolmente nella sua
semplicità. L’intreccio è intrigante ed a lieto fine (un tantino
da fiction, ma accettabile) ed i personaggi sono vari e
abbastanza descritti. Le ragazze avrebbero voluto più
particolari nella storia tra Beppe e la sua donna, mentre alcuni
ragazzi non hanno gradito la lentezza che crea nella trama, la
permanenza del protagonista al nord Italia.
.
Le domande in aula magna sono state tantissime (anche da posto
oltre che al tavolo dei relatori) ed il tempo è volato.
Prima di tornare a casa e dopo una breve merenda, siamo stati
accompagnati dalla gentile Dott.ssa Esposito, in diverse
sale della Biblioteca Nazionale che si è trasferita da un paio
d’anni in Via Pietro Oreste. Ci ha colpiti la nuova enorme ed
attrezzatissima sala di lettura, dotata di 180 postazioni
Internet, di carrelli automatici per la circolazione dei testi
da e verso i magazzini, di tavoli bellissimi e ben
illuminati. Ci hanno spiegato il sistema di classificazione
numerica DEWEY, ci hanno mostrato libri antichi e preziosi
facendoci cogliere il valore di quelli scritti su pergamena. Non
sapevamo quanta fatica e risorse fossero necessarie per produrre
un solo codice manoscritto...e pensare che oggi la lettura è
diventata così accessibile!
nella foto:
la Dott.ssa Esposito, il Dott. Giannone,
l'autore RICCO, il Dott. Summo,
il Dott. Carcereri
L’esperienza a Bari si è conclusa con un viaggio in autobus
allegro e spensierato, insieme a compagni delle altre quarte e
ci ha lasciati soddisfatti. Ci piace anche vedere che i
professori organizzano tra loro delle attività in comune per
lavorare su diverse classi e la cosa ci lega maggiormente tra
noi. A breve, incontreremo in aula un autore locale di cui
stiamo leggendo i racconti e ciò serve a collegare i nostri
studi al mondo reale in cui viviamo.
Marianna Scatigno e Katia Gialluisi
IV B 2008-2009
Per la prima volta, nella storia del Rally
Matematico Transalpino un liceo classico ne esce
vincitore!
Proprio così! Il liceo classico “A.Oriani” trionfa, ed è fiero e
orgoglioso di proclamarsi vincitore della gara matematica (R.M.T).
Protagonisti di questa trionfante vittoria sono stati gli alunni della
classe IV B, allenati dal loro personal trainer, la prof.ssa
Cinzia Di Gennaro.
La maggior parte degli alunni pensava che sarebbe stata
solo un’ esperienza come tante altre, non avendo partecipato ad una gara
simile. La finale si è tenuta presso l’ istituto IPSSP Colasanto di
Andria, che ha accolto più di sedici classi di differenti gradi
scolastici.
Durante lo svolgimento della gara, che prevedeva la collaborazione
dell’intera classe, gli alunni si sono rivelati un vero gruppo, compatto
e affiatato, aiutandosi a vicenda in ogni situazione di difficoltà.
L’ansia era così tanta per l’emozione che l’adrenalina aveva raggiunto
il culmine. Al momento della premiazione, pur non nutrendo molte
speranze, ecco levarsi un urlo carico di gioia, all’udir il nome dei
secondi classificati; non eravamo noi!
Andava da sé che eravamo arrivati primi. Infatti, subito dopo :- “ I
primi classificati per la categoria dei licei, della 16^ edizione del
Rally Matematico Transalpino, sono gli alunni del liceo classico “
A.Oriani “ della classe IV B –“.
Una edizione ricca, quella di quest'anno che si è svolta dal 22 al 24
Maggio e che ha affrontato la tematica dell'immigrazione e le
problematiche che ne derivano.
Si è svolta
presso il teatro comunale della città di Benevento la cerimonia
di premiazione per la quinta edizione del “Fare giornale nelle scuole”,
concorso promosso dall’ordine nazionale dei giornalisti.
Ad un
appuntamento così importante non poteva di certo mancare il nostro
liceo, premiato grazie al lavoro triennale profuso dalla redazione
composta dai docenti: prof.
Andrea D’Ercole, (referente progetto) prof. Paolo Vallarelli,
prof.ssa Anna Carminetti, prof.ssa Annamaria Micello,
(collaboratori) prof. Antonio de Palma (Webmaster & designer ) e
dagli alunni:Cicala Graziamaria,
Ciprelli Sabino, Copertino Marco, Coppolecchia Federica, De Laurentis
Tiziano, Dell'Accio Dafne, Di Gioia Paola, Malcangi Roberta, Maldera
Cataldo, Mangano Irene, Nesta Giusiana, Pellegrino Michele, Piancone
Fausta, Piccolomo Luigi, Rana Federica, Strafella Vanda, Cocuzza Silvia,
De Palma Miriam, nel redigere il giornale della comunità scolastica
rigorosamente on-line.
Bel
risultato per l’istituto coratino, eletto vincitore nella propria
categoria tra le innumerevoli scuole partecipanti. Alla
premiazione tenutasi nella città sannita, erano presenti delegazioni
provenienti da tutti gli angoli del Bel Paese. Da Sassari a Palermo
passando per Isernia e Roma fino ad arrivare al Nord rappresentato da
Piacenza, Mantova e Brescia tra le città più importanti.
Lo scopo di
questo progetto è quello di sostenere le iniziative delle scuole
italiane per valorizzare l’attività giornalistica quale strumento di
arricchimento comunicativo e di modernizzazione del linguaggio.
Il prodotto
fa venire i brividi: sono stati circa ottocento i giornalini scolastici
elaborati tra scuole primarie, medie inferiori e superiori.
"Questo
grande risultato è la testimonianza che il giornale cartaceo non è
ancora morto – ha affermato Lorenzo del Boca, presidente nazionale
dell’ordine dei giornalisti - i giornali non possono finire e questa
è la dimostrazione che continueranno ad esistere. Tutto questo è
importante per la crescita dei giovani e dell’informazione. Non bisogna
perdere,tuttavia, questa voglia, entusiasmo e fantasia che vi permette
di svolgere un lavoro da grandi. Per questo non ritengo assurdo
chiamarvi colleghi: dall’anno prossimo, infatti, sarà varato un albo dei
giornalisti-junior."
Il Gruppo di
lavoro, che ha selezionato i giornali cartacei e on-line vincitori di
questa edizione, era composto da: Giovanni Fuccio, Coordinatore,
Angelo Ciaravolo, Cosimo Bruno, Mario Pedicini,
Luigi Scaglione, e dal pedagogista Francesco Scolari (al
centro, nella
foto accanto) che ha voluto personalmente congratularsi con il
Dirigente e i docenti dell'Oriani per il "prodotto" elaborato.
A seguire il
momento di premiazione con diplomi e medaglie per tutti gli aspiranti
giornalisti accorsi da tutte le zone della Penisola per questo grande e
significativo evento.
Si è mostrato
molto soddisfatto il prof. Paolo Vallarelli, che non nasconde la
sorpresa per un risultato gradito e inaspettato.
"Sicuramente
l’obiettivo era quello di sottoporci ad un giudizio di persone
qualificate per misurarci, giudizio che poteva essere sia positivo che
negativo per capire se avevamo fatto qualcosa di buono o meno. Il
traguardo non era la vittoria ma questa ci rende ovviamente contenti.
Durante gli anni questa redazione è un po’ cambiata e quindi il
ringraziamento va a tutti i ragazzi che hanno preso parte a questo
stimolante progetto."
Visibile la
gioia dei docenti e degli alunni-giornalisti della redazione di "Parole
Alate" presenti alla premiazione nonchè la gratificazione del dirigente scolastico, prof. Emanuele Morea,
che ha tracciato la linea per il futuro. "In verità la linea futura è
quella di modificare alcune situazioni
inerenti al progetto-comunicazione. Quello odierno (ieri, ndr) è un
riconoscimento per un lavoro condotto con entusiasmo. Bisogna continuare
così senza adagiarsi sugli allori. Sta a noi lavorare bene e riuscirci."
Grande
soddisfazione, dunque, per il nostro Liceo che ha risposto ancora
brillantemente ad una ricorrenza così blasonata.
Domenico
Piccione
________________________________________
Fare il giornale nelle scuole:
premiate a Benevento le scuole vincitrici
Costituire un laboratorio nazionale permanente: è la
proposta lanciata a Benevento da Lorenzo Del Boca, presidente
dell'Ordine nazionale dei giornalisti, nell’ambito della cerimonia di
premiazione del quinto concorso “Fare il giornale nelle scuole” che si è
svolta ieri nel Teatro Comunale di Benevento, alla presenza di oltre 400
persone.
