Nihil a me humani alienum puto  (Terenzio)

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Attività


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» 4^Olimpiade

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    di Taranto

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     in foto-sintesi

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IL NUOVO

LABORATORIO

di CHIMICA e BIOLOGIA

( Scheda informativa )

 

 

 

 

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..  "di arricchimento e ampliamento dell'offerta formativa"

 

Rientrano in questa definizione ciò che si chiama anche offerta aggiuntiva, cioè il complesso delle Attività e/o Progetti, coerenti con gli obiettivi culturali e le finalità educative, che integrano il curricolo e lo rendono più vario e ricco.

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  a.s.   2008-09

Maggio 2009: le seconde liceali al TEATRO GRECO di Siracusa per la MEDEA  di  Euripide

8-9-10 maggio 2009  Venosa

Certamen Horatianum

“Otium divos rogat in patenti

Prensus Aegaeo”

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di Francesca Mazzilli
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Con queste significative parole ha inizio l’ode 16 del secondo libro dei Carmina di Orazio, nonché la XXIII edizione del Certamen Horatianum, evento di spicco del panorama culturale non solo italiano, ma addirittura europeo, tenutosi a Venosa dall’8 al 10 maggio 2009 e condiviso anche da due studenti del liceo “A. Oriani” di Corato: Andrea Mazzilli e Francesca Mazzilli, della classe II A, accompagnati dalla docente di lettere classiche prof.ssa Valeria Patimo.
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Questa gara, internazionalmente riconosciuta per la sua serietà e il suo rigore, è dedicata proprio al poeta più famoso vissuto nella cittadina lucana: Orazio, autore latino di età augustea; il certamen, inoltre, consiste nel proporre a un numero variabile di studenti uno o più testi da tradurre, corredati da un commento guidato da quesiti ben precisi.

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Sorteggiato fra altri tre componimenti, tra cui la celebre satira 1,1, il carme, che più di duecento studenti provenienti non solo dai licei di tutta Italia, ma appartenenti anche a delegazioni straniere, hanno dovuto affrontare, dovrebbe risalire al 27 a.C. ed è dedicato al ricco proprietario terriero Grosfo. Il componimento ha una struttura perfettamente bipartita e tratta due temi fondamentali, entrambi molto frequenti nell’opera oraziana: l’otium e la poetica oraziana. Il primo argomento, sottolineato dall’anafora della suddetta parola, è correlato ad una delle domande proposte dopo la traduzione: un confronto fra l’idea oraziana di otium e quella evidente in altri autori latini, con il chiaro riferimento all’ultima strofa del carme 51 di Catullo (Liber Catullianus, 51, vv. 12-15). Inoltre, molti sono gli elementi di poetica oraziana presenti nel brano, soprattutto nell’ultima strofa, su cui verteva un’altra delle domande somministrate ai candidati: il parvum di matrice alessandrinad esempio, ma anche la callida iunctura mostrata dalla successione Graiae Camenae.

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Al termine della prova, svoltasi nella mattinata di venerdì nella palestra dell’ I.T.C.G. “Battaglini” di Venosa, studenti e docenti hanno avuto la possibilità di assistere nella chiesa del Sacro Cuore ad un concerto di omaggio ad Orazio, diretto dal maestro Giuseppe Lioy, a cui è seguita, il giorno successivo, una visita della città e delle catacombe ebraiche nelle zone limitrofe.
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Fondamentale l’appuntamento pomeridiano di sabato 09 maggio con il celeberrimo Luciano Canfora, docente di Filologia Classica all’Università di Bari, che, durante il convegno tenutosi nell’aula magna dell’istituto superiore “Battaglini”, ha illustrato in maniera chiara e dinamica il processo di nascita delle storiografia in Grecia sin dai tempi di Ecateo. All’intervento dello stimato studioso è seguito quello di Massimo Osanna, direttore della Scuola di Specializzazione in Archeologia all’Università degli Studi della Basilicata; egli, giocando sull’affermazione dello stesso Orazio Lucanus an Apulus anceps, ha mostrato il panorama etnico della Basilicata fino ai tempi di Orazio.

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A seguito di questo prezioso incontro, studenti e docenti hanno avuto la possibilità di intrattenersi grazie ad un concerto di musica classica (e non solo) con una vena di comicità offerto dal Duo Baldo per stemperare l’attesa per la premiazione, avvenuta domenica mattina presso il Cinema Teatro Lovaglio, che ha visto vincitrice una studentessa del liceo “Publio Virgilio Marone” di Gioia del Colle (BA), appena dopo il consueto saluto della autorità.

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"È stato un raro momento di unione e condivisione, poiché trovare persone, in particolar modo giovani, con la stessa passione per la letteratura latina è sicuramente difficile, ma enormemente gratificante", commenta Francesca Mazzilli, una delle partecipanti alla gara. Non solo: che la partecipazione sia frutto di un serio interesse nei confronti di Orazio o che sia un pretesto per vivere un’esperienza diversa ed eccezionale, l’evento in questione dimostra la spiccata capacità di intensificare l’amore per la cultura classica e attrarre i giovani verso un percorso di crescita spirituale con l’acquisto della responsabilità e dell’autostima, perché no?, anche con una sana competizione.

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Infine, così giudica il Certamen Horatianum il secondo candidato del liceo coratino, Andrea Mazzilli: Veni, vidi, vici?! No, magari… Scherzo. Bellissima esperienza e tante amicizie, se consideriamo che Orazio è un autore forse poco frequentato dai ragazzi. Giorni indimenticabili e, purtroppo, irripetibili; sicuramente è stato un evento molto serio, causa di tensione, certo, ma anche di tanto divertimento.

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Anche quest’anno la nostra scuola ha attuato il carpe diem e colto un’occasione per provarsi.

24 marzo 2009

Rita Borsellino:

«la mafia si può

e si deve combattere»

Rita Borsellino, sorella del giudice vittima della strage di via D'Amelio, ospite del Liceo Oriani.

 

di Domenico Piccione

 

Cosa possiamo fare noi ragazzi coratini per combattere la mafia?

Da una parte la coraggiosa domanda espressa tramite le parole quasi ingenue di un giovane liceale, dall'altra il sorriso di una donna navigata che da oltre diciassette anni combatte ed è punto di riferimento della lotta alla forma più famigerata di criminalità organizzata.

La risposta di Rita Borsellino disarma tutti, una donna vissuta ma che è capace di commuoversi e commuovere attraverso la testimonianza della sua storia e la tenacia dei suoi messaggi.

L'attenzione e il profondo silenzio dei ragazzi hanno reso ancor più assordanti le sue parole, più fragorose di una bomba, più forti del tritolo e in grado di scuotere, sincronizzare i cuori di tutti.

Grazie all'alacre lavoro di tutte le componenti scolastiche, nonostante imprevisti dell'ultima ora, la conferenza dal titolo “La buona pianta della Legalità” ha premuto il detonatore sulla coscienza di tanti e senza dubbio questa iniziativa avrà il suo seguito.

Si è svolta ieri nella palestra del Liceo Classico “A.Oriani” ma ha coinvolto emotivamente tutta la città che ha ospitato per la seconda volta la sorella del giudice Paolo Borsellino.

 

Un incontro bramato e fortemente voluto da almeno quattro anni dal Prof. Franco Vangi e da Savino Tatoli, studente impegnato nella organizzazione di questo evento.

 

Ha fatto da moderatrice dell'incontro la prof.ssa Maria Giovanna Dicanio.

«Sogniamo e perseguiamo questo incontro da otto anni, quattro anni fa era tutto pronto poi un'influenza galeotta le impedì di essere qui.

E' un incontro frutto di quella preparazione operata per quell'occasione che ha maturato un interesse e una cura tali da organizzare tutto ciò. La parola mafia è associata facilmente alla Sicilia, Campania, Calabria, alla stessa Puglia anche se con nomi differenti.

Mafia non è solo traffici illetici, denaro sporco, droga, clan, boss. Mafia è girarsi dall'altra parte, far prevalere l'interesse privato su quello pubblico. Per sradicare il “do ut des,” tipico dei riti mafiosi, bisogna sapere e informarsi coltivando sempre la buona pianta della legalità con lo slogan “I care”, a me interessa, a me sta a cuore.

Ascolteremo una “μάρτυρός”, una testimone che non vi racconterà storie ma la sua storia. Il mio augurio è quello che a voi giovani e alla vostra generazione interessi una vita onesta e che sappiate gridarlo forte il vostro “no” alla mafia, proprio come fa Vasco Rossi in una sua canzone».


Subito dopo il saluto accorato del padrone di casa, il preside Emanuele Morea, doppiamente emozionato poiché siciliano d'adozione, il momento tanto aspettato.

La macchina del tempo effettuava svariati scali, dalla stragi di via D'Amelio e Capaci, tra storia e attualità, lasciando il fiato sospeso.

«Qualche giorno fa ho preso parte alla XIV edizione della giornata della memoria e dell'impegno a Napoli. Già, l'impegno. Perchè le vittime della mafia non hanno perso la vita ma l'hanno impegnata in una lotta impari contro la criminalità organizzata. Quello che non è accettabile è il ruolo della politica in tutto questo.

Le mafie per passare dalla coppola e la lupara, che tuttavia non sono fiction ed esistono tutt'ora, alle transazioni moderne e i traffici internazionali sono passate inevitabilmente attraverso la politica. L'esempio di Riina e il suo esercito : c'era anche chi lo permetteva o peggio chi commissionava alla mafia determinati omicidi mediante mandati esterni.

Esterni è un eufemismo perchè questi signori collaborano con la mafia, tanto è vero che un terzo delle regioni vengono governate dalle mafie. E' un sistema in cui non si fa niente per niente ma come diceva mio fratello Paolo loro offrono servizi la cui somma algebrica è uguale a zero».

Duro l'attacco della Borsellino che tramite un excursus storico ha documentato i legami tra mafia e Stato.

«Per sbarcare facilmente in Sicilia, il governo americano ha chiesto alla mafia sudamericana di mettersi in contatto con i “cugini” siciliani. Come premio, i capimafia dei paesini diventarono sindaci ed è proprio questo il primo forte contatto».

 


Non poteva mancare il riferimento alla strage consumata il 19 Luglio del 1992 dove il magistrato Borsellino e la sua scorta trovarono la morte in quella via dove la signora Rita abita ancora.

«Le storie sono tante e il delitto più doloroso è dimenticare chi è stato ucciso, doloroso soprattutto per la famiglia. Dalla Chiesa, Basile, Franesca Morvillo e tantissimi altri dimenticati perchè non c'è il tempo di nominarli. E' doloroso perchè sono ragazzi morti facendo il mestiere più bello del mondo nonostante tutto.

Come i ragazzi della cosiddetta scorta. Ragazzi che fino all'ultimo istante hanno difeso Paolo con il proprio corpo, dimostrazione ne erano i resti dei corpi straziati dall'esplosione.

La mia famiglia è stata fortunata perchè ha potuto salutare per l'ultima volta mio fratello mentre i famigliari della scorta non hanno potuto mai più rivederli.

 

Da allora la nostra vita è cambiata perchè ci siamo resi conto che dovevamo fare qualcosa. Non abbiamo voluto accettare l'azione di coloro che spingendo il dito su di un telecomando volevano eliminare la professione e il gesto d'amore di Paolo.

Da quel momento cerco di farlo conoscere e fargli volere bene parlando come sto facendo oggi. Ma non consideratelo un eroe, sarebbe un torto straordinario. Possiamo ammirarlo ma possiamo fare come lui, non è impossibile. Cominciando da qui perchè il suo fascino per la giustizia è nato in mezzo ai banchi di scuola, con i soprusi subiti dai più deboli».



 

Sarebbe stato comprensibile provare e portare rancore, odio ma uno dei doni che Paolo Borsellino ha lasciato in eredità ai suoi cari è stato proprio questo.

«Non ho provato odio nei confronti di Totò Riina, mia madre ha provato pena vedendolo, mai odio. E' uno degli insegnamenti che ci ha lasciato Paolo, quello di andare oltre il crimine e cercare l'uomo per questo soffriva nel giudicare.

Se mi chiedete se lui aveva paura? Certo, non era incosciente. Ma diceva che chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore solo una volta. Loro non sono eroi, ma la loro coerenza è stata eroica».

Nella seconda parte della giornata il dibattito con gli studenti del triennio e l'intervento dell'assessore alla pubblica istruzione Franco Caputo, i consiglieri D'Introno e Menduni. Presenti alcuni esponenti delle forze dell'ordine e il maresciallo dei Carabinieri Pietro Zona.
Ha fatto pensare il video a tema realizzato dallo studente Mirko Petrone e toccante la lettura di alcuni versi suggeriti dal prof. Franco Vangi e dai ragazzi della III B.

Interessante e spigoloso il discorso su Cuffaro, Andreotti e il salotto di Vespa secondo la Borsellino diseducativo almeno quanto il Grande Fratello.

Rita Borsellino ha spiegato poi il percorso che l'ha portata nel mondo della politica apartitica ed essere parlamentare nonché candidata alla presidenza della regione Sicilia. Infine, la risposta alla domanda iniziale, il messaggio e l'invito a liceali e non.

«Il vostro compito oltre a rispettare le regole è la vigilanza sulla mafia che non può insinuarsi nei nostri tessuti.

Quando mi giro dall'altra parte, faccio finta di non vedere, sentire o quando giustifico il bullismo non è mafia ma il terreno migliore, il terreno di coltura per la mafia. Dobbiamo strappare loro questo terreno e togliere l'ossigeno vitale per continuare ad esistere».

Un processo lungo che ha visto tante conquiste e ne deve vedere ancora tante per mettere fine al fenomeno mafioso.