«Un sociologo americano - ha detto Del Boca - preannunciò la fine dei
giornali cartacei dopo aver messo a confronto due fotografie fatte
presso la stazione di Manhattan a distanza di 50 anni: quei signori
immortalati con i giornali oggi non esistono più. È un peccato che
questo sociologo oggi non sia qui a Benevento dove tanti ragazzini si
impegnano con ardore. I giornali non scompariranno anche per merito di
queste nuove generazioni che, a mio avviso, meritano un grosso premio
per quello che stanno facendo».
«Sarebbe opportuno - ha poi aggiunto Giovanni Fuccio, consigliere
nazionale dell’Ordine e referente del progetto - istituire un
laboratorio permanente (composto da sociologi, pedagogisti, docenti e
studenti) presso l'Ordine nazionale per lo studio dei problemi connessi
alla informazione del mondo giovanile». Sono state premiate con la
consegna del diploma e la medaglia, 65 scuole, selezionate tra oltre 900
giornali scolastici provenienti da ogni parte d'Italia.
Il giorno prima nel Salone “Gianni Vergineo” del Museo del Sannio in
Benevento si è tenuto un Seminario di studio sul tema “L’attualità
del giornale scolastico nell’era digitale”. Alla tavola rotonda
coordinata da Giovanni Fuccio, Consigliere nazionale dell’Ordine dei
Giornalisti, sono intervenuti: Francesco Scolari, pedagogista, Mario
Pedicini, Provveditore agli Studi, Dirigente USP, Nicola Cirocco,
Presidente OSA (Operatori Scolastici Amiata), Silvia Rulli, Sociologa,
Gaetana Ianzito, Dirigente Scolastico.
L’atteso e
interessante incontro-dibattito sul libro “La controversia sugli
Indios”, ultima fatica letteraria del prof. Saverio Di Liso,
ha avuto luogo nella serata di ieri presso la Biblioteca Comunale
della nostra città, importante ritrovo e centro per la cultura
coratina. Grazie al patrocinio della Consulta della cultura e
del Liceo Classico “A.Oriani”, presente nella persona del
dirigente scolastico prof. Emanuele Morea, una folta rappresentanza
di persone, tra cui parecchi studenti, hanno avuto la fortuna e
l’occasione di assistere ad un vero e proprio evento di notevole
rilevanza.
A partire
dall’importante presenza del prof. Rocco D’Ambrosio, docente
di Antropologia ed Etica politica presso l’Università Gregoriana di
Roma e Facoltà Teologica Pugliese di Molfetta, personalità di
spessore che ha impreziosito e non poco questo dibattito moderato
dallo stesso Presidente della Consulta, prof. Franco Vangi, e
arricchito da un’altra figura ineccepibile per umiltà e valore quale
il prof. Felice Tarantini, docente di storia e filosofia
presso il Liceo “Oriani” e icona della cultura locale.
Se il titolo del
capolavoro del dott. Di Liso ci riporta indietro sino al XVI
secolo con l’approdo di Colombo nel “nuovo” continente e con l’avvio
di quella che poi è passata alla storia con il nome di conquista,
i collegamenti tra questi temi e l’attualità sono molto stretti
sotto parecchi aspetti : «Sin dalla conquista coloniale spagnola
del Centro e del Sud America – ha introdotto Franco Vangi– si poneva il problema della supremazia della cultura
occidentale su quella degli Indios e allora le motivazioni erano
anche di carattere religioso seppure di una religione che non aveva
nulla di veramente cristiano poiché basata sulla violenza. Ed è
proprio sotto il segno della violenza che è stata realizzata questa
colonizzazione spagnola del centro e del sud America. Dico che
questo argomento è anche di attualità perché anche oggi nel contesto
della globalizzazione c’è uno scontro interculturale perché,
nonostante gli aspetti positivi, c’è l’intenzione della cultura
occidentale di sottomettere le altre culture , quelle diverse,
basandosi su una sorta di primato culturale della civiltà
occidentale che non tiene conto di altre culture che non rientrano
negli schemi della loro cultura schivando quindi ogni forma di
confronto con altre ideologie,usi e costumi».
Inevitabile
dunque la presentazione, prima di lasciare la parola ai relatori,
delle figure protagoniste del testo quali Bartolomé de Las Casas e
Juan Ginés de Sepulveda: il primo considerato “l’apostolo” degli
Indios che cercò di contrastare la colonizzazione violenta degli
spagnoli, il secondo era uno storico che in qualche modo ha cercato
di difendere l’operato dei conquistadores.
A seguire vi è
stato un excursus storico del prof. Tarantini che ha narrato
e commentato quella che è stato il viaggio di Colombo partito da
Palos per giungere all’isola di San Salvador : «Quello
dell’amico e collega Saverio Di Liso è un lavoro pregevole –
prosegue Felice Tarantini – dedicato alla controversia sugli
Indios. E’ un’opera costruita su una rigorosa struttura
argomentativa che utilizza una corretta prospettiva storiografica
che dà luce alle sue valutazioni etico filosofiche. Inoltre il libro
è ricco di documenti e testi originali, molti dei quali tradotti in
lingua italiana per la prima volta. Il lavoro del prof. Di Liso ha
come idea forte il rapporto tra civiltà e civilizzazione. Di
fondamentale importanza è il dibattito sulla laicità della guerra:
quando questa è giusta?»
«Fulcro del libro è il dibattito di Valladolid: da una parte
Sepulveda, il difensore del concetto di civilizzazione e dall’altra
de Las Casas, difensore e sostenitore del concetto di civiltà.
Sepulveda,infatti, ritiene la guerra contro gli indigeni giusta
perché compiono “peccati” gravi, perché sono barbari, per preparare
l’evangelizzazione e perché compiono “iniuriae” e sacrificano
innocenti. Per Las Casas, invece, la guerra è ingiusta perché la
Chiesa non ha giurisdizione sugli Indios, perché non sono barbari e
perché i sacrifici sono espressioni culturali meno peggio delle
guerre. Quella degli Indios non può essere definita non-civiltà
poiché ha dentro di sé tutte le caratteristiche di quella che è una
vera e propria civiltà. Vi è ,infine, un aspetto importante : con
gli Indios vi è un uso collettivo del bene terra e ciò ha impedito
il dispositivo dell’atto della guerra per difendere il territorio,
uso che nell’Occidente era già diffusissimo».
A ribadire il
concetto molto attuale dell’elaborato del prof. Di Liso è stato
anche don Rocco D’Ambrosio: «Sinceramente ero sicuro
della qualità del testo ma abbastanza titubante sull’attualizzazione
di questo libro. Invece mi sono ricreduto perché oltre ad essere un
testo di qualità presenta tanti agganci con il mondo odierno
mantenendo un’analisi storico-scientifica molto rigorosa. Questo
libro è bello perché ci introduce rigorosamente nel dibattito
storico e lascia traccia di discussione per dire: quella storia a me
cosa può insegnare? La controversia degli Indios è per noi così
lontana o vicina? Il primo problema è quello di diversità per
integrazione. C’è uno spirito nel libro di grande riconoscimento del
valore della diversità : omologarla o rispettarla? I testi proposti
sono carichi di una vis polemica enorme, ovvero carichi di una vena
polemica non indifferente, poichè nei confronti non si risparmiavano
mai. Noi della polemica conosciamo solo la parte spuria, quella
dell’insulto e non invece della ricerca, dello studio che traspare
da questi documenti». «Altro aspetto attuale – continua Rocco
D’Ambrosio - e altro problema è quello dell’inculturazione
della fede : nel Medioevo era presente e diffuso un versetto del
Vangelo di Luca che diceva “compelle eos intrare”, ed è un discorso
attualissimo. Questa controversia,dunque, ci fa capire tante cose:
il rischio di ritenere la nostra cultura superiore, la difficoltà
della convivialità delle esistenze poiché è più facile dire “tu ti
devi adeguare alla mia cultura e basta”. Se non conteniamo le nostre
reazioni nei confronti delle diversità, diventiamo intolleranti».
Prima delle
domande di rito, la parola e la replica è stata affidata al curatore
del volume che ha anche spiegato cosa lo ha spinto ad effettuare
questo “viaggio” : «Non posso non difendere questo testo non
solo perché l’ho redatto,pubblicato e quant’altro ma perché ho speso
anni della mia vita e perché c’è all’interno di questa controversia
è presente un microcosmo di temi, di questioni di carattere
filosofico,etico,giuridico, storico ,religioso e quindi nella carne
dei protagonisti, come Las Casas ci sono tante questioni e tante
persone. Questi è una figura affascinante anche perché in lui vi è
una profonda,radicale conversione, visto che lui era un encomendero
e solo in seguito ha preso coscienza del suo compito, attribuitogli
da Carlo V. La disputa,dunque, è un microcosmo: ci sono tante
aperture, è un ipertesto: la storia ha tanto da insegnarci se non
viene piegata eccessivamente alle nostre esigenze morali di oggi». «La spinta ad effettuare questo duro lavoro
durato anni e anni è stato quello di dare un seguito alle ricerche
effettuate da me durante il dottorato leggendo quindi testi e
documenti che inevitabilmente ti affascinano e ti spingono ad andare
fino in fondo a questa vicenda rendendola anche attuale. Il
progetto,infine, di tradurre questo libro in altre lingue mi è stato
già proposto dalla casa editrice. Sono contento di constatare che
questo testo sta avendo un buon seguito e se capiterà l’occasione,
con piacere “La controversia sugli Indios” conoscerà un’ altra
lingua».
Martedì 6 febbraio 2008
E’ trascorso esattamente un
mese dal 27 Gennaio, giorno della Memoria, ricorrenza istituita al
Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta
internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata per commemorare
le vittime del nazionalsocialismo e dell'Olocausto.
Ricordare per non
dimenticare: questo lo spot utilizzato e sentito dai mass media e dalle
istituzioni politiche in riferimento alla terribile Shoah. Parole che si
sono trasformati in atti concreti al Liceo “ A. Oriani ” con la visita
al quartiere ebraico della vicina città di Trani. Grazie alla preziosa
collaborazione della prof.ssa Laura Castrigno,
alcune classi liceali hanno avuto la possibilità di visitare ed entrare
a contatto con una realtà culturalmente molto interessante.
A guidare i ragazzi nelle vie nevralgiche di quella che era la grande
potenza ebrea nel capoluogo tranese è stato Abramo Zecchillo,
rabbino della sinagoga in cui è avvenuto
l’incontro con gli alunni del Liceo: «In passato la presenza della
comunità ebraica nella città di Trani - ha spiegato Zecchillo - è stata
molto importante, basti pensare che l’80% del commercio era gestito da
ebrei e quindi la conseguente influenza di essi nella cittadina.
L’odierna villa comunale,infatti, è stato il primo cimitero ebreo e i
sette palazzi antichi ebraici presenti ancora oggi testimoniano il
grande dominio della stessa comunità, stroncata fisicamente da una
minoranza che conosciamo tutti.»
Obiettivo di questo progetto, suggerito anche dal P.O.F. (Piano
dell’offerta formativa, ndr) è anche la conoscenza del territorio ma
soprattutto la conoscenza, il rispetto e il confronto con le altre
religioni per evitare il ripetersi di pagine storiche così tragiche.
«Il popolo ebreo – ha
detto il rabbino Zecchillo durante l’incontro nella sinagoga in cui ha illustrato la storia
dell’ebraismo dalle origini fino ai giorni nostri - è sempre vissuto con
la minaccia, il pericolo per una sua distruzione e non mi riferisco
solo allo sterminio che si è avuto con Hitler. Sono stati in tanti a
programmare e calcolare scientificamente l’estinzione di un popolo
sacerdotale che si distingue dagli altri per il suo modo di vivere e
pensare. Mi riferisco ai faraoni che tramite il lavoro massacrante (si
arrivava anche alle 16-18 ore lavorative giornaliere) miravano alla
non-riproduzione dei figli di Abramo. Fallito però questo tentativo, fu
ordinato di uccidere tutti i primogeniti della stirpe ebrea.»
Inevitabile, dunque, il riferimento alla storia “epica” di Mosè, ebreo,
cresciuto in Egitto: vedendo il suo popolo andare in rovina fu costretto
a scappare dopo aver ucciso un egiziano reo di aver denigrato e
ammazzato ingiustamente un ebreo. Ma la sua fuga si rivelò momentanea
poiché tornò in Egitto per condurlo nella Terra Promessa dopo aver
attraversato, con l’aiuto del Signore, quel Mar Rosso che, permettendo
prima il passaggio agli ebrei, annientò il faraone e i suoi uomini.
«Ogni
bambino è ebreo da subito visto che all’ottavo giorno si compie al
neonato l’atto della circoncisione: è il patto di sangue tra il Signore
e l’uomo che vuole seguirlo. Tuttavia non credo che ci sia una religione
che sia migliore o superiore ad un’altra e credo che tutti i popoli sono
nella salvezza. Aspetto,però, di estrema importanza è il monoteismo
che,secondo me, non deve mai venire meno.»
La stessa città di Trani è rimasta molto legata a
queste tradizioni e queste origini tanto che la toponomastica è rimasta
intatta negli anni. Trani, inoltre, è il faro dell'ebraismo in tutta la
Puglia, ma anche nel mondo. Il più antico codice ebraico, infatti, è
nato a Trani da Isaia il Giovane e sono due i grandi maestri
dell'ebraismo mondiale che vi hanno vissuto: Isaia da Trani nel
tredicesimo secolo e Mosè da Trani nel sedicesimo secolo. Nella storia
più recente vediamo che nel 1940 in Puglia si ebbe a Sannicandro
Garganico un episodio di conversione collettiva che ha portato numerosi
pugliesi in Israele e la piccola comunità ebraica di Trani è oggi un
riferimento per tutta la regione. Anche Abramo Zecchillo è tornato sul
delicato tema delle conversioni che nelle ultime settimane è diventato
più che mai attuale, non risparmiando una stilettata al mondo cattolico:
«Innanzitutto è fondamentale dire che il
popolo ebraico, anche in terra d’Egitto, non ha mai abbandonato la sua
lingua perché perdere il proprio linguaggio significa distruggere la
propria cultura. In passato ci sono stati svariati tentativi di
conversione forzata delle comunità ebraiche al cattolicesimo, tentativi
non andati a buon fine. In questi giorni però, è successo qualcosa di
importante che ha scosso il mondo ebraico: Benedetto XVI , infatti, ha
attuato una modificazione della preghiera per gli ebrei contenuta
nell'ultima versione del messale pre-conciliare (la cosiddetta messa in
latino). L’invito del pontefice agli Ebrei a riconoscere Gesù Cristo
come Salvatore ha fatto calare il gelo tra le istituzioni ebraiche e
quelle cattoliche dopo oltre 40 anni di dialogo.»
Una visita, un incontro dai risvolti positivi poiché
a permesso ai ragazzi sia la conoscenza e il senso di appartenenza al
territorio sia di effettuare un confronto costruttivo con una realtà
diversa, in un mondo che conosce sempre più la parola guerra e sembra
aver dimenticato il significato dei termini rispetto e
tolleranza.
Il 15 Febbraio 2008, dalle
9.30 alle 11,30, i ragazzi della IV A (ind. Beni Culturali) e
IV B (ind. Scientifico) sono stati i protagonisti di una lezione a
classi aperte organizzata per l’unità didattica sull’inquinamento, dalle
docenti di Geografia (Prof.sse M. Maggiulli e A. Micello)
e dalla docente di Scienze (C. Tarantini), in linea con le
recenti sollecitazioni che la stampa italiana offre.
La locale Azienda di
Servizi per l’Igiene
e la Pubblica
Utilità (A.S.I.P.U) di Corato,
come in passato per altre classi del Liceo Oriani; si è prestata con
slancio all’iniziativa perchè perfettamente in linea con la propria
missione.
Noi studenti abbiamo avuto l’onore di parlare direttamente con i vertici
dell’Azienda e non di trattare genericamente l’argomento “rifiuti” sui
classici libri di testo o con dati estranei al nostro territorio
coratino.
Infatti il Presidente dell’ASIPU
Giovanni Di Gennaro, il Direttore Ing. Salvatore Mastrorillo
ed il dirigente Tecnico Dott. Nicola D’Introno, si sono
generosamente spesi preparando e commentando splendide immagini,
tabelle, grafici, relativi alla classificazione dei rifiuti, alla
produzione pro-capite, alla diversa loro destinazione, alla possibile
loro riduzione, ai risultati ed ai nuovi obiettivi della raccolta
differenziata (R.D) indicati dalla Legge Finanziaria 2007.