Il commento a caldo di Caponnetto («è finito tutto», ndr) dopo la morte di Paolo Borsellino è quanto mai lontano.
Non è finito tutto, anzi, è cominciato qualcosa. Qualcosa di importante.

Dall'Oriani alla Rai. Per un giorno

Alcuni studenti del Liceo hanno potuto assistere alla messa in onda del programma “L'Eredità”, celebre gameshow di Rai 1 diretto da Maurizio Pagnussat e condotto da Carlo Conti.

di Domenico Piccione

 

Carlo Conti, le Professoresse e … i ragazzi del Liceo Classico “Alfredo Oriani” di Corato.


Non è uno scherzo, bensì quanto successo negli Studi Rai Nomentano di Roma dove gli studenti delle classi III D e V D, dell'indirizzo sperimentale della Comunicazione, hanno potuto assistere alla messa in onda del programma “L'Eredità”, celebre gameshow di Rai 1 diretto da Maurizio Pagnussat e condotto da Carlo Conti.
L'appuntamento televisivo, con i liceali nelle vesti di pubblico, verrà trasmesso proprio questa sera come di consueto alle ore 18.50, sul primo dei canali Rai .
In realtà le puntate registrate sono state due, quella del 18 e quella del 19 Marzo ed è questa una delle curiosità e dei tanti “trucchi” che hanno reso memorabile l'esperienza ai fortunati partecipanti. Un mondo estremamente affascinante, diverso e immensamente più grande rispetto a quello che traspare dalla piccola e cara “scatola magica”.
Grazie all'impeccabile organizzazione coordinata dalla prof.ssa Margherita Lops, docente di comunicazione presso il liceo, coadiuvata dalla prof.ssa Laura Castrigno e dal prof. Francesco Villani, il viaggio alla scoperta in uno dei centri Rai cominciava all'alba del 4 Marzo, con il raduno d’avanti a un liceo insolitamente silenzioso e deserto per entrare totalmente nel vivo verso le 13.30 circa, momento in cui si sono spalancavano i cancelli della Rai.
Dopo il riconoscimento e la consegna delle liberatorie, aveva inizio l’avventura nel grande Circus della tv e la truppa coratina poteva saggiare la fantastica atmosfera dello studio 5 per oltre sei ore. Non tutti sanno, infatti, che molti programmi vengono registrati almeno due settimane prima della effettiva messa in onda e che ogni pomeriggio sono registrate due o tre puntate consecutive. Dalla poltrona di casa, infatti, queste operazioni sembrano non esistere.
Merito della grande professionalità di tutti coloro che lavorano in questa realtà, dal capo-regista ai figuranti (gente reclutata per fare da pubblico) passando per l'estroso Giorgio De Bortoli (famoso ex ballerino di tip-tap) responsabile della Claque e del coinvolgimento del pubblico.
Ogni elemento è curato nei minimi dettagli e niente è lasciato al caso, anche il colore dello studio. Per l'arredamento, ad esempio, non è affatto casuale la scelta dell'argento e del blu, colore della calma e della tranquillità. Lo scopo è un effetto tranquillizzante sul sistema nervoso, situazione ideale per la ricerca delle giuste risposte.
Se il numero delle attrezzature, telecamere, luci è impressionante, è ancor più sorprendente il clima familiare che si respirava in studio, confermato dalle parole di un personale disponibile, talmente accogliente da accordare ai liceali una visita nella regia.

Che dire poi del personaggio Carlo Conti?
Encomiabile nel dominare la scena e calamitare l'attenzione di tutti. La sua simpatia e il suo savoir-faire hanno allietato anche le brevi pause pubblicitarie. Nonostante il carisma eccezionale e la fama sempre più ascendente, il conduttore toscano in maniera brillante ha saputo fare i cosiddetti onori di casa, prestandosi con simpatia e semplicità ai copiosi scatti-ricordo dopo le registrazioni.
Stesso discorso per le Professoresse, le bellissime vallette di Conti: Sara Facciolini, Roberta Morise, Elena Ossola e Angela Tuccia…che, inseguite soprattutto dalla parte mascolina del gruppo, hanno parlato e posato con gentilezza, al contrario di quanto si possa pensare.
Molto interessante anche la gestione dei tempi, pressoché perfetta. Un maestoso cronometro posizionato in alto, al centro dello studio, scandiva i tempi, ma il presentatore sembrava ignorarlo e avere l'orologio nel cervello: nella prima puntata, nel gioco della “Scossa” una concorrente ha sbagliato subito. Cosa fare? Simulare un giro in più e allungare i tempi senza modificare la sostanza e la legalità delle risposte, anche perché in studio, a supervisionare il tutto, c'era il notaio.
Una giornata di lezione alternativa, un'offerta formativa sempre più ampia.
Il successo dell'Oriani passa anche da qui.

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Treno
della Memoria
2009

Per la prima volta il Liceo Classico Oriani ha partecipato al progetto “Treno della Memoria 2009”, organizzato dall’associazione Terra del Fuoco.
Il Treno della Memoria è un percorso educativo che si poggia su quattro parole chiave:
STORIA – intesa come approfondimento della Seconda Guerra Mondiale, della sua ricaduta sui territori;
MEMORIA – come  personalizzazione,  incontro e confronto con i pochi testimoni superstiti, con le realtà che operano per conservare la memoria e soprattutto i luoghi che ne sono impregnati;
TESTIMONIANZA – ovvero l’incontro con tutte le situazioni che nel presente vedono la perdita della dignità e dei diritti umani, per non scordare che il “non deve accadere mai più” dipende dallo sforzo collettivo di tutti e, infine,..
IMPEGNO – perché tutti, nel nostro piccolo e nel quotidiano delle nostre vite, si possa vigilare e contribuire al non ripetersi degli errori del passato.
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prof. Eliseo Tambone, docente accompagnatore.

Per la prima volta il Liceo Classico Oriani ha partecipato al progetto “Treno della Memoria 2009”, organizzato dall’associazione Terra del Fuoco. Il Treno della Memoria è un percorso educativo che si poggia su quattro parole chiave: STORIA, intesa come approfondimento della Seconda Guerra Mondiale, della sua ricaduta sui territori, dei punti più bassi raggiunti dalla recente storia del mondo; MEMORIA, come  personalizzazione,  incontro e confronto con i pochi testimoni superstiti, con le realtà che operano per conservare la memoria e soprattutto i luoghi che ne sono impregnati; TESTIMONIANZA ovvero l’incontro con tutte le situazioni che nel presente vedono la perdita della dignità e dei diritti umani, per non scordare che il “non deve accadere mai più” dipende dallo sforzo collettivo di tutti e, infine, IMPEGNO, perché tutti, nel nostro piccolo e nel quotidiano delle nostre vite, si possa vigilare e contribuire al non ripetersi degli errori del passato.

Il centro del progetto è stato il viaggio a Cracovia (Polonia) che si è svolto dal 10 al 15 febbraio 2009. Il viaggio, che ha visto coinvolti 700 studenti di varie scuole secondarie di secondo grado della Puglia, ha avuto come scopo ultimo la visita al Campo di Concentramento di Auschwitz.

I dieci ragazzi dell’Oriani sorteggiati per il viaggio sono stati:

Nuovo Roberta, Tarantini Valeria, De Benedittis Francesca, Di Terlizzi Valentina, Cuomo Krizia, Piccolomo Luigi, Quercia Andrea, de Robertis Corrado, Mastrototaro Flavio e Mangione Valerio.

Presentiamo l’intervista (versione integrale) che il prof. Eliseo Tambone, docente accompagnatore degli alunni dell’Oriani, ha rilasciata a Sara Zaza per lo “Stradone”

- E' la prima volta che ha visitato i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau?         

Sì. È la prima volta che li ho visitati e non posso che essere grato ai miei colleghi del Dipartimento di Filosofia del Liceo “A. Oriani” per avermelo permesso, in quanto hanno offerto a me l’unico posto possibile come docente accompagnatore del gruppo degli alunni liceali che hanno partecipato al “Treno della Memoria 2009”.

- Qual è la prima sensazione che ha provato?

La sensazione di fare un viaggio nell’abisso del male. Non nel cuore dell’Europa o nel cuore del ‘900, ma un viaggio nel cuore del male, che all’improvviso puoi scoprire anche in te stesso, la cui disarmante consapevolezza ti pone costantemente, a ogni passo che compi e a ogni sguardo che rivolgi in quel luogo, la stessa domanda: come è potuto accadere? E questa domanda ti avvolge e ti accompagna lungo tutto il percorso. Poi, ad un certo punto, la parola comincia a tacere, per spegnersi completamente, immergendoti nel linguaggio del silenzio: anche le domande sembrano senza senso. Così ti accorgi che quella realtà non è più contenibile nella parola e neppure la parola è più in grado di sorreggerla. Ecco, è il silenzio la prima sensazione che ho provato. Il silenzio davanti a me stesso, il silenzio di quelle vittime la cui dignità può essere finalmente vendicata, rivendicata e risarcita solo nella memoria di quel silenzio. Perciò quella memoria dobbiamo tutti conservarla e custodirla.

- Gli studenti si sono mostrati sensibili all'argomento?

Molto, molto sensibili. I nostri giovani, che sembrano distratti, disinteressati, a volte anche insensibili di fronte ai tanti problemi della quotidianità, in realtà, hanno una grande capacità, forse più di noi, di discernere i problemi dai non problemi, e una impressionante sensibilità di fronte alla domanda di senso della vita e di fronte al male che è sempre lì in agguato, vicino ma anche dentro di noi. Nella visita al museo di Aushwitz e al campo di Birkenau i loro sguardi erano persi, angosciati, indignati quanto più cresceva la consapevolezza dell’illimitata capacità dell’uomo di infliggere sofferenza agli altri.

- E’ stata un'esperienza che ha aiutato a farli riflettere sull'accaduto?

Dai lavori di gruppo e dai dialoghi intrattenuti con gli studenti durante e dopo il viaggio, posso dire proprio di sì: è un’esperienza che li ha fatti riflettere e anche in modo molto approfondito. Nel lager capisci che la storia è diversa da come te la raccontano i testi scolastici. Nei libri la storia è un racconto, indubbiamente complesso, ma tuttavia organico, dunque spiegabile secondo cause ed effetti, secondo contesti economici, sociali, religiosi e così via, insomma, qualcosa di comprensibile perché razionale (Hegel diceva che “ciò che è reale è razionale…” e che “la ragione governa il mondo” !); il lager cambia la storia, ne dà un senso diverso, perché, di fronte all’infinita sofferenza che l’uomo è in grado di infliggere all’altro uomo, solo perché considerato “diverso”, ti fa capire che invece, il più delle volte, è la mancanza di ragione, è la stupidità, è il male che governa il mondo (invito il lettore, se ne ha voglia, a leggere alcune significative pagine de La banalità del male di Hannah Arendt). Aushwitz è il luogo in cui ti chiedi: “nell’uomo c’è più pietà o più malvagità?”. Cioè: desideriamo di più la sofferenza o la felicità degli altri?

- E' significativo il ruolo della scuola per informare gli adolescenti sulle grandi sciagure che hanno segnato indelebilmente, a prescindere dall'orientamento politico, la Storia dell'umanità? 

Non posso che rispondere affermativamente, anche perché il dovere professionale me lo impone, ma chiaramente  non solo per questo, in quanto insegno storia e filosofia. Norberto Bobbio diceva che il compito della filosofia oggi, ma anche della storia, è quello di tenere aperte le grandi domande della vita, per impedire alle masse degli indifferenti di divenire preda del fanatismo di pochi. Bobbio in Che cosa fanno oggi i filosofi? scrive che i mali contro cui bisogna combattere “sono, da un lato, il non credere a nulla; dall’altro, la fede cieca. Insomma, tener viva la fede nella ragione contro coloro che non credono neppure nella ragione, che io chiamo i meno che credenti, e contro coloro che credono senza ragionare, cioè i più che credenti. Questo è il compito umile, molto umile ma necessario, della filosofia: un compito da sentinella, più che presuntuosamente da “guida”. La sentinella che deve stare ad ascoltare l’avvicinarsi del nemico, da qualunque parte provenga, e dare l’allarme prima che sia troppo tardi”. Non è questa una bella immagine per descrivere il ruolo della scuola di oggi?

- Per concludere, qual è il vero e il più intimo orrore che rappresenta la Shoah?

Nelle sue Lezioni sulla filosofia della storia Hegel sostiene che la storia è il banco del macellaio su cui vengono fatte a pezzi le speranze, i sogni, le aspettative dei popoli e degli uomini.

Senza dubbio i lager sono stati il massimo crimine nella storia dell’umanità. Lì sono stati annientati dai 6 ai 10 milioni di persone: uomini, donne, bambini, anziani, disabili, omosessuali e senza alcun motivo. Ma un crimine ancora più grande è stato il tentativo annientare la memoria di quell’annientamento. Le SS, riferiscono molti sopravvissuti come Simon Wiesental, si divertivano a dire cinicamente ai prigionieri: “in qualunque modo questa guerra finisca, la guerra contro di voi l’abbiamo vinta noi; nessuno di voi rimarrà per portare testimonianza, ma se anche qualcuno scampasse il mondo non gli crederà. Forse ci saranno sospetti, discussioni, ricerche di storici, ma non ci saranno certezze, perché noi distruggeremo le prove insieme con voi. E anche quando qualche prova dovesse rimanere, e qualcuno di voi sopravvivere, la gente dirà che i fatti che voi raccontate sono troppo mostruosi per essere creduti: dirà che sono esagerazioni della propaganda alleata, e crederà a noi, che negheremo tutto, e non a voi. La storia dei lager, saremo noi a dettarla”.