L’inquinamento da rifiuti solidi urbani (R.S.U) è stato il fulcro della
conferenza visto che esso è strettamente legato alla crescita economica
e sociale della società odierna: più ci si sviluppa, più rifiuti
difficili da trattare si producono.
Abbiamo appreso con piacere che in Puglia la Provincia di Bari raggiunge
l’11,2 % di R.D superando le altre province e la stessa media
dell’intero Sud Italia (10,20). La città di Corato, nonostante la sua
crescita, riesce a contenere la produzione di R.S.U. e a differenziare
la raccolta fino al 16 % creando motivo di orgoglio negli operatori del
settore ed in tutti i cittadini.
Ma abbiamo appreso con allarme che nella nostra Regione ben il 72,76 %
dei R.S.U. va in discarica. La più vicina è quella di Trani. Anche noi
potremmo vivere improvvisamente l’incubo napoletano.
Insieme agli esperti dell’ASIPU abbiamo esaminato le diverse tipologie
di scarti urbani (cellulosa,vetro, plastica,metalli, frazione organica,
legno, indumenti, non riciclabile) e gli errori che ciascuno di noi
commette quando chiude un sacchetto di immondizie senza riflettere su
ciò che esso contiene. Abbiamo colto l’aggravio di costi che la nostra
fretta produce ed il risparmio che potrebbero avere i nostri genitori
sulle tasse per la raccolta se si facesse riciclo con maggiore
consapevolezza.
A Corato è possibile
“conferire” in appositi contenitori ed all’Isola Ecologica in Via
S.Elia, tutti gli elementi su elencati e presto ci si attrezzerà per
la raccolta degli olii usati (già obbligatoria nelle autofficine e nelle
nostre amate paninoteche e pizzerie ). Continua la raccolta punti per
chi è cliente abituale dell’Isola e la distribuzione di Buoni Spesa da
10 Euro .
Non sapevamo il significato di Compostaggio ed abbiamo compreso il
valore che questo composto organico ha a livello nutrizionale per i
terreni ed economico per i bilanci di tutti noi. Sapevate che paghiamo
il trasporto di frazione organica fuori del nostro territorio?
Cerchiamo inoltre di acquistare prodotti dalla vita lunga e dalle
componenti sostituibili, non più gli usa e getta! Ricarichiamo pile e
detersivi, non gettiamo medicinali nella pattumiera generica. Ragazzi!
Avvisiamo gli uffici dell’ASIPU se notiamo rifiuti fuori posto!
A casa, con le nostre energie di giovani, possiamo davvero essere i
protagonisti di una raccolta più attenta al nostro ambiente.....
La mostra si è conclusa ed è giusto fare il punto
sull’esperienza.
Credevo nelle potenzialità comunicative dell’Arte Postale o Mail
Art, ma
non pensavo che avrebbe avuto tanto successo!!
Ricordo come è nato il progetto.
Ho presentato la Mail Art agli alunni a Marzo 2007, con la
collaborazione di un artista che ne fa parte da anni: Oronzo Liuzzi.
Abbiamo iniziato l’avventura grazie ad una sponsorizzazione della
Granoro.
Insieme abbiamo scelto il tema:
”ARMONIE
E DISARMONIE.
Uomo e Donna. Bianco e Nero.Ricchezza e Povertà. Bello e Brutto.
Classicismo e Futurismo. Perfetto e Imperfetto. Tradizione e Modernità.
Apollineo e Dionisiaco. Figurativo e Astratto. Razionale e Irrazionale.
Tanti contrasti per un solo protagonista: il MONDO!”
Abbiamo atteso le risposte.
È stato bello nei mesi ricevere le opere e aprire, quasi sempre alla
presenza degli alunni, le buste o le cartoline che arrivavano da tutto
il mondo..ogni volta era uno stupore!!
Anche
l’esperienza dell’estemporanea di pittura inserita nello Young Day ha
rappresentato una tappa importante per 45 alunni che hanno espresso il
loro pensiero sul tema.
In vista del Dicembre Coratino l’Amministrazione Comunale ci ha concesso
il patrocinio della Mostra, unitamente ad un contributo di Quatela
Gioielli.
La fase dell’allestimento è stata laboriosa, ma ricca di entusiasmo e
attese, premiate dalla positiva accoglienza al momento
dell’inaugurazione avvenuta il 20 Dicembre alla presenza delle autorità
cittadine ( il Sindaco Luigi Perrone, gli assessori Franco Caputo,
Benedetto Roselli) , il Dirigente del Liceo prof. Emanuele Morea, i
colleghi, gli alunni e molti cittadini.
Anche gli organi di stampa ci hanno aiutato a diffondere le informazioni
sulla mostra, infatti abbiamo avuto i servizi di Tele regione e Tele
Sveva e gli articoli di Gian Paolo Balsamo della Gazzetta del
Mezzogiorno e di Antonella Marino di Repubblica, oltre a quelli de Lo
Stradone ed Eventi e Commenti.
L’affluenza è stata massiccia e costante, tanto da richiedere il
protrarsi della’apertura oltre il previsto, fino al 12 Gennaio.
Dai giudizi raccolti emerge l’interesse per questa forma di arte libera
e veramente espressiva della varietà delle opinioni di 184 artisti di
tutto il mondo. È come comunicare direttamente con tutti i continenti
superando distanze, barriere fisiche e mentali, divergenze di opinioni.
E attraverso la diversità si scoprono le convergenze e la ricchezza
delle divergenze.
Hanno partecipato 50 artisti dalle Americhe, 60 dall’Europa, 70
dall’Italia, 2 dall’Australia, 2 dal Giappone; particolare la presenza
di una Scuola Media di Moena e Pozza di Fassa che ha inviato i lavori
molto creativi di 32 alunni.
È stato bello verificare l’interesse e l’impegno degli alunni che si
sono impegnati a fare da guida accompagnando i visitatori nel percorso
espositivo.
Oggi 20 dicembre tutte le scuole si sono chiuse e sono cominciate
finalmente le tante invocate vacanze natalizie. E con la fine delle
lezioni, è terminata anche la serie di manifestazioni che il nostro
liceo ha organizzato per il periodo natalizio.
Quest’anno la nostra
scuola ha ospitato diversi eventi pomeridiani, rivolti agli studenti e
alle loro famiglie. Ricordiamo che martedì 18 si è tenuto nell’atrio del
liceo un concerto rock-hip hop, che ha visto una massiccia
partecipazione di ragazzi, provenienti anche da altre scuole. Il giorno
seguente invece si è svolta una rassegna di poesie natalizie,
accompagnate da esibizioni canore. Si sono inoltre esibiti al pianoforte
Ludovico Di Gioia, Fabio Falco ed Eleonora Quercia.
Evento conclusivo di
questa manifestazione è stata la tradizionale Fiera del dolce, occasione
per scambiarsi gli auguri di Natale e condividere tutti insieme il forte
legame affettivo che lega tutti noi al liceo “A. Oriani”. Come tutti gli
anni, oltre alla vendita di dolci, c’è stata anche la rituale “Lotteria
di Natale”. A tal proposito, ci fanno sapere dall’organizzazione,
che presto
sul nostro sito verranno pubblicati i nomi di coloro che devono ancora
ritirare i premi vinti. L’impegno dei ragazzi del liceo continua
comunque presso l’ex chiesa di S. Francesco, dove saranno esposti i
quadri dell’estemporanea d’arte dello Young Day di Maggio, visitabili
ogni giorno a partire da oggi, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle
21.00.
Al Parlamento Europeo
con il Movimento per la Vita
Ancora una
volta il Parlamento Europeo ha visto protagonisti giovani coratini.
Stavolta a meritare un viaggio in quel di Straburgo sono stati
i vincitori del XX concorso Europeo "Io, giovane e la famiglia",
indetto dal Movimento per la Vita italiano.
Per
la nostra città, vincitore del concorso è stato il giovane Stefano
Bosso, del Liceo classico "A.Oriani".
Dal 10 al 14 dicembre u.s. i ragazzi hanno visitato il Parlamento
Europeo, stilando anche un documento inerente al tema del concorso: in
particolare, ai giovani pugliesi è stato affidato il compito di redigere
l'articolo 5. Il documento, tradotto in 25 lingue, sarà presentato agli
europarlamentari e successivamente inviato al nostro Parlamento ed a
tutti i presidi degli istituti scolastici italiani.
Per informazioni sul prossimo concorso europeo è già possibile
contattare la sede coratina del Movimento per la Vita.
Si è svolto presso il liceo
classico “Alfredo Oriani” di
Corato una conferenza dibattito
sul tema “Micenei e le coste
della Puglia meridionale”,
organizzata nell’ambito del
progetto sui Beni Culturali, uno
degli ultimi indirizzi
scolastici del liceo coratino.
A relazionare sul tema sono
intervenuti due ricercatori
dell’Università di Lecce, con la
peculiarità di essere di Corato
e di aver studiato proprio
all’interno dell’Oriani,
Teodoro Scarano e
Giovanna Maggiulli.
«Il tema dell’incontro – ha
detto il dirigente scolastico
prof. Emanuele Morea - era
perfettamente in linea con il
programma curricolare di storia
antica ma ha, altresì, offerto
ai presenti, efficaci
riferimenti alla professione
moderna dell’archeologo, al
back-ground di studi che essa
esige, alla versatilità che la
preparazione liceale consente
nell’attuale mondo del lavoro».
Durante la conferenza, i due
studiosi coratini, hanno
mostrato alcuni loro lavori
effettuati all’interno del sito
archeologico salentino di Roca
Vecchia, nei pressi di Torre
dell’Orso, in provincia di
Lecce.
«Questo luogo archeologico – ha
detto la professoressa
Maggiulli - ha restituito
iscrizioni, reperti ossei,
ceramici, metallici provenienti
da unità stratigrafiche che
partono dal bronzo medio (XVIII
sec a. C.) ed arrivano al basso
medioevo. Reperti che ci hanno
dato la possibilità di fornire
lo spunto per parlare agli
studenti di storia e letteratura
ma anche di chimica,
fisiopatologia, botanica e
quant’altro un territorio ricco
come il nostro esige».
L’offerta formativa che il liceo
coratino offre è molto cresciuta
negli ultimi anni e quella verso
i Beni Culturali rappresenta
l’ultimo indirizzo nato.
«Questo corso – aggiunge la
docente coratina Mara
Maggiulli - avvicina gli
studi classici alla realtà
attuale, affiancando gli
insegnamenti tradizionali a
nuove discipline quali
Epigrafia, Archivistica,
Legislazione dei Beni,
Museologia, Laboratorio di
Restauro, Archeologia e Storia
dell’Arte.
Questo indirizzo conta inoltre
di rendere continuative e
specializzanti anche esperienze
di stages in siti archeologici e
in centri di restauro, per una
sensibilità verso il “Bene
Culturale”, che non sia solo
indirizzata al vincolo ma che si
apra alla valorizzazione ed alla
fruizione piena di quel “Bene”,
in un’ottica anche
imprenditoriale, di incremento
turistico oltre che di recupero
e di studio».
Si è
tenuta presso la palestra del Liceo Classico “Alfredo Oriani”
una conferenza-dibattito dal titolo “Volontariato e Scuola” organizzata dalla
prof.ssa
Laura Castrigno in collaborazione con gli stessi studenti del Liceo.
Sono intervenuti autorevoli personalità nell’ambito del
volontariato quali il dott. Antonio Diella, Presidente Nazionale
dell'Unitalsi Italia., il prof. Emanuele Dibitonto,
docente del Liceo nonché vicepresidente dell’associazione “Oasi 2 San
Francesco” e il sindaco della nostra città, Sig. Luigi Perrone, a
rappresentare l’intera amministrazione comunale.
Ha aperto i lavori il Preside del Liceo prof. Emanuele Morea
e, a seguire, la prof.ssa Castrigno, referente
del progetto, la quale ha salutato e presentato gli illustri intervenuti prima di
lasciare la parola al relatore dott. Antonio Diella.
Questi ha presentato, in maniera
semplice e utilizzando un gergo assai diretto, ciò che rappresenta il
volontariato e come egli affronta il quotidiano approccio con le persone
disagiate. “Bisogna imparare a stare vicino ai diversi,- ha
proseguito Diella - ad amare anche chi vive in situazioni di
debolezze e pensare che tutto ciò che è intorno a noi ci appartiene
concretamente e non astrattamente. Bisogna intraprendere un cammino per
imparare a rispettare le scelte altrui ed imparare a diventare adulti.
Questo si può fare convivendo con quello che a noi pare diverso”.
Importante
anche la testimonianza del prof. Emanuele Dibitonto il quale ha
presentato sotto forma di metafore ed immagini i rischi che il
volontariato “salvifico” e “buonista” rappresenta per tutti noi.
Secondo il docente bisogna rapportarsi alla difficile realtà del
volontariato, che porta con sé, è inutile nasconderlo, diverse
sconfitte, esattamente come un “guaritore ferito” lasciandoci, cioè,
alle spalle la nostra posizione di superiorità rispetto alle persone che
ci accingiamo ad aiutare.
Sbagliato, secondo il punto di vista del prof. Dibitonto, è anche l’approccio “terapeutico” al disagiato. Spesso,
infatti, dietro al disagiato si nasconde il desiderio di una
comprensione totale e non un’analisi clinica del disagio accompagnata
dalla ricerca di un rimedio fittizio.
Ultimo ad intervenire è stato il Sindaco Luigi
Perrone che ha mostrato la vicinanza dell’amministrazione rispetto
ai problemi del volontariato invitando le stesse associazioni coratine a
cooperare per crescere insieme evitando di fatto il lucro e la
speculazione e dedicarsi al volontariato, quello vero.
Subito dopo l’intervento del Sindaco sono stai
presentati alcuni elaborati a tema realizzati da alunni liceali tra cui
uno splendido video curato da Mirko Petrone di 2^D e Cataldo
Saragaglia di 3^A.
A concludere la manifestazione l’intervento del
vicepreside dell’Oriani, prof. Felice Tarantini, che ha
ringraziato i relatori e i ragazzi invitando questi ultimi a dare un
apporto attivo per il sociale ed in particolare per il volontariato.
Oltre cento studenti ginnasiali, quest’anno, sono stati i
protagonisti delle diverse attività relative al Progetto
d’Istituto “Muse & Musei”
che, come si sa, portando a termine un programma
biennale iniziato con il percorso di
Homo Legens nel 2005-2006, sviluppa due
moduli:
·il LIBRO per le quarte ginnasiali
·il
REPERTO ARCHEOLOGICO
per le quinte ginnasiali.
Le iniziative, guidate dal team dei docenti di
lettere del biennio ma aperte a tutti, si sono articolate,
come previsto, in tre tipologie di incontri :
·seminari a cura dei Professori
·laboratori a cura di esperti esterni
·visite guidate .
Uno dei punti di forza dei lavori è stata la
collaborazione con il Museo-Palazzo Jatta di Ruvo dove
si sono tenute lezioni-esercitazioni su rari libri antichi e
su veri vasi di ceramica, sia nelle sale dello splendido
palazzo, sia nelle affascinanti cantine arredate di
famiglia.
I ragazzi di quarta ginnasio nei mesi precedenti avevano
partecipato, nelle aule del Liceo, a seminari pomeridiani
sulla storia dei materiali scrittori e sulla stampa e , dopo
aver realizzato in classe, durante i laboratori, veri fogli
di carta, decorazioni marmorizzate e legature artigianali,
su Ruvo si sono cimentati in esercitazioni sulla
catalogazione dei testi, guidati dalle Dott.sse M. Luce
Di Michele e Marina Moramarco.
Sono state realizzate per loro, poi, due visite guidate: la
prima a Ruvo presso il Laboratorio di restauro librario
Biblos,
la seconda presso la Tipografia Saverio Graziani su
Corato, guidate dall’esperto stampatore e legatore
Sig.VittorioLomartire.
Gli studenti delle quinte ginnasiali, invece, hanno
interagito con docenti ed esperti esterni in materia di
Archeologia, comprendendo de visu a scuola il
criterio della stratigrafia e della descrizione tecnica di
un reperto oltre che la ricorrenza di temi e personaggi
nelle raffigurazioni vascolari.
La ceramica appula e poi greca è divenuta più comprensibile
ed apprezzata dalle nuove generazioni quando si è passati
alla concreta manipolazione della terracotta e alla
progettazione/decorazione/cottura di oggetti con la
tecnica orientale RAKU, all’aperto, grazie alla perizia
tecnica dei Proff.ri Michele Barile e Tommaso Giancaspero,
provenienti dall’Istituto Statale d’Arte di Corato.
Le lezioni di Grafica, infine, tenute dalla Sig.ra Grazia
Povia, hanno consentito a giovani e meno giovani di
gestire una gabbia tipografica di quelle che realmente si
usano nell’editoria di oggi e con i due seminarî tenuti dal
Direttore dell’Archivio di stato di Bari Prof. Giuseppe
Di Benedetto e dai suoi esperti (Dott.ssa Valente,
Sig. Papavero, Sig. Tuosto) i presenti hanno compreso
quanto sia avvincente il mondo del restauro dei documenti
per la ricostruzione delle fonti e della memoria storica di
un popolo.