Molti sopravvissuti riferiscono che l’incubo notturno più frequente era il pensiero: “anche se raccontassimo, non saremmo creduti”. Per fortuna le cose non sono andate come le vittime temevano e i nazisti speravano. Il vincitore, questa volta, non è stato padrone della verità, in grado anche di manipolarla, nasconderla e distruggerla, e la storia di quell’orrore è giunto fino a noi. Ma che ne sarà quando l’ultimo sopravvissuto non ci sarà più? Chi racconterà quell’orrore? La nostra memoria la racconterà, se saremo in grado di tenerla viva e di raccontarla alle nuove generazioni.

22-23-24 febbraio 2009

30° CARNEVALE CORATINO…

INVITO ALL’OPERA

 

  Il liceo classico “A. Oriani” non poteva mancare all’importante appuntamento della 30° edizione del Carnevale Coratino, tradizione ormai consolidata che coinvolge ogni fascia d’età.

 

La nostra scuola ha deciso di proporre un tema originale e intrigante: “Invito all’Opera”, che trae spunto dalla nostra realtà territoriale, infatti, "in attesa della riapertura del teatro comunale – come afferma la docente referente prof.ssa Anna Carminetti – gli alunni del liceo classico “A. Oriani”, ispirandosi alle celeberrime arie dell’Aida di Giuseppe Verdi, hanno voluto rivolgere alla cittadinanza il loro invito all’opera, un invito benaugurante affinché i Coratini possano fruire al più presto del contenitore culturale più amato e agognato. Nello stesso tempo, l’invito all’OPERA è un’esortazione rivolta all’Amministrazione Comunale perché restituisca quanto prima il teatro ai cittadini".

Il nostro Liceo è riuscito al realizzare un gruppo mascherato, arricchito dalla minuziosa cura dei particolari ideati dalle alunne Ingrid Vernice e Ilenia Di Gennaro, a cui va un particolare riconoscimento. Il calore e l’armonia dei vivaci partecipanti ha colmato, poi, i piccoli disagi causati dalle condizioni metereologiche non proprio favorevoli. L’entusiasmo dei partecipanti, già evidenziato durante tutto il corso della sfilata, è poi esploso all’arrivo in piazza. Con la realizzazione, infatti, della briosa e originale coreografia ideata dalle alunne Giuliana Ferrara e Marika Menduni – anche a loro il nostro sentito grazie – i nostri ragazzi hanno dato vita ad un’atmosfera coinvolgente che ha incontrato l’approvazione del pubblico e soprattutto del Sindaco.

 I personaggi principali sono stati interpretati da Valentina Bonacara (Aida), Alessandra Procacci (Amneris), Andrea Mininno (il Faraone), Gianluca Musci (Radamès), Alessandro Vangi (Amonasro) e da Corrado De Robertis (Giuseppe Verdi).

L’impegno e la partecipazione di ciascuno ha dato vita ad un mix vincente, che ha portato a buoni risultati, soddisfacendo le aspettative di tutti.

Un plauso particolare alle classi VC, II C, VE, II A, III A per la loro massiccia partecipazione e un ringraziamento a tutti gli altri partecipanti.

 

Mario De Robertis V C

 

27 gennaio 2009

 

Per  il  “Giorno della Memoria”, istituito dal Parlamento italiano con la legge n. 211 del 20 luglio 2000  e celebrato il 27 gennaio, al fine di ricordare la Shoah e rendere omaggio alle numerose vittime di questa drammatica ricorrenza, il Dipartimento di Storia e Filosofia del Liceo “A. Oriani” ha organizzato, per il giorno 3  febbraio, una Conferenza sul tema:

Le conseguenze delle leggi razziali in Puglia

 

Per l’occasione è stato invitato il prof. Vito Antonio Leuzzi, direttore dell’Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea (http://www.bcr.puglia.it/tdm/ipsaic.htm).

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Dopo una breve presentazione della Conferenza e dell’ospite da parte del prof. A. D’Ercole (collaboratore del Dirigente Scolastico), il prof. Felice Tarantini, docente di Storia e Filosofia del Liceo “A. Oriani”, nella sua relazione introduttiva ha analizzato le circostanze che hanno dato avvio ad uno dei periodi più oscuri della storia dell’Europa e ha approfondito gli eventi che ne hanno segnato il tragico sviluppo.

 

Ricordare è un dovere morale prima ancora che istituzionale, affinché gli errori del passato siano un monito per il presente ed il futuro.

 

Il ricordo di quegli eventi deve aiutare a comprendere le ramificazioni del pregiudizio e del razzismo e contribuire alla realizzazione di una pacifica convivenza.

prof. Eliseo Tambone

La voce della "succursale"

 

San Gerardo è la sede staccata di alcune classi ginnasiali del Liceo Classico “A. Oriani” di Corato.

 

Per mancanza di aule nel nostro istituto, si è deciso di trasferire alcune classi in questa succursale, situata al secondo piano di un edificio adiacente alla chiesa di San Gerardo, in via Castel del Monte.

 

 

Il suo aspetto esteriore può ingannare per la sua austerità; in verità, in passato le nostre aule, spaziose e arieggiate, ospitavano un convento; si tratta di diversi ambienti, nei quali  svolgono le attività didattiche giornaliere quattro classi che frequentano questa  sede : IV A, IV D, IV e V E.

 

Internamente, la succursale è una struttura moderna, data la recente ristrutturazione, dotata anche di un ascensore.

 

Accanto all’uscita d’emergenza, precisamente alla sua destra si trova il laboratorio d’informatica, che consta di un buon numero di computer di ultima generazione.

 

I professori dispongono di una loro sala-docenti dove possono lavorare in tranquillità e di un’ulteriore  aula dove   incontrano i genitori dei loro alunni, durante l’ora di ricevimento.

 

Durante la ricreazione è bello ritrovarsi di fronte ai distributori automatici, impazienti di prelevare la nostra “sopravvivenza” per proseguire il resto delle lezioni, magari gustandosela in compagnia di tutti e novanta gli studenti. In questa breve,  ma indispensabile frazione di tempo, è inevitabile incontrarsi e scambiarsi qualche parola per i larghi corridoi.

 

Abbiamo potuto instaurare buoni rapporti fra di noi fin dai primi giorni di scuola, essendo tutti più o meno coetanei; insieme stiamo superando “la paura da primo anno al liceo”, durante il quale ci può essere   un po’ di disorientamento essendo  nuovi arrivati in questa scuola.

 

Spiritosamente, i professori confidavano nell’esistenza (sperata) di qualche spirito monastico, ereditato dai precedenti ospiti, affinché potesse istruire i nuovi  ad essere calmi e studiosi. Ma questo spirito, per nostra sfortuna, ha abbandonato la succursale nel momento in cui  ci abbiamo messo piede.

 

Forse la nostra briosità l’ha spaventato?                     

 

                                                  MASCIAVÉ Giulia e   MINTRONE Marilù     IV D

 

 10 / 25  gennaio  2009

 

La MOSTRA ha raccolto e sintetizzato circa tre anni di attività inserite tra quelle relative all’ampliamento dell’offerta formativa.


Gli studenti del ginnasio hanno sviluppato un programma progettuale basato su due moduli: il libro e il reperto archeologico. Nell’anno scolastico 2005-2006 durante la Presidenza del Dott. Aldo Sciscioli, il primo progetto con lo spirito di cui sopra, aveva nome “Homo Legens”. Nell’anno s. 2006-07 con il Preside Michele Caldarola nacque il noto percorso di “Muse & Musei”. Nel 2007-08, con il Preside Prof. Emanuele Morea, l’occasione progettuale è stata fornita dal Programma Operativo Nazionale (PON) e dal sostegno di “Scuole Aperte”, del Ministero della Istruzione, Università e Ricerca.


Le docenti coinvolte nell’organizzazione Prof.sse Cinzia Di Gennaro, Annanmaria Micello, Chiara Capozza, Ivana Cuccorese, coordinate dalla referente Prof.ssa Mara Maggiulli, durante l’inaugurazione lo scorso sabato 10 Gennaio 2009, hanno illustrato la struttura e la finalità della mostra al Provveditore agli Studi di Bari Dott. G. Lacoppola, al Sindaco di Corato Luigi Perrone e all’Arcivescovo Mons. Pichierri sottolineando la stretta attinenza dell’iniziativa con i programmi curricolari ed il generoso impegno dei ragazzi. Il piano d’azione ha visto tre tipi di attività coordinate: seminari dei docenti, attività laboratoriali (sulla lavorazione e decorazione della carta; sulla legatura; sulla grafica editoriale; sulla ceramica; sull’affresco) visite sul territorio (in archivi, biblioteche, aziende, musei e siti archeologici).

Finalità ed obiettivi comuni hanno sotteso gli interventi educativi e didattici:

• Potenziare l’interesse per la lettura e motivare allo studio
• Conoscere e valorizzare le fonti in genere
• Riscoprire i Beni Culturali del territorio
• Aprire gli studi classici al mondo del lavoro
• Puntare l’attenzione sulla sinergia tra Antichità e Modernità

A conclusione di questo percorso, gli studenti hanno ritenuto di far cogliere anche all’esterno il linguaggio profondo e molteplice scoperto da loro nei materiali esaminati ed in particolari opere d’arte del passato.

La mostra ha esposto pannelli riassuntivi delle ricerche, oggetti di cartoleria e di ceramica attinenti particolari argomenti interdisciplinari (ad es. Il Labirinto), il tutto con un sottofondo musicale adatto all’atmosfera. L’operazione non ha avuto finalità commerciali o pretese artistiche ma ha evidenziato il sentito desiderio di comunicazione. Gli stessi studenti si sono prestati per far da guide ad altri studenti e a tutti i visitatori. La mostra ha ricevuto pieno patrocinio morale dal Comune di Corato che, nella persona del Consigliere alla Cultura Giuseppe D’Introno, ha assistito impeccabilmente le fasi operative di allestimento del percorso espositivo.

 

25 Novembre 2008

 

Il  Cristianesimo  dei  primi  secoli.

 

Il nostro caro  Don Gino Tarantini, attuale Parroco della Chiesa di San Domenico ed ex docente del Liceo A. Oriani, invitato dalle Prof.sse Mara Maggiulli ed Annamaria Micello e salutato da diversi affezionati colleghi, martedì 25 Novembre 2008, ha incontrato gli studenti della V A e V B per un interessante seminario sulla Chiesa paleocristiana e sui rapporti che essa ebbe con l’Impero Romano.

 La lettura di testi apologetici, biblici e di diritto romano è stata guidata magistralmente dal relatore che ha dialogato con studenti e docenti dando ampio spazio ai quesiti posti in aula circa le difficoltà che le antiche comunità cristiane ebbero e circa il ruolo che l’impero dei Cesari riservò via via alla nuova religione. Non sono mancate riserve sull’attuale posizione della Chiesa Cattolica ma Don Gino ha risposto esaudientemente e con “intelligente apertura” a tutte le legittime obiezioni sollevate dai ragazzi e dai docenti.

 La conferenza ha coinvolto profondamente i presenti e si è protratta oltre il previsto poiché il sentimento religioso, troppo spesso taciuto e svilito tra i giovani o sentito come un lato debole di sè, ha suscitato pareri e interventi a catena e ha spostato la riflessione al tempo presente.

Per gli ex alunni di Don Gino, ormai adulti, è sembrato di riascoltare i dibattiti che rendevano vive ed interessanti le ore di Religione o di assemblea d’Istituto negli anni ’80.  Anche una lezione di Storia, va detto, può trasformarsi e presentare stimoli interessanti e ospiti graditi accanto ai consueti contenuti da manuale. 

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8 Novembre 2008

Incontro con

Dino Patruno e Giuseppe Cantatore.

Il racconto a puntate, su Internet.

 

E’ ancora possibile scrivere narrazioni ?  La videata può competere con la pagina a stampa?  I giovani possono ancora amare la lettura e la scrittura? Perchè la scelta della puntata?....Lo hanno chiesto i ragazzi della IV B ginnasiale, sabato 8 Novembre 2008 agli ex liceali Dino Patruno e Giuseppe Cantatore, il primo, stimato funzionario di banca con l’hobby della letteratura, il secondo, giornalista e redattore per il sito CoratoLive.

Tra liceali ed ex liceali, le presentazioni sono brevissime ed è immediata la sintonia, forte l’interesse per la comunicazione scritta. Gli studenti, dopo aver letto, nei giorni passati, tutti i racconti del Patruno accanto a quelli previsti dal manuale di Antologia Italiana, hanno facilmente ed attentamente seguito la splendida lezione dell’autore sulla magia e sull’emozione che ogni racconto sottintende, che crea ma da cui esso stesso prende vita.   “Lo scrittore deve essere un ladro, deve cogliere un’immagine velocissima e tradurla in pagina, non più per se stesso ma per gli altri”, ci è stato detto da una persona che di solito svolge tutt’altra professione.

Percorrendo gli intrecci delle singole vicende narrate nella rubrica Internet “Montagnola’s Corner”, i ragazzi hanno colto il filo conduttore che le unisce, hanno dato il loro parere critico, proposto quesiti e contribuito ad una lezione interessante e vivace che l’umiltà e la disponibilità del Patruno hanno reso particolare.