Il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università
di Bari ha collaborato generosamente con “Muse &
Musei” offrendo alla comunità del Liceo Oriani la
splendida lezione del Prof. Silvio Fioriello sulle
ultime scoperte archeologiche ad Egnatia, prima che i
ragazzi vi si recassero in visita.
Va detto che gli esperti esterni sono stati regolarmente
assunti con bando pubblico e retribuiti unicamente dalla
generosità di sponsors che, come i docenti, hanno
creduto nella sinergia tra cultura letteraria e fruizione
diretta ed attiva dei Beni Culturali.
Si ringraziano, pertanto, i soggetti privati e le aziende
locali:
Libreria Sonicart,
Libreria Ambarabàcicìcocò,
Ciart s.a.s. per il restauro,
Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Ceramiche
S. Nicola,
Universal s.r.l.,
Cartotecnica Graziani Saverio
e lo Studio Notarile Capozza.
Muse & Musei ha richiesto ed ottenuto, però, la
imprescindibile collaborazione preziosa delle Famiglie,
della Presidenza, della Segreteria, del Personale tutto e la
fiducia del Collegio che ha voluto e sostenuto tali attività
di ampliamento dell’offerta formativa.
Ora i nostri ragazzi potranno rispondere con maggiore
cognizione di causa a quanti accusano gli studi liceali
classici di essere troppo distanti dalla realtà e dal mondo
del lavoro, potranno ricordare la loro scuola non solo per i
voti ed i compiti ma anche per esperienze divertenti oltre
che istruttive in merito al senso ed al significato di
Cultura e di Bene Culturale.
Progetto: “GIOCANDO E
NON SOLO —
Una rete per l’infanzia e l’adolescenza”
Finanziato dalla Legge 285,97
In
questo anno scolastico, tra le esperienze più interessanti proposte dal
Liceo Classico A. Oriani, abbiamo affrontato il progetto “SMS ... “Ci
siamo” - Adolescenza” con l’aiuto delle operatrici della “Cooperativa
Sociale Il Girasole “.
Il progetto ha avuto come obiettivo l’ “ascolto
attivo “, per mezzo del quale è stata offerta agli adolescenti
frequentanti le scuole superiori del Comune di Corato la possibilità
di esplicitare i nostri vissuti in un clima favorevole. Gli incontri,
tenutisi una volta al mese, ci hanno permesso di approfondire i legami e
incentivare i rapporti con i componenti della nostra classe,
stimolando la nostra voglia, talvolta inespressa, di “raccontarci”
tramite le varie attività proposte dalle due operatrici sociali
Mariella D ‘Angelo e Vittoria Acquaviva.
Queste ultime, infatti, attraverso vari
giochi - come l’identificarsi in una parte di un’automobile, paragonata
al gruppo classe, o come il mostrare i propri stati d’animo mediante il
corpo di una nostra compagna - ci hanno consentito di rapportarci tutte
sullo stesso piano (con la disposizione a cerchio) e di comprendere
quanto sia importante e gratificante l’ascolto nella comunicazione.
Tali attività ci hanno dato l’opportunità
di esprimere i nostri punti di vista, definire il nostro status
all’interno del gruppo classe e far emergere la nostra personalità,
alfine di farla conoscere e accettare alla restante parte della classe.
Le operatrici ci hanno aiutato anche a
superare un momento di conflitto che si era instaurato tra alcune
compagne, cercando di farci esternare pensieri e sentimenti, favorendo
la comprensione dei nostri errori e riportando nuova serenità
all’interno della classe.
Anche se vi è stata la disapprovazione da
parte di alcune alunne - che hanno definito questa esperienza come la
comparsa di attori su un “palcoscenico” sul quale sono state mostrate
solo alcune sfaccettature del proprio carattere (quelle ritenute più
opportune da rappresentare) - altre, invece, hanno considerato queste
ore non solo come un piacevole momento di svago, utile ad interrompere
la routine scolastica, ma soprattutto come un ‘entusiasmante esperienza
che ci ha aiutate a crescere, anche sul piano morale, educandoci al
rapporto con gli altri.
Un ringraziamento particolare va alla
nostra docente di Psicologia e Sociologia, Luisa Mascoli,
referente delprogetto, sperando che l’anno prossimo si possa
riaffrontare un ‘esperienza connotata dagli stessi propositi.
Le alunne della classe VF
a.s. 2006/07
indirizzo Psicologico-sociale
Adriana D‘Amato Federica Falco
Ida Xhelani Lucia Palumbo
Il
14 marzo u.s. la
giovanissima scrittrice romana Giulia
Carcasiha incontrato gli studenti del nostro liceo
per presentare il suo ultimo libro Io sono di legno.
L’autrice, già nota al grande pubblico per il
suo romanzo d’esordio, Ma le stelle quante sono, torna
nelle librerie con una storia a due voci, che vede protagoniste una
madre, Giulia, e sua figlia, Mia, divise da un abisso di anni e di
segreti.
“Nella storia di ogni persona c’è una diga.
Da una parte, l’acqua
che cresce e scalcia ed è energia.
Oltre lo sbarramento, la terraferma.
Tu di me sai la terraferma.
E allora ti racconto
l’acqua che non ha visto”.
Queste le parole di Giulia quando decide di
aprire il diario segreto della figlia per raccontarsi nel tentativo di
aprire la porta blindata dietro la quale Mia si nasconde.
Organizzato dalla prof.ssa Anna Carminetti
con la preziosa collaborazione della libreria “Ambarabacicicocò”,
l’incontro-dibattito è stato introdotto e moderato dalla prof.ssa Luisella Mascoli e dalla
dott.ssa Giada Filannino
(titolare della stessa libreria) e ha visto una costruttiva
partecipazione da parte dei ragazzi.
Venerdì
18 maggio gli alunni delle classi VA, VB, VC e VD hanno partecipato
all’iniziativa culturale
Gianrico Carofiglio
incontra gli studenti, prevista all’interno del Progetto
di lettura Leggere a scuola e in biblioteca a cura della
Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” di Bari.
Lo scrittore barese ha presentato ai numerosi
studenti presenti nella sala conferenze della Biblioteca Nazionale e
provenienti da diversi istituti superiori di Bari e provincia, il suo
ultimo romanzo, Ragionevoli dubbi che vede tornare protagonista –
dopo Testimone inconsapevole e Ad occhi chiusi – l’avvocato
più celebre dell’Italia letteraria, Guido Guerrieri, questa volta
alle prese con un nuovo caso: un uomo in carcere che si proclama
innocente, condannato in primo grado per traffico di droga.
Ad animare l’incontro
la lettura di alcune significative pagine di Ragionevoli dubbi e
il dibattito durante il quale l’autore, con eleganza e disponibilità, ha
soddisfatto le curiosità dei ragazzi sulla sua professione (sostituto
procuratore antimafia), sui suoi romanzi, sulle sue letture.
Progetto
speciale per l'educazione scientifico-tecnologica
Il progetto S.E.T.,
progetto speciale per l’educazione scientifica e tecnologica,
privilegia, come condizione indispensabile per lo sviluppo dei processi
cognitivi e per l’apprendimento, l’esperienza di conoscenza concreta ed
interattiva degli oggetti e dei fenomeni.
La pratica didattica si sviluppa dunque essenzialmente attraverso l’uso
del LABORATORIO inteso non solo come contesto didattico
attrezzato in cui si fa e si osserva, ma come l’insieme di opportunità
in cui si riflette su ciò che si osserva e si fa, si analizza, si
confronta e si verifica, si formulano interpretazioni, ipotesi e
previsioni creando le basi per quella mentalità “sperimentale”che è alle
basi della scienza.
Il Progetto Speciale per
l'Educazione Scientifico-Tecnologica (quadriennale) rientra nelle
iniziative che fanno capo all'autonomia scolastica e si propone di
favorire una crescita complessiva della cultura scientifico-tecnologica
migliorando la qualità dell'insegnamento.
Gli
obiettivi del Progetto sono:
A
- fornire alle scuole risorse capaci di migliorare gli
strumenti, le strutture e l'organizzazione didattica
dell'insegnamento scientifico-tecnologico,
B
- creare servizi, materiali, azioni di sostegno e
opportunità formative per i docenti,
C
- porre l'educazione scientifico-tecnologica come una
questione di interesse generale e coinvolgere nelle azioni
di sostegno alle scuole le diverse organizzazioni
interessate alla scienza e alla tecnologia: istituti di
ricerca, musei, enti e servizi destinati alla protezione
dell'ambiente e della salute, imprese industriali.