Giuseppe Cantatore, poi, ha spiegato ai presenti le fasi di lavorazione che il testo ha in redazione, la scelta delle immagini da abbinare alle pagine scritte, ha esposto le esigenze che la committenza di un sito impone allo scrittore e, nel contempo, l’ausilio che gli offre. Mai visti dei quattordicenni più partecipi durante le ultime ore del sabato!!  Non ascoltavano un accademico, un illustre e paludato scrittore, ma uno di loro, un alunno di qualche anno più cresciuto, che scrive con lo spirito del “mettersi in gioco”, quasi come dallo speakers corner di un parco londinese, sapendo bene di non cambiare la storia della letteratura e di non trarre guadagni da quelle pagine.

Nella foto (da sinistra) gli ex liceali Dino Patruno e Giuseppe Cantatore con la prof.ssa Mara Maggiulli

La penna che scrive “Un amore al Liceo” con la stessa semplicità e freschezza con cui racconta dello speciale sapore che aveva lo strascinato speciale (“La fortuna”) per il suo palato da bambino, “non vuole insegnare niente a nessuno” ma semplicemente comunicare immagini, ricordi, nostalgie, il valore dei SETTE SENSI (pensavamo fino a ieri che fossero cinque) abbinando ciascuno ad ogni titolo.  Passeggiando per cinema e musica, il Patruno ha dato ragione delle diverse citazioni interne ai racconti, ha reso nota la documentazione sul campo che uno scrittore deve acquisire prima di produrre, ha rivelato il ruolo centrale di CORATO nella scelta di argomenti, lingua e situazioni narrate.

La campanella ha interrotto bruscamente la lettura da Margherite Yourcenar, delle righe che riferiscono dello scrittore coma di colui che mette a fuoco, per gli altri, l’immagine che egli ha sotto le palpebre.  Ben venga, allora, per i ragazzi, lo stimolo ad una scrittura “in presa diretta”, giovane, democratica, magari meno preziosa e aulica di quella “patentata ed accreditata” ma di facile accesso ed emulazione, senza fini di lucro e di circolazione immediata.

Mara Maggiulli

26 ottobre 2008

La voce di Super Quark parla ai liceali

Il "gigante" Alberto Lori ha incontrato i ragazzi del corso di comunicazione del Liceo Classico.

di Domenico Piccione

Fuori la protesta, la folla, il disordine. Dentro il fascino, una seduzione disarmante, il silenzio assordante delle sue parole forti e decise.

In un “Oriani” semideserto, in seguito alla manifestazione studentesca organizzata a livello cittadino contro il decreto Gelmini, l’oasi ristoratrice porta il nome di un monumentale Alberto Lori.
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Impossibile definire la sua professione, meglio, la sua arte : speaker, redattore, scrittore, giornalista, professore. Potremmo continuare all’ infinito, senza esagerare. Lo sa bene chi ha avuto la fortuna di partecipare all’incontro avvenuto presso il Liceo nell’ambito della prima edizione della “Settimana della cultura bambina – Premio Aurora” istituita dal 18 al 25 Ottobre nella città di Spinazzola.
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La disponibilità del dirigente scolastico prof. Emanuele Morea in sintonia e sinergia con la prof.ssa Margherita Lops, docente di comunicazione negli indirizzi sperimentali del Ginnasio coratino, hanno regalato una preziosa opportunità ai ragazzi, coinvolti praticamente da Lori e chiamati ad interagire con lui.
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«Sapete cosa è la comunicazione ? – ha esordito Alberto Lori – Come dice l’etimologia del termine, comunicare significa mettere qualcosa in comune. E’ molto sbagliato pensare che la comunicazione sia solo quella delle parole, saremmo nei guai. Se vogliamo una comunicazione efficace e coinvolgente, devono essere rispettati i tre livelli comunicazionali. Se vogliamo essere convincenti innanzitutto dovremmo affinare la nostra capacità di ascolto, la regola d’oro della comunicazione».

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In un Liceo Classico non poteva mancare il tema del sapere e della conoscenza.
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«La conoscenza in sé non è importante, non dà nessun potere. Quella applicata, invece, ne dà uno straordinario. Come quello di sedurre il pubblico, di creare il “rapporto”: è come immaginare di avere un tappeto rosso e srotolarlo, in modo da congiungere voi a me allo scopo di creare un percorso ovattato di reciproci scambi.  Il mio compito è quello di offrirvi una sorta di “cassetta degli attrezzi” piena di strumenti atti a facilitare la comunicazione, da usare non solo nell’ambito scolastico, ma in tutte le occasioni in cui relazionate in pubblico.
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Mi piacerebbe potervi insegnare, tempo permettendo, l’arte di sedurre – scherza il professore- che non è portare a letto una persona ma condurla a sé, affascinarla. Ma ricordate, - aggiunge - fondamentale, prima di sedurre qualcuno, è sedurre se stesso, piacere prima a noi stessi e poi agli altri».
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Molto interessante e prestigiosa anche la biografia di Alberto Lori, un curriculum che rende onorati della sua presenza.
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«Ho cominciato per caso, studiavo Legge con una collega che lavorava nella Rai e lei mi propose un provino per la radio. Accettai. Cominciai a lavorare a tempo determinato, passai al giornale-radio. Pensavo di aver trovato la mia sistemazione, ma non fu così.
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Affrontai un ultimo concorso RAI con gente poi divenuta grande. Poi il passaggio al telegiornale per diversi anni prima di essere contattato da Maurizio Costanzo per la PIN della Rizzoli. Ma questa esperienza “favolosa” durò soltanto dieci mesi e mi ritrovai in cassa integrazione. Infine l’intervento di alcuni amici come Piero Angela e la collaborazione in trasmissioni come Super Quark, La Storia siamo noi, Sfide, Porta a Porta».

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E in questo momento delicato della politica italiana non poteva mancare un piccolo attacco ai politici nostrani, sempre nell’ambito comunicativo e linguistico.
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«Molti pensano che la comunicazione con termini aulici e/o altisonanti sia più efficace ma non è assolutamente così. Esistono, infatti, vari tipi di linguaggi, - ironizza Lori - tra cui il “difficilese”, il “burocratese” e il “politichese”. Quando i politici parlano difficilmente si capisce qualcosa perché dimenticano il fascino e la concretezza della semplicità».
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Questi solo piccoli spunti di quello che è stato, molto difficile descriverlo. Il tutto tra ironia, stupore, retorica e fiumi di cultura abbinati ad un’abilità e una destrezza da vero showman. O semplicemente da Alberto Lori.
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L’impressione di essere spettatori attoniti di un suo documentario, bastava chiudere per un momento gli occhi e vivere la puntata più affascinante di Super Quark. Sicuramente non c’era modo migliore per festeggiare gli 85 anni dell’Oriani e il regalo non poteva essere dei più grandi e graditi. Semplicemente Alberto Lori.

18 ottobre 2008

 

Le IVe ginnasiali

 

alla Biblioteca Nazionale di Bari

 

 

Sabato 18 Ottobre 2008 noi, studenti ginnasiali di IV A (7), IV B (29), IV C (3), IV D (5) accompagnati dai docenti Mara Maggiulli, Angelo Palumbo e preparati anche dai Proff. P.Vallarelli, C. de Chirico. I. Cuccorese, ci siamo recati presso la Biblioteca Nazionale di Bari per l’incontro con lo scrittore e giornalista barese Pino Ricco.

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L’incontro è stato preceduto dalla lettura del suo romanzo “ Apri gli occhi ”(Ennepi Editrice), gentilmente offerto dalla Biblioteca Nazionale, in 18 copie, in occasione del programma del Ministero dei Beni Culturali Ottobre: piovono libri. Al dibattito erano presenti diversi altri Istituti Superiori della provincia e con piacere abbiamo visto riservati per noi ragazzi tantissimi posti a sedere nell’aula magna, come fossimo autorità.

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La presentazione, organizzata dal Dott. Michele Giannone, ha avuto inizio con l’introduzione del vice direttore della Biblioteca Dott. L. Carcereri e del giornalista Gianfranco Summo, che ha raccolto fra noi i numerosi foglietti di carta preparati con domande e curiosità da sollevare circa il romanzo. In aula  e poi in pulman avevamo confrontato e selezionato con i Proff. i quesiti più interessanti e – bisogna dire- siamo stati gli studenti più lodati in sala per la qualità delle nostre domande.  L’autore si è compiaciuto per tanta curiosità e ci è apparso umile e comunicativo oltre che simpatico nelle risposte.

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Gli abbiamo chiesto quanto la sua scrittura dovesse al mestiere di redattore, se la sua ultima opera potesse definirsi un classico o meno, se alcuni avvenimenti siano legati a sue vicende personali. Tra le tante cose gli abbiamo domandato cosa debba fare al giorno d’oggi uno studente volenteroso e dotato che voglia farsi notare dalle case editrici e lui ci ha raccontato di aver scritto il suo ultimo romanzo per un semplice concorso (poi inaspettatamente vinto) e che quindi bisogna prendere al volo le occasioni più impensate seguendo sempre i nostri sogni.

Pino Ricco si è affermato come giornalista e non avrebbe immaginato di diventare narratore. Egli ci ha confessato di dovere tanto alla sua insegnante di Lettere delle superiori che lo ha stimolato tantissimo alla scrittura creativa.

 

Il romanzo presentato tratta della malavita barese ed ha il titolo che propone la frase tipica della Bari verace “Apri gli occhi” un avvertimento, in questo caso, ma anche una filosofia di vita saggia ed accorta, nella visione del popolo. Il protagonista maschile, Beppe, avvezzo ad una serena vita abitudinaria e routinaria passa tutto ad un tratto ad una esistenza frenetica e piena di pericoli, dopo aver involontariamente assistito ad un reato grave.

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Non capita a tutti di trovarci, nostro malgrado, spettatori di omicidio e di una rapina a mano armata realizzati da un ex compagno di scuola (Mariolino) diventato nel frattempo un boss della mafia. Beppe deve decidere se tenersi tutto dentro o rivelare all’autorità ciò che ha visto.

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La scelta coraggiosa lo costringe alla fuga protetta e all’anonimato in altra regione, allo strappo violento nella sua vita e nella sua identità.

La prosa utilizzata dal Ricco scorre piacevolmente nella sua semplicità. L’intreccio è intrigante ed a lieto fine (un tantino da fiction, ma accettabile) ed i personaggi sono vari e abbastanza descritti.  Le ragazze avrebbero voluto più particolari nella storia tra Beppe e la sua donna, mentre alcuni ragazzi non hanno gradito la lentezza  che crea nella trama, la permanenza del protagonista al nord Italia.

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Le domande in aula magna sono state tantissime (anche da posto oltre che al tavolo dei relatori) ed il tempo è volato.

Prima di tornare a casa  e dopo una breve merenda, siamo stati accompagnati dalla gentile Dott.ssa Esposito, in diverse sale della Biblioteca Nazionale che si è trasferita da un paio d’anni in Via Pietro Oreste. Ci ha colpiti la nuova enorme ed attrezzatissima sala di lettura, dotata di 180 postazioni Internet, di carrelli automatici per la circolazione dei testi da e verso i magazzini, di tavoli bellissimi e ben illuminati. Ci hanno spiegato il sistema di classificazione numerica DEWEY, ci hanno mostrato libri antichi e preziosi facendoci cogliere il valore di quelli scritti su pergamena. Non sapevamo quanta fatica e risorse fossero necessarie per produrre un solo codice manoscritto...e pensare che oggi la lettura è diventata così accessibile!

nella foto:     la Dott.ssa Esposito,     il Dott. Giannone,    l'autore RICCO,    il Dott. Summo,     il Dott. Carcereri          

L’esperienza a Bari si è conclusa con un viaggio in autobus allegro e spensierato, insieme a compagni delle altre quarte e ci ha lasciati soddisfatti. Ci piace anche vedere che i professori organizzano tra loro delle attività in comune per lavorare su diverse classi e la cosa ci lega maggiormente tra noi. A breve, incontreremo in aula un autore locale di cui stiamo leggendo i racconti e ciò serve a collegare i nostri studi al mondo reale in cui viviamo.

Marianna Scatigno e Katia Gialluisi    IV B  2008-2009

 

.    a.s. 2007-08

 

 30 maggio 2008

IV B: VINCITRICE del

                                            >> ma che cos'è l' RMT ?

Per la prima volta, nella storia del Rally Matematico Transalpino un liceo classico ne esce vincitore!

 

Proprio così! Il liceo classico “A.Oriani” trionfa, ed è fiero e orgoglioso di proclamarsi vincitore della gara matematica (R.M.T). Protagonisti di questa trionfante vittoria sono stati gli alunni della classe IV B, allenati dal loro personal trainer, la prof.ssa Cinzia Di Gennaro.

 

La maggior parte degli alunni pensava che sarebbe stata solo un’ esperienza come tante altre, non avendo partecipato ad una gara simile. La finale si è tenuta presso l’ istituto IPSSP Colasanto di Andria, che ha accolto più di sedici classi di differenti gradi scolastici.

Durante lo svolgimento della gara, che prevedeva la collaborazione dell’intera classe, gli alunni si sono rivelati un vero gruppo, compatto e affiatato, aiutandosi a vicenda in ogni situazione di difficoltà.  L’ansia era così tanta per l’emozione che l’adrenalina aveva raggiunto il culmine. Al momento della premiazione, pur non nutrendo molte speranze, ecco levarsi un urlo carico di gioia, all’udir il nome dei secondi classificati; non eravamo noi!

 

Andava da sé che eravamo arrivati primi. Infatti, subito dopo :- “ I primi classificati per la categoria dei licei, della 16^ edizione del Rally Matematico Transalpino, sono gli alunni del liceo classico “ A.Oriani “ della classe IV B –“.

 

 
 

22 - 24 maggio

Grande festa al Liceo Oriani

 

Una edizione ricca, quella di quest'anno che si è svolta dal 22 al 24 Maggio e che ha affrontato la tematica dell'immigrazione e le problematiche che ne derivano.

 

        di Vanda Strafella  

 

«Ogni giorno siamo indotti a seguire regole e precisi doveri tra le mura del nostro edificio scolastico, riservando così poco spazio alla creatività individuale», scrivono gli studenti del Liceo Classico.

«Così 11 anni fa è nato lo Young Day - spiega il professor Menduni che ha seguito sin dai primi anni le vicende della manifestazione –, due giornate in cui i giovani sono chiamati ad esprimere linguaggi che di norma non trovano spazio nella scuola, come quello della musica, della danza e della recitazione».

Una edizione ricca, quella di quest'anno che si è svolta dal 22 al 24 Maggio e che ha affrontato la tematica dell'immigrazione e le problematiche che ne derivano, ispirandosi alla canzone “Migranti” del gruppo musicale Radicanto.

«Più ricca ma più complessa da gestire - spiega il prof. Menduni - esprimendo la necessità di porre un filtro alle attività proposte insegnando agli studenti ad autocontrollarsi. E' grande la valenza educativa della nostra manifestazione, che dà spazio all’estro nascosto in ciascuno di noi studenti non solo in spettacoli ed esibizioni, ma anche in una estemporanea d’arte che si tiene nel cortile del nostro liceo».

«Lo Young Day - spiega la prof.ssa De Trizio, uno dei docenti che si sono occupati dell’evento al liceo - presenta un valore socializzante attraverso il lavoro interclasse, oltre a quello educativo e formativo, infatti i ragazzi acquisiscono la capacità di mettersi in gioco liberandosi dalle inibizioni ed autogestendosi dal momento che le attività proposte non partono da professori o quant’altro.

Un a iniziativa per i giovani diventata anche un modo per scoprire le proprie attitudini e, perché no, eventualmente trovare anche uno sbocco per il futuro mettendosi in gioco. E’ questo, ad esempio, il caso di Ivana Lotito, una ex liceale che dal modesto palcoscenico del nostro liceo è stata catapultata sul set cinematografico del film “Hotel Meina”.

Ma quali sono i cambiamenti nelle attività proposte nel corso delle varie edizioni?

«La manifestazione - continua la prof.ssa De Trizio - è diventata un ventaglio di proposte differenti l’una dall’altra ed alternative. Si nota col passaggio da un anno all’altro la capacità degli studenti di lasciarsi andare esprimendo ciò che è segregato nel proprio estro. La scuola dovrebbe quindi cogliere questi input come “il perno su cui far girare il mondo” per la costituzione della società del futuro.

Lo Young Day e’ stato sicuramente un gran successo, ci si augura quindi che percorra ancora molta strada e continui a migliorare negli anni a seguire».

 
 

23 maggio 2008    

"Goodbye Lucrezio"..

   di Franco Vangi

 

 

 
 

20 maggio 2008

 

      "Parole alate"..

   .. e premiate a BENEVENTO

 

    Al GIORNALE on-LINE del nostro Liceo

    un prestigioso riconoscimento.

 

Si è svolta presso il teatro comunale della città di Benevento la cerimonia di premiazione per la quinta edizione del “Fare giornale nelle scuole”, concorso promosso dall’ordine nazionale dei giornalisti.
 

Ad un appuntamento così importante non poteva di certo mancare il nostro liceo, premiato grazie al lavoro triennale profuso dalla redazione composta dai docenti: prof. Andrea D’Ercole, (referente progetto) prof. Paolo Vallarelli, prof.ssa Anna Carminetti, prof.ssa Annamaria Micello, (collaboratori) prof. Antonio de Palma (Webmaster & designer ) e dagli alunni: Cicala Graziamaria, Ciprelli Sabino, Copertino Marco, Coppolecchia Federica, De Laurentis Tiziano, Dell'Accio Dafne, Di Gioia Paola, Malcangi Roberta, Maldera Cataldo, Mangano Irene, Nesta Giusiana, Pellegrino Michele, Piancone Fausta, Piccolomo Luigi, Rana Federica, Strafella Vanda, Cocuzza Silvia, De Palma Miriam, nel redigere il giornale della comunità scolastica rigorosamente on-line.

Bel risultato per l’istituto coratino, eletto vincitore nella propria categoria tra le innumerevoli  scuole partecipanti. Alla premiazione tenutasi nella città sannita, erano presenti delegazioni provenienti da tutti gli angoli del Bel Paese. Da Sassari a Palermo passando per Isernia e Roma fino ad arrivare al Nord rappresentato da Piacenza, Mantova e Brescia tra le città più importanti.

 

Lo scopo di questo progetto è quello di sostenere le iniziative delle scuole italiane per valorizzare l’attività giornalistica quale strumento di arricchimento comunicativo e di modernizzazione del linguaggio.

 

Il prodotto fa venire i brividi: sono stati circa ottocento i giornalini scolastici elaborati tra scuole primarie, medie inferiori e superiori.

 

"Questo grande risultato è la testimonianza che il giornale cartaceo non è ancora morto – ha affermato Lorenzo del Boca, presidente nazionale dell’ordine dei giornalisti -  i giornali non possono finire e questa è la dimostrazione che continueranno ad esistere. Tutto questo è importante per la crescita dei giovani e dell’informazione. Non bisogna perdere,tuttavia, questa voglia, entusiasmo e fantasia che vi permette di svolgere un lavoro da grandi. Per questo non ritengo assurdo chiamarvi colleghi: dall’anno prossimo, infatti, sarà varato un albo dei giornalisti-junior." 

 

Il Gruppo di lavoro, che ha selezionato i giornali cartacei e on-line vincitori di questa edizione, era composto da: Giovanni Fuccio, Coordinatore, Angelo Ciaravolo, Cosimo Bruno, Mario Pedicini, Luigi Scaglione, e dal pedagogista Francesco Scolari (al centro, nella foto accanto) che ha voluto personalmente congratularsi con il Dirigente e i docenti dell'Oriani per il "prodotto" elaborato.

 

A seguire il momento di premiazione con diplomi e medaglie per tutti gli aspiranti giornalisti accorsi da tutte le zone della Penisola per questo grande e significativo evento.

 

Si è mostrato molto soddisfatto il prof. Paolo Vallarelli, che non nasconde la sorpresa per un risultato gradito e inaspettato.

"Sicuramente l’obiettivo era quello di sottoporci ad un giudizio di persone qualificate per misurarci, giudizio che poteva essere sia positivo che negativo per capire se avevamo fatto qualcosa di buono o meno. Il traguardo non era la vittoria ma questa ci rende ovviamente contenti. Durante gli anni questa redazione è un po’ cambiata e quindi il ringraziamento va a tutti i ragazzi che hanno preso parte a questo stimolante progetto." 

 

Visibile la gioia dei docenti e degli alunni-giornalisti della redazione di "Parole Alate" presenti alla premiazione nonchè la gratificazione del dirigente scolastico, prof. Emanuele Morea, che ha tracciato la linea per il futuro. "In verità la linea futura è quella di modificare alcune situazioni inerenti al progetto-comunicazione. Quello odierno (ieri, ndr) è un riconoscimento per un lavoro condotto con entusiasmo. Bisogna continuare così senza adagiarsi sugli allori. Sta a noi lavorare bene e riuscirci."

 

Grande soddisfazione, dunque, per il nostro Liceo che ha risposto ancora brillantemente ad una ricorrenza così blasonata.

 

                             Domenico Piccione

 

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Fare il giornale nelle scuole: premiate a Benevento le scuole vincitrici

 


Costituire un laboratorio nazionale permanente: è la proposta lanciata a Benevento da Lorenzo Del Boca, presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, nell’ambito della cerimonia di premiazione del quinto concorso “Fare il giornale nelle scuole” che si è svolta ieri nel Teatro Comunale di Benevento, alla presenza di oltre 400 persone.

«Un sociologo americano - ha detto Del Boca - preannunciò la fine dei giornali cartacei dopo aver messo a confronto due fotografie fatte presso la stazione di Manhattan a distanza di 50 anni: quei signori immortalati con i giornali oggi non esistono più. È un peccato che questo sociologo oggi non sia qui a Benevento dove tanti ragazzini si impegnano con ardore. I giornali non scompariranno anche per merito di queste nuove generazioni che, a mio avviso, meritano un grosso premio per quello che stanno facendo».

«Sarebbe opportuno - ha poi aggiunto Giovanni Fuccio, consigliere nazionale dell’Ordine e referente del progetto - istituire un laboratorio permanente (composto da sociologi, pedagogisti, docenti e studenti) presso l'Ordine nazionale per lo studio dei problemi connessi alla informazione del mondo giovanile». Sono state premiate con la consegna del diploma e la medaglia, 65 scuole, selezionate tra oltre 900 giornali scolastici provenienti da ogni parte d'Italia.


Il giorno prima nel Salone “Gianni Vergineo” del Museo del Sannio in Benevento si è tenuto un Seminario di studio sul tema “L’attualità del giornale scolastico nell’era digitale”. Alla tavola rotonda coordinata da Giovanni Fuccio, Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, sono intervenuti: Francesco Scolari, pedagogista, Mario Pedicini, Provveditore agli Studi, Dirigente USP, Nicola Cirocco, Presidente OSA (Operatori Scolastici Amiata), Silvia Rulli, Sociologa, Gaetana Ianzito, Dirigente Scolastico.
 

da www.odg.it

 
 

16 maggio 2008  Venosa ..

Certamen Horatianum

Anche il Liceo Oriani è stato presente al XXII Certamen Horatianum a Venosa dall’ 8 all’ 11 maggio con una delegazione formata dagli studenti Sabino Ciprelli e Roberta Nuovo di 2^ liceale, accompagnati dalla prof. Innocenza de Ceglia. All’edizione di quest’anno hanno partecipato 191 studenti, accorsi da tutta Italia e da Austria, Bulgaria e Portogallo, che hanno affrontato l’ode 4,2 (Pindarum quisquis studet aemulari) di Orazio, cimentandosi nella traduzione e rispondendo a quesiti linguistici e letterari. I nostri alunni, pur non risultando tra i vincitori, hanno tuttavia dato il meglio di sé in una prova che li ha visti serenamente a confronto con altri, cogliendo nella partecipazione stessa il premio e la vittoria. Particolarmente interessante il convegno di cultura classica, grazie alla presenza di Massimo Cacciari e E. Boncineli. 

 

«Pindarum quisquis studet aemulari, Iulle,

ceratis ope Dedalea nititur pinnis, vitreo daturus nomina ponto».


Sono questi i primi dei 60 versi dell’ode 4,2 di Orazio, oggetto della prova di traduzione del XXII Certaman Horatianum, svoltosi dal 9 all’11 maggio a Venosa, città natale del poeta latino.
All’edizione di quest’anno, tra i 191 studenti accorsi da tutta Italia e da Austria, Bulgaria e Portogallo, hanno preso parte anche due ragazzi della nostra città, che frequentano il Liceo Classico “A. Oriani” di Corato.
Si tratta di Sabino Ciprelli e Roberta Nuovo, studenti di II liceo, accompagnati dalla docente di lettere classiche prof. Innocenza De Ceglia.

Il Certamen Horatianum è una delle più importanti gare ( in latino certamen significa appunto “gara”) di latino, e a testimoniarlo è il fatto che altissime personalità del mondo dell’arte e della cultura intervengano ogni anno alla manifestazione. A questa edizione, infatti, hanno partecipato, tra gli altri, il filosofo Massimo Cacciari e il prof. Paolo Fedeli, docente di letteratura latina presso l’Università di Bari.
È stato invece assente per motivi privati il prof. Luciano Canfora, uno dei più illustri filologhi europei.

I due studenti coratini, anche se non sono riusciti a vincere la gara, si dicono ugualmente soddisfatti, visto l’elevato livello di difficoltà del testo e dei quesiti stilistici e linguistici della prova, che ha tenuto impegnati i concorrenti per ben 6 ore.

«E’ stata una bellissima esperienza che ci ha dato la possibilità di incontrarci e di confrontarci con studenti ed insegnanti di tutta Italia e di altri paesi d’Europa» ha spiegato Sabino Ciprelli.
«Non ho partecipato con l’intenzione di vincere - continua lo studente coratino - ma per testimoniare che i valori della civiltà e della cultura latina, su cui si fonda la società occidentale, sono ancora vivi e quanto mai attuali.

In particolare un autore come Orazio ha ancora tanto da dire ai giorni nostri, soprattutto a noi giovani, visto il suo invito al Carpe Diem, cioè a vivere appieno la vita e la giovinezza, senza interrogarci troppo sul futuro».
 

Secondo questi giovani appassionati di latino, è necessario animare fortemente la vita culturale del nostro paese.
«La cultura non è solo il concerto di fine anno o qualche sporadica mostra di acquerelli nel Palazzo di Città. La cultura è la riscoperta della propria storia, delle proprie radici e delle proprie tradizioni, su cui costruire la società del futuro».
Anche la prof. De Ceglia riconosce la grande valenza culturale delle giornate venosine, così intense di incontri, di attività,di dialogo.
«Si torna a scuola – ha commentato la docente – con la rafforzata convinzione che bisogna incoraggiare i giovani ad essere esigenti con se stessi, a non fare soltanto le cose facili, ma anche quelle, eventualmente, difficili, che nella vita capita più diffusamente di dover fare. E se le cose difficili (o che sembrano difficili ) sono anche ricche di bellezza come la poesia oraziana, vale la pena prepararsi ad affrontarle.
Pensare ad Orazio è stata una maniera per mettersi in contatto con gli Auctores, con i classici, con le voci che non si dimenticano, in cui si ritrova il senso autentico delle parole ; e la filologia, come ha ricordato Cacciari, è vero umanesimo, poiché ogni evidenza è radicata nel linguaggio, e non è disgiunta dalla filosofia e dalla politica».


di Sabino Ciprelli

 
 

Incontro - dibattito sul libro

 "LA CONTROVERSIA SUGLI  INDIOS"

 

Articolo di Domenico Piccione 

 

L’atteso e interessante incontro-dibattito sul libro “La controversia sugli Indios”, ultima fatica letteraria del prof. Saverio Di Liso, ha avuto luogo nella serata di ieri presso la Biblioteca Comunale della nostra città, importante ritrovo e centro per la cultura coratina. Grazie al patrocinio della Consulta della cultura e del Liceo Classico “A.Oriani”, presente nella persona del dirigente scolastico prof. Emanuele Morea, una folta rappresentanza di persone, tra cui parecchi studenti, hanno avuto la fortuna e l’occasione di assistere ad un vero e proprio evento di notevole rilevanza.