Nascono con forza, quest’anno, un’intesa
ed un’amicizia tra la nostra comunità scolastica e il
Dipartimento di Scienze dell’Antichità di Bari.
Studenti e docenti hanno avvertito
insopprimibile il desiderio di un CONTATTO VITALE tra storia,
arte, lingue classiche...e ricchezza del territorio, come dimostra la
recente attivazione dell’Indirizzo di studi in Conservazione e Tutela
dei Beni Culturali.
L’Università ha risposto con generoso
slancio, condividendo le finalità e gli obiettivi del
Progetto P.O.F. “Muse & Musei”.
Il Prof. Silvio Fioriello, Docente
di Metodologie e Tecniche dello Scavo archeologico, infatti, su incarico
e per volere del Direttore del Dipartimento Prof.ssa Raffaella
Cassano, nel pomeriggio di Martedì 20 Marzo 2007, ha riunito uditori
di ogni età , motivati ed attenti, per un’interessante conferenza su
Egnazia, la misteriosa località
brindisina, abitata sin dall’età del bronzo.
Splendide immagini del sito archeologico,
testi letterari latini che lo citano, reperti catalogati e studiati
accompagnavano l’intervento del Prof. Fioriello che con sapiente
abilità didattica stimolava e soddisfava le curiosità dei presenti... e
non basta! Nella giornata di venerdì 23 Marzo il Dott. Giuseppe Nanna
accoglieva le scolaresche per la visita guidata prevista a coronamento
dei lavori seminariali.
In futuro,
stages e collaborazioni per le prossime
campagne di scavo renderanno concreto il sogno di alunni, genitori,
professori : una osmosi più efficace tra antico e moderno, tra
teorico e pratico, tra studiato e vissuto.
Nei giorni 18, 19, 20
febbraio u.s. un folto gruppo di alunni del nostro Liceo "ORIANI",
coordinato dalla prof.ssa Chiara Capozza, ha
partecipato alla XXVIII edizione del Carnevale Coratino, una
manifestazione che da anni ravviva di colori, musiche e tanta gioia le
strade della nostra città coinvolgendo non solo gruppi e privati
cittadini ma anche molte scuole
del territorio.
La nostra scuola non ha
fatto mancare la propria entusiastica adesione alla manifestazione carnevalesca... come
testimoniano queste prime foto pervenuteci.
Nel corrente anno scolastico 2006-2007,
per la prima volta, si è organizzato presso il Palazzo Jatta un
breve corso di orientamento per i ragazzi ruvesi di terza media
interessati allo studio dell’antichità.
Il Liceo Classico “A. Oriani” di Corato,
che offre già nel suo territorio a tutte le Scuole Superiori di I°
grado, corsi propedeutici allo studio delle Lingue Classiche,
nella persona del Dirigente Prof. Michele Caldarola e del Docente
Referente per la Continuità/Orientamento Prof. ssa Luisa Mascoli,
ha subito accolto la richiesta dell’utenza realizzando, nelle
affascinanti cantine arredate della Famiglia Jatta, piacevoli incontri
sulla Lingua Greca e sull’arte antica.
Attraverso
una didattica aperta alle nuove tecnologie, l’antichità è stata
presentata nella sua forza, nella sua ricchezza e nei suoi profondi
legami con la modernità; sono stati prospettati i numerosi sbocchi
professionali che la cultura umanistica di pregio offre ed è stato colto
il valore che i Beni Culturali costituiscono per il nostro territorio.
Gioiosa l’atmosfera creatasi tra i
docenti e gli alunni e calorosa l’accoglienza della dolce Sig.ra Rosa
Maria Faenza Jatta, che, con la collaborazione di suo figlio
Marco e di suo marito Luigi, ha poi guidato adulti ed
adolescenti per le storiche stanze del Palazzo splendidamente arredate,
tra le note della musica di famiglia e a seguito del rinfresco
squisitamente offerto.
L’esperienza
appena realizzata rappresenta solo l’esordio di un’intensa
collaborazione tra il Liceo "A. Oriani" (una scuola in
crescita grazie alla sua variegata offerta formativa) e il
Museo-Palazzo Jatta, che ospiterà regolarmente attività di
approfondimento nell’ambito dello studio del libro antico e del
reperto archeologico (v. Progetto “Muse e Musei”).
“European issues in Britain and in
Italy” è il titolo del corso di inglese di 100 ore, un P.O.N.
finanziato dal MIUR e dall’UE, svolto quest’anno al Liceo Oriani, che ha
utilizzato la metodologia del Project Work, per l’elaborazione di un
prodotto finale sul tema: “What future for teenagers?”.
Noi studenti partecipanti abbiamo deciso di fare un documentario sul
mondo inglese, concentrando la nostra attenzione su Cambridge, dove ad
aprile abbiamo avuto la possibilità di fare uno stage di due settimane
presso la Bell International, una delle scuole internazionali più
importanti d’Inghilterra.
Nei mesi precedenti il viaggio abbiamo fatto ricerche un po’
su tutti gli argomenti: economia, cibo, vita sociale,
religione, sesso, moda, ecc.
Il nostro intento era sfatare o confermare
i nostri luoghi comuni sulla cultura inglese, soprattutto riguardo
quella giovanile.
Lo stage in Inghilterra è stata una esperienza interessantissima, in
quanto abbiamo trascorso due settimane completamente immersi
nell’atmosfera anglosassone. L’ospitalità delle famiglie
inglesi ci ha
dato l’opportunità di condividerne la quotidianità.
La cosa forse più strana ma nello stesso momento più interessante è che
siamo riusciti a sentirci a casa pur essendone così distanti.
L’Inghilterra è un paese che si lascia amare con facilità, nonostante le
differenze con l’Italia. Alla fine nessuno aveva voglia di lasciare un
mondo così nuovo, ricco di stimoli e di attrattive, un mondo che ogni
giorno ci riservava qualcosa di diverso e di speciale.
Così tornati a casa abbiamo avuto la sensazione che tutti quei giorni
fossero stati in realtà il frutto di un sogno. Però chiudendo gli occhi
ci vedevamo ancora lì, scendere per le scale del college e respirare
quella magica realtà.
Iniziativa realizzata da Legambiente
in data 1° ottobre 2005 allo scopo di sensibilizzare la
popolazione scolastica di Corato al rispetto e alla tutela
dell’ambiente.
Vi ha preso parte la classe IV A
del nostro Liceo Classico ‘A. Oriani’
unendosi ai 1.500 gruppi di volontari che si prendono cura dell'ambiente
ripulendo città, boschi, fiumi, spiagge e fondali marini da cartacce,
mozziconi e rifiuti.
Docenti accompagnatori: le prof.sse
Maria Rosaria Bellucci
L’idea trova il suo trampolino di lancio nella formazione e
autogestione di biblioteche di classe da parte delle quarte ginnasiali..
.
La finalità non è solo quella di
accostare i giovani al libro ed alla lettura in generale, ma di
sviluppare la loro curiosità anche verso l’oggetto stampato in sè,
rilegato, conservato e gestito. Si auspica, inoltre e soprattutto, di
formare studenti che leggano scritture, reperti archeologici,
territorio, mondo del lavoro con pari interesse.... homines legentes
a 360 gradi!
. E’ un progetto diretto agli alunni dell’intero e numeroso biennio
e
consiste in 3 tipologie di incontri: seminari, laboratori, visite.
Si fonda sulla competenza ed assistenza di una affiatata squadra di
giovani docenti. Le loro conferenze trattano il misterioso mondo delle
scritture antiche, dei codici manoscritti, dei vasi di ceramica, delle
tecniche di
scavo.
I laboratorî, poi, prevedono tre figure di esperti esterni (un
rilegatore-stampatore, un decoratore-restauratore della carta
e un grafico editoriale) regolarmente assunti con bando pubblico
e finanziati dagli sponsors coratini ( Cannillo S.R.L.,
Cartotecnica Graziani, Cartolibreria Rosa Olivieri, S.Paolo-Banco di
Napoli, Libreria Scaringella).
E’ stato divertente avere a che fare a
scuola con colori ad olio e a tempera, con solventi, guanti, camici,
colle, nella preparazione di oggetti di cartoleria d’arte, come è stato
interessante visitare le sale e le attrezzature della tipografia Graziani.