A partire dall’importante presenza del prof. Rocco D’Ambrosio, docente di Antropologia ed Etica politica presso l’Università Gregoriana di Roma e Facoltà Teologica Pugliese di Molfetta,  personalità di spessore che ha impreziosito e non poco questo dibattito moderato dallo stesso Presidente della Consulta, prof. Franco Vangi, e arricchito da un’altra figura ineccepibile per umiltà e valore quale il prof. Felice Tarantini, docente di storia e filosofia presso il Liceo “Oriani” e icona della cultura locale.

Se il titolo del capolavoro del dott. Di Liso ci riporta indietro sino al XVI secolo con l’approdo di Colombo nel “nuovo” continente e con l’avvio di quella che poi è passata alla storia con il nome di conquista, i collegamenti tra questi temi e l’attualità sono molto stretti sotto parecchi aspetti : «Sin dalla conquista coloniale spagnola del Centro e del Sud America – ha introdotto Franco Vangi –  si poneva il problema della supremazia della cultura occidentale su quella degli Indios e allora le motivazioni erano anche di carattere religioso seppure di una religione che non aveva nulla di veramente cristiano poiché basata sulla violenza. Ed è proprio sotto il segno della violenza che è stata realizzata questa colonizzazione spagnola del centro e del sud America. Dico che questo argomento è anche di attualità perché anche oggi nel contesto della globalizzazione c’è uno scontro interculturale perché, nonostante gli aspetti positivi, c’è l’intenzione della cultura occidentale di sottomettere le altre culture , quelle diverse, basandosi su una sorta di primato culturale della civiltà occidentale che non tiene conto di altre culture che non rientrano negli schemi della loro cultura schivando quindi ogni forma di confronto con altre ideologie,usi e costumi».

Inevitabile dunque la presentazione, prima di lasciare la parola ai relatori, delle figure protagoniste del testo quali Bartolomé de Las Casas e Juan Ginés de Sepulveda: il primo considerato “l’apostolo” degli Indios che cercò di contrastare la colonizzazione violenta degli spagnoli, il secondo era uno storico che in qualche modo ha cercato di difendere l’operato dei conquistadores.

A seguire vi è stato un excursus storico del prof. Tarantini che ha narrato e commentato quella che è stato il viaggio di Colombo partito da Palos per giungere all’isola di San Salvador : «Quello dell’amico e collega Saverio Di Liso è un lavoro pregevole – prosegue Felice Tarantini – dedicato alla controversia sugli Indios. E’ un’opera costruita su una rigorosa struttura argomentativa che utilizza una corretta prospettiva storiografica che dà luce alle sue valutazioni etico filosofiche. Inoltre il libro è ricco di documenti e testi originali, molti dei quali tradotti in lingua italiana per la prima volta. Il lavoro del prof. Di Liso ha come idea forte il rapporto tra civiltà e civilizzazione. Di fondamentale importanza è il dibattito sulla laicità della guerra: quando questa è giusta?»

«Fulcro del libro è il dibattito di Valladolid: da una parte Sepulveda, il difensore del concetto di civilizzazione e dall’altra de Las Casas, difensore e sostenitore del concetto di civiltà. Sepulveda,infatti, ritiene la guerra contro gli indigeni giusta perché compiono “peccati” gravi, perché sono barbari, per preparare l’evangelizzazione e perché compiono “iniuriae” e sacrificano innocenti. Per Las Casas, invece, la guerra è ingiusta perché la Chiesa non ha giurisdizione sugli Indios, perché non sono barbari e perché i sacrifici sono espressioni culturali meno peggio delle guerre. Quella degli Indios non può essere definita non-civiltà poiché ha dentro di sé tutte le caratteristiche di quella che è una vera e propria civiltà. Vi è ,infine, un aspetto importante : con gli Indios vi è un uso collettivo del bene terra e ciò ha impedito il dispositivo dell’atto della guerra per difendere il territorio, uso che nell’Occidente era già diffusissimo».

A ribadire il concetto molto attuale dell’elaborato del prof. Di Liso è stato anche don Rocco D’Ambrosio: «Sinceramente ero sicuro della qualità del testo ma abbastanza titubante sull’attualizzazione di questo libro. Invece mi sono ricreduto perché oltre ad essere un testo di qualità presenta tanti agganci con il mondo odierno mantenendo un’analisi storico-scientifica molto rigorosa. Questo libro è bello perché ci introduce rigorosamente nel dibattito storico e lascia traccia di discussione per dire: quella storia a me cosa può insegnare? La controversia degli Indios è per noi così lontana o vicina? Il primo problema è quello di diversità per integrazione. C’è uno spirito nel libro di grande riconoscimento del valore della diversità : omologarla o rispettarla? I testi proposti sono carichi di una vis polemica enorme, ovvero carichi di una vena polemica non indifferente, poichè nei confronti non si risparmiavano mai. Noi della polemica conosciamo solo la parte spuria, quella dell’insulto e non invece della ricerca, dello studio che traspare da questi documenti».
«Altro aspetto attuale – continua Rocco D’Ambrosio -  e altro problema è quello dell’inculturazione della fede : nel Medioevo era presente e diffuso un versetto del Vangelo di Luca che diceva “compelle eos intrare”, ed è un discorso attualissimo. Questa controversia,dunque, ci fa capire tante cose: il rischio di ritenere la nostra cultura superiore, la difficoltà della convivialità delle esistenze poiché è più facile dire “tu ti devi adeguare alla mia cultura e basta”. Se non conteniamo le nostre reazioni nei confronti delle diversità, diventiamo intolleranti».

 

Prima delle domande di rito, la parola e la replica è stata affidata al curatore del volume che ha anche spiegato cosa lo ha spinto ad effettuare questo “viaggio” : «Non posso non difendere questo testo non solo perché l’ho redatto,pubblicato e quant’altro ma perché ho speso anni della mia vita e perché c’è all’interno di questa controversia è presente un microcosmo di temi, di questioni di carattere filosofico,etico,giuridico, storico ,religioso e quindi nella carne dei protagonisti, come Las Casas ci sono tante questioni e tante persone. Questi è una figura affascinante anche perché in lui vi è una profonda,radicale conversione, visto che lui era un encomendero e solo in seguito ha preso coscienza del suo compito, attribuitogli da Carlo V. La disputa,dunque, è un microcosmo: ci sono tante aperture, è un ipertesto: la storia ha tanto da insegnarci se non viene piegata eccessivamente alle nostre esigenze morali di oggi».
«La spinta ad effettuare questo duro lavoro durato anni e anni è stato quello di dare un seguito alle ricerche effettuate da me durante il dottorato leggendo quindi testi e documenti che inevitabilmente ti affascinano e ti spingono ad andare fino in fondo a questa vicenda rendendola anche attuale. Il progetto,infine, di tradurre questo libro in altre lingue mi è stato già proposto dalla casa editrice. Sono contento di constatare che questo testo sta avendo un buon seguito e se capiterà l’occasione, con piacere “La controversia sugli Indios” conoscerà un’ altra lingua».

 

 
 

.. IN VISITA

  al QUARTIERE EBRAICO

  di TRANI
 

Scritto da Domenico Piccione
 

Martedì 6 febbraio 2008
E’ trascorso esattamente un mese dal 27 Gennaio, giorno della Memoria, ricorrenza istituita al Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata per commemorare le vittime del nazionalsocialismo e dell'Olocausto.

 

Ricordare per non dimenticare: questo lo spot utilizzato e sentito dai mass media e dalle istituzioni politiche in riferimento alla terribile Shoah. Parole che si sono trasformati in atti concreti al Liceo “ A. Oriani ” con la visita al quartiere ebraico della vicina città di Trani. Grazie alla preziosa collaborazione della prof.ssa Laura Castrigno, alcune classi liceali hanno avuto la possibilità di visitare ed entrare a contatto con una realtà culturalmente molto interessante.

 

A guidare i ragazzi nelle vie nevralgiche di quella che era la grande potenza ebrea nel capoluogo tranese è stato Abramo Zecchillo, rabbino della sinagoga in cui è avvenuto l’incontro con gli alunni del Liceo: «In passato la presenza della comunità ebraica nella città di Trani - ha spiegato Zecchillo - è stata molto importante, basti pensare che l’80% del commercio era gestito da ebrei e quindi la conseguente influenza di essi nella cittadina. L’odierna villa comunale,infatti, è stato il primo cimitero ebreo e i sette palazzi antichi ebraici presenti ancora oggi testimoniano il grande dominio della stessa comunità, stroncata fisicamente da una minoranza che conosciamo tutti.»


Obiettivo di questo progetto, suggerito anche dal P.O.F. (Piano dell’offerta formativa, ndr) è anche la conoscenza del territorio ma soprattutto la conoscenza, il rispetto e il confronto con le altre religioni per evitare il ripetersi di pagine storiche così tragiche.

 

«Il popolo ebreo – ha detto il rabbino Zecchillo durante l’incontro nella sinagoga in cui ha illustrato la storia dell’ebraismo dalle origini fino ai giorni nostri - è sempre vissuto con la minaccia, il pericolo per una sua distruzione e non mi riferisco solo allo sterminio che si è avuto con Hitler. Sono stati in tanti a programmare e calcolare scientificamente l’estinzione di un popolo sacerdotale che si distingue dagli altri per il suo modo di vivere e pensare. Mi riferisco ai faraoni che tramite il lavoro massacrante (si arrivava anche alle 16-18 ore lavorative giornaliere) miravano alla non-riproduzione dei figli di Abramo. Fallito però questo tentativo, fu ordinato di uccidere tutti i primogeniti della stirpe ebrea

 

Inevitabile, dunque, il riferimento alla storia “epica” di Mosè, ebreo, cresciuto in Egitto: vedendo il suo popolo andare in rovina fu costretto a scappare dopo aver ucciso un egiziano reo di aver denigrato e ammazzato ingiustamente un ebreo. Ma la sua fuga si rivelò momentanea poiché tornò in Egitto per condurlo nella Terra Promessa dopo aver attraversato, con l’aiuto del Signore, quel Mar Rosso che, permettendo prima il passaggio agli ebrei, annientò il faraone e i suoi uomini.

 

«Ogni bambino è ebreo da subito visto che all’ottavo giorno si compie al neonato l’atto della circoncisione: è il patto di sangue tra il Signore e l’uomo che vuole seguirlo. Tuttavia non credo che ci sia una religione che sia migliore o superiore ad un’altra e credo che tutti i popoli sono nella salvezza. Aspetto,però, di estrema importanza è il monoteismo che,secondo me, non deve mai venire meno. »


La stessa città di Trani è rimasta molto legata a queste tradizioni e queste origini tanto che la toponomastica è rimasta intatta negli anni. Trani, inoltre, è il faro dell'ebraismo in tutta la Puglia, ma anche nel mondo. Il più antico codice ebraico, infatti, è nato a Trani da Isaia il Giovane e sono due i grandi maestri dell'ebraismo mondiale che vi hanno vissuto: Isaia da Trani nel tredicesimo secolo e Mosè da Trani nel sedicesimo secolo. Nella storia più recente vediamo che nel 1940 in Puglia si ebbe a Sannicandro Garganico un episodio di conversione collettiva che ha portato numerosi pugliesi in Israele e la piccola comunità ebraica di Trani è oggi un riferimento per tutta la regione. Anche Abramo Zecchillo è tornato sul delicato tema delle conversioni che nelle ultime settimane è diventato più che mai attuale, non risparmiando una stilettata al mondo cattolico: «Innanzitutto è fondamentale dire che il popolo ebraico, anche in terra d’Egitto, non ha mai abbandonato la sua lingua perché perdere il proprio linguaggio significa distruggere la propria cultura. In passato ci sono stati svariati tentativi di conversione forzata delle comunità ebraiche al cattolicesimo, tentativi non andati a buon fine. In questi giorni però, è successo qualcosa di importante che ha scosso il mondo ebraico: Benedetto XVI , infatti, ha attuato una modificazione della preghiera per gli ebrei contenuta nell'ultima versione del messale pre-conciliare (la cosiddetta messa in latino). L’invito del pontefice agli Ebrei a riconoscere Gesù Cristo come Salvatore ha fatto calare il gelo tra le istituzioni ebraiche e quelle cattoliche dopo oltre 40 anni di dialogo.»


Una visita, un incontro dai risvolti positivi poiché a permesso ai ragazzi sia la conoscenza e il senso di appartenenza al territorio sia di effettuare un confronto costruttivo con una realtà diversa, in un mondo che conosce sempre più la parola guerra e sembra aver dimenticato il significato dei termini rispetto e tolleranza.
 

 
 
L’ ...a scuola.