Ci si è avvicinati alla cultura ed all’antichità con modalità
più accattivanti.
Le ulteriori “uscite” hanno consentito agli studenti di ricevere
preziose lezioni presso la Biblioteca Nazionale e il Museo di
S.Scolastica a Bari, la Fondazione “Pomarici Santomasi” di
Gravina, l’Istituto e il sito di Studî Preistorici di Isernia.
.
Ovunque il Liceo A.Oriani è stato accolto
con professionalità e stile ed è ritornato in sede, “orgoglioso dei suoi
cuccioli”!
Il Liceo Scientifico
"Federico II di Svevia" di Melfi organizza, ormai da otto anni, il "MEDIASHOW", alias
"Olimpiadi della Multimedialità",
che vedono protagonisti studenti (quest'anno ben 150) provenienti non
solo da tutta l'Italia ma anche dal resto d'Europa.
Il nostro Liceo era presente con gli
studenti Gianluigi Di Zanni di 1/A e Mirko Petrone di V^/D
accompagnati dal prof. Antonio de Palma.
.
.
Le applicazioni dell'Informatica e
della Telematica e, più in generale, delle comunicazioni hanno
assunto una tale rilevanza da imporre un'attenta analisi sulle
modificazioni ed accelerazioni che esse apportano ai processi culturali
e al nostro stesso stile di vita. Ancor più gli effetti di questi
cambiamenti epocali sono avvertiti, ed in molti casi subiti, dai noi
giovani.
. La scuola, come soggetto vivo della società, non può restare
indifferente a quanto accade intorno ad essa, soprattutto se questo
coinvolge il mondo della gioventù in cui il rapporto con la
multimedialità è parte ormai del vissuto quotidiano. Le ICT
sono entrate giustamente a far parte dei curricula di molte realtà
scolastiche, e questo accade, ormai da qualche anno, anche nel nostro
Liceo "Oriani".
.
.Al Mediashow-olimpiade, noi studenti
partecipanti, con il solo utilizzo
del computer e della nostra fantasia, dovevamo sviluppare
(nel modo e con i software che ritenevamo più opportuno utilizzare) un
tema deciso dallo stesso MIUR: quest'anno bisognava esprimere "la propria
idea sulla multimedialità".
.
Il tema, vasto e decisamente impegnativo,
ci ha inchiodati davanti alle postazioni informatiche per
tutte le otto ore messe a disposizione per la prova.
.
Ma il "mediashow" non è
un'iniziativa rivolta soltanto agli alunni.
.
Al fine di eliminare il gap che vede le
competenze degli studenti superiori a quelle della generalità dei
docenti e per tenere aggiornati coloro che tra questi ultimi si fanno
carico, nell’ambito della propria realtà scolastica, di tutto ciò che è
inerente alle ICT, il mediashow fornisceformazione ed informazione
sempre attuale ed ai massimi livelli sullo stato delle Nuove Tecnologie
con particolare riferimento al mondo dell’Istruzione.
.
Per questo
è stato organizzato un Corso di aggiornamento
rivolto ai docenti accompagnatori, quest'anno presieduto dal prof. Nicola Cavallo docente dell'Università
degli Studi della Basilicata, che ha avuto come tema l'Enciclopedia
in rete e ha visto l'intervento di illustri personalità come l'Ing.
Guido Ceresa della WIKIMEDIA, il Dr. Francesco Scarpa della
SISSA.medialab, del prof. Giuseppe Marucci ispettore del MIUR di Roma,
del Dott. Paolo Fezzi Responsabile di AICA, del Dr. Stefano Ranfagni
Resposabile di INCOMEDIA e della Prof.ssa Dianora Bardi del Liceo
Scientifico "Lussano" di Bergamo.
.
Il
"Mediashow" oltre ad essere un evento culturale e scientifico
o un'occasione
di incontro e confronto tra comunità scolastiche provenienti da realtà
diverse, è anche un momento di grande socializzazione.. fatto di
"cene di gala", escursioni turistiche e culturali, spettacoli teatrali,
incontri con autorità comunali, regionali, ministeriali, solenni
cerimonie d'apertura e chiusura, premiazioni e riconoscimenti... insomma
è una di quelle esperienze che arricchiscono dentro e che difficilmente
si dimenticano.
Quest’anno, per la prima volta, il
nostro Liceo "A. Oriani", si è presentato alla 4^ edizione dell’
Olimpiade della Musica,
svoltasi a Tarantoil 3-4-5 maggio.
Il gruppo che ha partecipato,
l’Altra Dimensione,
era formato da Francesco Tarantini (II B) alla batteria,
Michele Tarantini (II B) al basso e Marco Rosito (II C) alla
chitarra.
Dopo un’ora di viaggio, sulle note di Greg
Howe e dei Dream Theater, accompagnati dal Prof. de Palma, siamo
arrivati al Teatro Ariston di Taranto per la prova della
strumentazione.
Già dalla mattinata ci siamo accorti dello spirito che caratterizzava
questa manifestazione: non l’agonismo ma la socializzazione. Infatti la
forza della musica riesce ad unire in brevissimo tempo, ragazzi uniti
dalla stessa comune passione. L’esibizione è avvenuta alle ore 18:00,
nel teatro ormai pieno. Il nostro gruppo si è esibito abbastanza
presto, avendo quindi tutto il tempo per ascoltare, risallato, tutti gli
altri partecipanti,
ed anche di farsi notare per alcune divertenti battute sotto il palco.
Il brano eseguito, “Aquarium”,
è una creazione di Marco Rosito, riarrangiata poi da tutto il gruppo.
L’esibizione è stata bella e
soddisfacente, con un momento di ilarità generale, quando Michele, intervistato
dalla presentatrice Annarita Vozza, non ricordava il titolo della
canzone.
Abbiamo ricevuto i complimenti da
molti gruppi presenti, soprattutto per il bagaglio tecnico espresso. Tuttavia la
giuria non ci ha premiati. La classifica generale è stata vinta
dall’Istituto Laporta di Galatina (LE), che in un’insolita formazione
swing-blues, ha proposto un brano di Renzo Arbore.
Degno di nota è stato
il brano premiato come “miglior inedito”, dell’IPSIA
di Santeramo (Bari):
hanno presentato infatti un brano rock melodico molto orecchiabile e ben
fatto.
Con l’esperienza di quest’anno
siamo
sicuri di poter fare molto meglio l’anno prossimo, sperando anche nella
partecipazione di qualche altro alunno-musicante di buona volontà, che
possa aiutare i tre coraggiosi che hanno partecipato quest’anno.
Rimane
un’esperienza bella e formativa. Un’esperienza che è davvero in grado di
avvicinare ragazzi provenienti dagli Istituti Superiori Statali della
Puglia e di tutta l’Italia. Una prova
tangibile di ciò che può fare la forza della Musica in tutte le sue
declinazioni.
Il nuovo laboratorio di Chimica e Biologia, realizzato nell’anno
scolastico 2005-2006 col sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo
Regionale, rappresenta un nuovo fiore all’occhiello del Liceo “A.
Oriani” di Corato per la dotazione tecnologica.
Modernamente arredato nel rispetto delle norme sulla sicurezza
antinfortunistica, esso è dotato di attrezzature di ultima generazione
che consentono di eseguire vari esperimenti di chimica in completa
sicurezza, grazie alla presenza di una Cappa chimica dotata di
aspiratore.
E’
fornito di n. 2 armadi di sicurezza per lo stoccaggio dei prodotti
chimici ed infiammabili, adeguatamente areati in maniera tale da evitare
la stagnazione dei vapori tossici.
E’
stato attrezzato secondo quanto previsto dal progetto P.O.N. approvato e
cioè in funzione di specifiche ricerche sulle “Analisi delle acque”.
Pertanto è stato dotato di varie attrezzature quali vetreria ed attrezzi
di base, spettrofotometro Uva, pHmetro, conduttimetro, centrifuga, stufa
termostatica, frigotermostato, distillatore d’acqua, bilancia di
precisione ed altro, il tutto implementabile nell’immediato futuro.
Il
laboratorio è predisposto anche per lo studio della microbiologia ed è
dotato di diversi moderni microscopi, con possibilità di visionare le
immagini su uno schermo di televisore oppure di proiettarle su un maxi
schermo grazie ad un nuovo videoproiettore.
Non
ultima, come importanza, è la possibilità di acquisire ed elaborare, su
alcuni computer portatili, i risultati delle ricerche effettuate con
possibilità di collegarli ad una stampante di rete, nonché alla rete
dati ed Internet dell’intero istituto.