 

Il 15 Febbraio 2008, dalle 9.30 alle 11,30, i ragazzi della IV A (ind. Beni Culturali) e IV B (ind. Scientifico) sono stati i protagonisti di una lezione a classi aperte organizzata per l’unità didattica sull’inquinamento, dalle docenti di Geografia (Prof.sse M. Maggiulli e A. Micello) e dalla docente di Scienze (C. Tarantini), in linea con le recenti sollecitazioni che la stampa italiana offre.

 


La locale Azienda di Servizi per l’Igiene e la Pubblica Utilità (A.S.I.P.U) di Corato, come in passato per altre classi del Liceo Oriani; si è prestata con slancio all’iniziativa perchè perfettamente in linea con la propria missione.
Noi studenti abbiamo avuto l’onore di parlare direttamente con i vertici dell’Azienda e non di trattare genericamente l’argomento “rifiuti” sui classici libri di testo o con dati estranei al nostro territorio coratino.

Infatti il Presidente dell’ASIPU Giovanni Di Gennaro, il Direttore Ing. Salvatore Mastrorillo ed il dirigente Tecnico Dott. Nicola D’Introno, si sono generosamente spesi preparando e commentando splendide immagini, tabelle, grafici, relativi alla classificazione dei rifiuti, alla produzione pro-capite, alla diversa loro destinazione, alla possibile loro riduzione, ai risultati ed ai nuovi obiettivi della raccolta differenziata (R.D) indicati dalla Legge Finanziaria 2007.
L’inquinamento da rifiuti solidi urbani (R.S.U) è stato il fulcro della conferenza visto che esso è strettamente legato alla crescita economica e sociale della società odierna: più ci si sviluppa, più rifiuti difficili da trattare si producono.
 


Abbiamo appreso con piacere che in Puglia la Provincia di Bari raggiunge l’11,2 % di R.D superando le altre province e la stessa media dell’intero Sud Italia (10,20). La città di Corato, nonostante la sua crescita, riesce a contenere la produzione di R.S.U. e a differenziare la raccolta fino al 16 % creando motivo di orgoglio negli operatori del settore ed in tutti i cittadini.
Ma abbiamo appreso con allarme che nella nostra Regione ben il 72,76 % dei R.S.U. va in discarica. La più vicina è quella di Trani. Anche noi potremmo vivere improvvisamente l’incubo napoletano.

Insieme agli esperti dell’ASIPU abbiamo esaminato le diverse tipologie di scarti urbani (cellulosa,vetro, plastica,metalli, frazione organica, legno, indumenti, non riciclabile) e gli errori che ciascuno di noi commette quando chiude un sacchetto di immondizie senza riflettere su ciò che esso contiene. Abbiamo colto l’aggravio di costi che la nostra fretta produce ed il risparmio che potrebbero avere i nostri genitori sulle tasse per la raccolta se si facesse riciclo con maggiore consapevolezza.

 

A Corato è possibile “conferire” in appositi contenitori ed all’Isola Ecologica in Via S.Elia, tutti gli elementi su elencati e presto ci si attrezzerà per la raccolta degli olii usati (già obbligatoria nelle autofficine e nelle nostre amate paninoteche e pizzerie ). Continua la raccolta punti per chi è cliente abituale dell’Isola e la distribuzione di Buoni Spesa da 10 Euro .

Non sapevamo il significato di Compostaggio ed abbiamo compreso il valore che questo composto organico ha a livello nutrizionale per i terreni ed economico per i bilanci di tutti noi. Sapevate che paghiamo il trasporto di frazione organica fuori del nostro territorio?
Cerchiamo inoltre di acquistare prodotti dalla vita lunga e dalle componenti sostituibili, non più gli usa e getta! Ricarichiamo pile e detersivi, non gettiamo medicinali nella pattumiera generica. Ragazzi! Avvisiamo gli uffici dell’ASIPU se notiamo rifiuti fuori posto!
A casa, con le nostre energie di giovani, possiamo davvero essere i protagonisti di una raccolta più attenta al nostro ambiente.....


Arianna de Palma     IV B    a.s.2007/08

 


 

 
 

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«L’amore è un dio»

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Eva Cantarella

               .. al Liceo Oriani    

 

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“Per i greci l’amore era un dio di nome Eros. Un dio armato che con il suo arco scoccava frecce spesso mortali tanto che chi ne veniva colpito non aveva scampo era innamorato. Ma esisteva anche un altro termine per definire l’amore: filìa, ovvero l’amore inteso in maniera più generale come ad esempio l’amicizia che può nascere tra persone che vivono in uno stato uguale o gerarchico.”

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Ha esordito così la celebre studiosa Eva Cantarella - docente di Diritto Greco antico e Istituzioni romane presso l’Università degli Studi di Milano - che, nella giornata di ieri, presso l’auditorium della parrocchia di San Gerardo, ha presentato agli studenti del Liceo Classico “A. Oriani ” la sua ultima opera, “L’amore è un dio. Il sesso e la polis [ed. Feltrinelli].

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L’incontro – dibattito è stato organizzato dalla sinergica collaborazione tra la prof.ssa Anna Carminetti e la responsabile della libreria “Ambarabaciccicocò” dott.ssa Giada Filannino nelle vesti di relatrice.
A fare gli onori di casa il prof. Felice Tarantini che, dopo una breve premessa, ha lasciato la parola alla giurista Cantarella, precisa e puntuale nella presentazione del suo ultimo lavoro.

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«Questo libro è nato, quasi per caso, dalla trasmissione radiofonica “Sex and the polis”; lo si potrebbe definire la redazione scritta di quella esperienza. Anche per questo il sottotitolo è costituito proprio dalla frase “il sesso e la polis”».

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A moderare l’incontro è stata la prof.ssa Mariarosaria Bellucci che ha rivolto all’autrice numerose domande tra cui il rapporto tra amore e donna nelle culture greca e latina.

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«A Roma – spiega Eva Cantarella la situazione era diversa anche perché gli stessi romani sono diversi in parecchi aspetti dai greci. Ad essere completamente differente è il rapporto tra amore e sessualità : un celebre storiografo definisce la sessualità latina come sessualità di “stupro”. Questa difficilmente si trasformava in passione travolgente come avveniva invece per i greci. Anche nei rapporti amorosi a Roma era evidente una vena di dominio che accarezzava persino la sfera erotica».
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Inevitabile, dunque, l’excursus sulla condizione e su figure femminili appartenenti al mito e alla storia antica.

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«Sulpicia parla d’amore sfidando le convenzioni,scrivendo poesie d’amore attribuite a Tibullo poiché si riteneva inimmaginabile che una donna potesse creare dei carmi così. Furono,così,attribuite a Tibullo anche se queste poesie parlavano di uomini. Per quanto riguarda Elena,parliamo di una figura ambigua: fugge da Troia abbandonando il suo sposo,la sua figlia e accecata dall’amore si trasferisce in un’altra patria.
E’ ambigua poiché, nonostante la gravità dell’adulterio nel mondo greco, venne considerata incolpevole perché colpita dalle frecce di Eros (come Medea e Fedra) e ,non condannata da Menelao, riprese il suo posto e venne venerata come una divinità. Perché? Il concetto di volontarietà e involontarietà è molto interessante ma, Elena, non fu ripudiata grazie alla sua grande bellezza e ai  suoi “geni divini”».

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Libro e mito alla quale è legata maggiormente la docente romana è però quello avvincente di Medea, mito nel quale si può cogliere più di una analogia con la realtà contemporanea.
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«Sento Medea molto attuale perché viene rappresentata come la prima donna a lamentare la sua condizione femminile, si ribella a questa ingiustizia. Medea vive una condizione di straniera, di barbara e lo stesso Euripide insiste chiamando Medea “l’altra” da un passato turbinoso e con indole criminale. Medea contiene, dentro di sé, quasi due ‘io’ contrastanti: uno vorrebbe uccidere i figli, l’altro li vorrebbe risparmiare. La sua è una mente scissa, conflittuale, quasi che Euripide conoscesse la moderna psicologia».
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Gli studenti hanno partecipato attivamente all’evento ponendo numerose domande alla prof.ssa Cantarella.

Degna di nota, infine, la lettura (con accompagnamento musicale a cura di Mariateresa Amenduni) di alcuni versi tratti dall’ “Antigone” di Sofocle, eseguita dalle alunne Silvia Cocuzza e Miriam De Palma.

Un incontro che si è rivelato di sicuro interesse per il nostro Istituto che non è nuovo a tali iniziative, come dimostra l’incontro avvenuto lo scorso anno con la giovane scrittrice Giulia Carcasi.

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di Domenico Piccione

 
 

3-5 febbraio 2008

La nostra scuola al ..

x le altre foto

sulla

manifestazione  

 

 
 

7 gennaio 2008

MOSTRA Mail Art

"Arte Postale"

La mostra si è conclusa  ed è giusto fare il punto sull’esperienza.

 

Credevo nelle potenzialità comunicative dell’Arte Postale o Mail Art, ma non pensavo che avrebbe avuto tanto successo!!

Ricordo come è nato il progetto.

Ho presentato la Mail Art agli alunni a Marzo 2007, con la collaborazione di un artista che ne fa parte da anni: Oronzo Liuzzi.

Abbiamo iniziato l’avventura grazie ad una sponsorizzazione della Granoro.

 

Insieme abbiamo scelto il tema:

  ARMONIE E DISARMONIE. Uomo e Donna. Bianco e Nero.Ricchezza e Povertà. Bello e Brutto. Classicismo e Futurismo. Perfetto e Imperfetto. Tradizione e Modernità. Apollineo e Dionisiaco. Figurativo e Astratto. Razionale e Irrazionale. Tanti contrasti per un solo protagonista: il MONDO!”

Abbiamo atteso le risposte.

È stato bello nei mesi ricevere le opere e aprire, quasi sempre alla presenza degli alunni, le buste o le cartoline che arrivavano da tutto il mondo..ogni volta era uno stupore!!

Anche l’esperienza dell’estemporanea di pittura inserita nello Young Day ha rappresentato una tappa importante per 45 alunni che hanno espresso il loro pensiero sul tema.

In vista del Dicembre Coratino l’Amministrazione Comunale ci ha concesso il patrocinio della Mostra, unitamente ad un contributo di Quatela Gioielli.

La fase dell’allestimento è stata laboriosa, ma ricca di entusiasmo e attese, premiate dalla positiva accoglienza  al momento dell’inaugurazione avvenuta il 20 Dicembre alla presenza delle autorità cittadine ( il Sindaco Luigi Perrone, gli assessori Franco Caputo, Benedetto Roselli) , il Dirigente del Liceo prof. Emanuele Morea, i colleghi, gli alunni e molti cittadini.

Anche gli organi di stampa ci hanno aiutato a diffondere le informazioni sulla mostra, infatti abbiamo avuto i servizi di Tele regione e Tele Sveva e gli articoli di Gian Paolo Balsamo della Gazzetta del Mezzogiorno e di Antonella Marino di Repubblica, oltre a quelli de Lo Stradone ed Eventi e Commenti.

L’affluenza è stata massiccia e costante, tanto da richiedere il protrarsi della’apertura oltre il previsto, fino al 12 Gennaio.

Dai giudizi raccolti emerge l’interesse per questa forma di arte libera e veramente espressiva della varietà delle opinioni di 184 artisti di tutto il mondo. È come comunicare direttamente con tutti i continenti superando distanze, barriere fisiche e mentali, divergenze di opinioni.  E attraverso la diversità si scoprono le convergenze e la ricchezza delle divergenze.

Hanno partecipato 50 artisti dalle Americhe, 60 dall’Europa, 70 dall’Italia, 2 dall’Australia, 2 dal Giappone; particolare la presenza di una Scuola Media  di Moena e Pozza di Fassa che ha inviato i lavori molto creativi di 32 alunni.

È stato bello verificare l’interesse e l’impegno degli alunni che si sono impegnati a fare da guida accompagnando i visitatori nel percorso espositivo.

prof.ssa Chiara Capozza

 
 

I Babbi Natale hanno invaso la città

L'iniziativa, intitolata “Sì alla Vita, anche a Natale” ha coinvolto Babbi Natale dal Liceo classico "A.Oriani"e dall’Istituto Tecnico di Corato, ma anche dal liceo Scientifico di Ruvo .

 

Nelle giornate che hanno preceduto il Santo Natale un esercito di Babbi Natale del Movimento per la Vita ha colorato il centro cittadino.

In via Duomo gli oltre 30 Santa Claus hanno distribuito centinaia di giocattoli ai moltissimi bambini accorsi dalle prime ore del pomeriggio. Tra sogno e realtà grandi e piccoli hanno creduto al personaggio straordinario che da millenni accompagna i sogni regalando sorrisi. L’ultimo giorno invece tutti in vespetta presso il Palazzetto dello sport per sotto lo sguardo delle selezioni ufficiali di Grande Fratello 8.

«Per noi
- dicono i giovani del Movimento per la Vita di Corato - non è stato solo tempo di shopping, ma anche tempo di solidarietà e volontariato, soprattutto a Natale».

L'iniziativa, intitolata “Sì alla Vita, anche a Natale” ha coinvolto Babbi Natale dal Liceo classico Oriani, ma anche dal liceo Scientifico di Ruvo e dall’istituto Tecnico, ed è stata realizzata grazie alla solidarietà di Lino’s Coffee, bar Carlo’s, Gioielleria Cavallo, Profumeria Rosalba, Gioielleria Tarricone, FalcoFood industria dolciaria, Ortrofrutta Meridionale e Vodafone.

 

  20 dicembre 2007 : natale all'Oriani

  "FESTA del DOLCE" e.. solidarietà

 

Scritto da Sabino Ciprelli

Oggi 20 dicembre tutte le scuole si sono chiuse e sono cominciate finalmente le tante invocate vacanze natalizie. E con la fine delle lezioni, è terminata anche la serie di manifestazioni che il nostro liceo ha organizzato per il periodo natalizio.

 

Quest’anno la nostra scuola ha ospitato diversi eventi pomeridiani, rivolti agli studenti e alle loro famiglie. Ricordiamo che martedì 18 si è tenuto nell’atrio del liceo un concerto rock-hip hop, che ha visto una massiccia partecipazione di ragazzi, provenienti anche da altre scuole. Il giorno seguente invece si è svolta una rassegna di poesie natalizie, accompagnate da esibizioni canore. Si sono inoltre esibiti al pianoforte Ludovico Di Gioia, Fabio Falco ed Eleonora Quercia.

 

Evento conclusivo di questa manifestazione è stata la tradizionale Fiera del dolce, occasione per scambiarsi gli auguri di Natale e condividere tutti insieme il forte legame affettivo che lega tutti noi al liceo “A. Oriani”. Come tutti gli anni, oltre alla vendita di dolci, c’è stata anche la rituale “Lotteria di Natale”. A tal proposito, ci fanno sapere dall’organizzazione, che presto sul nostro sito verranno pubblicati i nomi di coloro che devono ancora ritirare i premi vinti. L’impegno dei ragazzi del liceo continua comunque presso l’ex chiesa di S. Francesco, dove saranno esposti i quadri dell’estemporanea d’arte dello Young Day di Maggio, visitabili ogni giorno a partire da oggi, dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle 21.00.


 

 dicembre 2007: dall'Oriani..

Al Parlamento Europeo con il Movimento per la Vita

 

Ancora una volta il Parlamento Europeo ha visto protagonisti giovani coratini.


Stavolta a meritare un viaggio in quel di Straburgo sono stati i vincitori del XX concorso Europeo "Io, giovane e la famiglia", indetto dal Movimento per la Vita italiano.

 

Per la nostra città, vincitore del concorso è stato il giovane Stefano Bosso, del Liceo classico "A.Oriani".


Dal 10 al 14 dicembre u.s. i ragazzi hanno visitato il Parlamento Europeo, stilando anche un documento inerente al tema del concorso: in particolare, ai giovani pugliesi è stato affidato il compito di redigere l'articolo 5. Il documento, tradotto in 25 lingue, sarà presentato agli europarlamentari e successivamente inviato al nostro Parlamento ed a tutti i presidi degli istituti scolastici italiani.


Per informazioni sul prossimo concorso europeo è già possibile contattare la sede coratina del Movimento per la Vita.

 
 

Al Liceo Oriani si parla dei Micenei

 

 

di Salvatore Vernice

 

Si è svolto presso il liceo classico “Alfredo Oriani” di Corato una conferenza dibattito sul tema “Micenei e le coste della Puglia meridionale”, organizzata nell’ambito del progetto sui Beni Culturali, uno degli ultimi indirizzi scolastici del liceo coratino.

 

A relazionare sul tema sono intervenuti due ricercatori dell’Università di Lecce, con la peculiarità di essere di Corato e di aver studiato proprio all’interno dell’Oriani, Teodoro Scarano e Giovanna Maggiulli.

«Il tema dell’incontro – ha detto il dirigente scolastico prof. Emanuele Morea - era perfettamente in linea con il programma curricolare di storia antica ma ha, altresì, offerto ai presenti, efficaci riferimenti alla professione moderna dell’archeologo, al back-ground di studi che essa esige, alla versatilità che la preparazione liceale consente nell’attuale mondo del lavoro».

Durante la conferenza, i due studiosi coratini, hanno mostrato alcuni loro lavori effettuati all’interno del sito archeologico salentino di Roca Vecchia, nei pressi di Torre dell’Orso, in provincia di Lecce.

«Questo luogo archeologico – ha detto la professoressa Maggiulli - ha restituito iscrizioni, reperti ossei, ceramici, metallici provenienti da unità stratigrafiche che partono dal bronzo medio (XVIII sec a. C.) ed arrivano al basso medioevo. Reperti che ci hanno dato la possibilità di fornire lo spunto per parlare agli studenti di storia e letteratura ma anche di chimica, fisiopatologia, botanica e quant’altro un territorio ricco come il nostro esige».

L’offerta formativa che il liceo coratino offre è molto cresciuta negli ultimi anni e quella verso i Beni Culturali rappresenta l’ultimo indirizzo nato.

«Questo corso – aggiunge la docente coratina Mara Maggiulli - avvicina gli studi classici alla realtà attuale, affiancando gli insegnamenti tradizionali a nuove discipline quali Epigrafia, Archivistica, Legislazione dei Beni, Museologia, Laboratorio di Restauro, Archeologia e Storia dell’Arte.


Questo indirizzo conta inoltre di rendere continuative e specializzanti anche esperienze di stages in siti archeologici e in centri di restauro, per una sensibilità verso il “Bene Culturale”, che non sia solo indirizzata al vincolo ma che si apra alla valorizzazione ed alla fruizione piena di quel “Bene”, in un’ottica anche imprenditoriale, di incremento turistico oltre che di recupero e di studio».

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Conferenza

 

sul

 

"VOLONTARIATO"

 

di   Domenico Piccione 2^D

 

 

Si è tenuta presso la palestra del Liceo Classico “Alfredo Oriani” una conferenza-dibattito dal titolo “Volontariato e Scuola” organizzata dalla prof.ssa Laura Castrigno in collaborazione con gli stessi studenti del Liceo.

 

Sono intervenuti autorevoli personalità nell’ambito del volontariato quali il dott. Antonio Diella, Presidente Nazionale dell'Unitalsi Italia., il prof. Emanuele Dibitonto, docente del Liceo nonché vicepresidente dell’associazione “Oasi 2 San Francesco” e il sindaco della nostra città, Sig. Luigi Perrone, a rappresentare l’intera amministrazione comunale.

 

Ha aperto i lavori il Preside del Liceo prof. Emanuele Morea e, a seguire, la prof.ssa Castrigno, referente del progetto, la quale ha salutato e presentato gli illustri intervenuti prima di lasciare la parola al relatore dott. Antonio Diella.

 

Questi ha presentato, in maniera semplice e utilizzando un gergo assai diretto, ciò che rappresenta il volontariato e come egli affronta il quotidiano approccio con le persone disagiate. “Bisogna imparare a stare vicino ai diversi,- ha proseguito Diella - ad amare anche chi vive in situazioni di debolezze e pensare che tutto ciò che è intorno a noi ci appartiene concretamente e non astrattamente. Bisogna intraprendere un cammino per imparare a rispettare le scelte altrui ed imparare a diventare adulti. Questo si può fare convivendo con quello che a noi pare diverso”.

 

Importante anche la testimonianza del prof. Emanuele Dibitonto il quale ha presentato sotto forma di metafore ed immagini i rischi che il volontariato “salvifico” e  “buonista” rappresenta per tutti noi. Secondo il docente bisogna rapportarsi alla difficile realtà del volontariato, che porta con sé, è inutile nasconderlo, diverse sconfitte, esattamente come un “guaritore ferito” lasciandoci, cioè, alle spalle la nostra posizione di superiorità rispetto alle persone che ci accingiamo ad aiutare.

 

Sbagliato, secondo il punto di vista del prof. Dibitonto, è anche l’approccio “terapeutico” al disagiato. Spesso, infatti, dietro al disagiato si nasconde il desiderio di una comprensione totale e non un’analisi clinica del disagio accompagnata dalla ricerca di un rimedio fittizio.


Ultimo ad intervenire è stato il Sindaco Luigi Perrone che ha mostrato la vicinanza dell’amministrazione rispetto ai problemi del volontariato invitando le stesse associazioni coratine a cooperare per crescere insieme evitando di fatto il lucro e la speculazione e dedicarsi al volontariato, quello vero.


Subito dopo l’intervento del Sindaco sono stai presentati alcuni elaborati a tema realizzati da alunni liceali tra cui uno splendido video curato da Mirko Petrone di 2^D e Cataldo Saragaglia di 3^A.


A concludere la manifestazione l’intervento del vicepreside dell’Oriani, prof. Felice Tarantini, che ha ringraziato i relatori e i ragazzi invitando questi ultimi a dare un apporto attivo per il sociale ed in particolare per il volontariato.
 

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  a.s. 2006-07
 

 Conoscenza e svago

per una full immersion nei Beni Culturali

 

Progetto:   Muse  &  Musei

                                     

Oltre cento studenti ginnasiali, quest’anno, sono stati i protagonisti delle diverse attività relative al Progetto d’Istituto Muse & Museiche, come si sa, portando a termine un programma biennale iniziato con il percorso di Homo Legens nel 2005-2006, sviluppa due moduli:

·  il LIBRO per le quarte ginnasiali

·  il REPERTO ARCHEOLOGICO

      per le quinte ginnasiali.

 

Le iniziative, guidate dal team dei docenti di lettere del biennio ma aperte a tutti, si sono articolate, come previsto, in tre tipologie di incontri :

 

·        seminari  a cura dei Professori

·        laboratori a cura di esperti esterni

·        visite guidate .

 

Uno dei punti di forza dei lavori è stata la collaborazione con il Museo-Palazzo Jatta di Ruvo dove si sono tenute lezioni-esercitazioni su rari libri antichi e su veri vasi di ceramica, sia nelle sale dello splendido palazzo, sia nelle affascinanti cantine arredate di famiglia.

 

I ragazzi di quarta ginnasio nei mesi precedenti avevano partecipato, nelle aule del Liceo, a seminari pomeridiani sulla storia dei materiali scrittori e sulla stampa e , dopo aver realizzato in classe, durante i laboratori, veri fogli di carta, decorazioni marmorizzate e legature artigianali, su Ruvo si sono cimentati in esercitazioni sulla catalogazione dei testi, guidati dalle Dott.sse M. Luce Di Michele e Marina Moramarco.

 

Sono state realizzate per loro, poi, due visite guidate: la prima a Ruvo presso il Laboratorio di restauro librario Biblos, la seconda presso la Tipografia Saverio Graziani su Corato, guidate dall’esperto stampatore e legatore Sig.Vittorio Lomartire.

 

Gli studenti delle quinte ginnasiali, invece, hanno interagito con docenti ed esperti esterni in materia di Archeologia, comprendendo de visu a scuola il criterio della stratigrafia e della descrizione tecnica di un reperto oltre che la ricorrenza di temi e personaggi nelle raffigurazioni vascolari.

 

La ceramica appula e poi greca è divenuta più comprensibile ed apprezzata dalle nuove generazioni quando si è passati alla concreta manipolazione della terracotta e alla progettazione/decorazione/cottura di oggetti con la tecnica orientale RAKU, all’aperto, grazie alla perizia tecnica dei Proff.ri Michele Barile e Tommaso Giancaspero, provenienti dall’Istituto Statale d’Arte di Corato.

 

Le lezioni di Grafica, infine, tenute dalla Sig.ra Grazia Povia, hanno consentito a giovani e meno giovani di gestire una gabbia tipografica di quelle che realmente si usano nell’editoria di oggi e con i due seminarî tenuti dal Direttore dell’Archivio di stato di Bari Prof. Giuseppe Di Benedetto e dai suoi esperti (Dott.ssa Valente, Sig. Papavero, Sig. Tuosto) i presenti hanno compreso quanto sia avvincente il mondo del restauro dei documenti per la ricostruzione delle fonti e della memoria storica di un popolo.

 

Il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Bari ha collaborato generosamente con “Muse & Musei” offrendo alla comunità del Liceo Oriani la splendida lezione del Prof. Silvio Fioriello sulle ultime scoperte archeologiche ad Egnatia, prima che i ragazzi vi si recassero in visita.

 

Va detto che gli esperti esterni sono stati regolarmente assunti con bando pubblico e retribuiti unicamente dalla generosità di sponsors che, come i docenti, hanno creduto nella sinergia tra cultura letteraria e fruizione diretta ed attiva dei Beni Culturali.

 

Si ringraziano, pertanto, i soggetti privati e le aziende locali:

Libreria Sonicart

Libreria Ambarabàcicìcocò,

Ciart s.a.s. per il restauro,

Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Ceramiche S. Nicola,

Universal s.r.l., 

Cartotecnica Graziani Saverio

e lo Studio Notarile Capozza.

 

Muse & Musei ha richiesto ed ottenuto, però, la imprescindibile collaborazione preziosa delle Famiglie, della Presidenza, della Segreteria, del Personale tutto e la fiducia del Collegio che ha voluto e sostenuto tali attività di ampliamento dell’offerta formativa.

 

Ora i nostri ragazzi potranno rispondere con maggiore cognizione di causa a quanti accusano gli studi liceali classici di essere troppo distanti dalla realtà e dal mondo del lavoro, potranno ricordare la loro scuola non solo per i voti ed i compiti ma anche per esperienze divertenti oltre che istruttive in merito al senso ed al significato di Cultura e di Bene Culturale.           

                

Grazie a tutti.

 

Mara Maggiulli

 

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^A

 

SMS.. "Ci siamo" - adolescenza

 

Progetto:  “GIOCANDO E NON SOLO  —    Una rete per l’infanzia e l’adolescenza”

Finanziato dalla Legge 285,97

 

In questo anno scolastico, tra le esperien­ze più interessanti proposte dal Liceo Classico A. Oriani, abbiamo affrontato il progetto “SMS ... “Ci siamo” - Adolescenza” con l’aiuto delle ope­ratrici della “Cooperativa Sociale Il Girasole “.

 

Il progetto ha avuto come o­biettivo l’ “ascolto attivo “, per mezzo del quale è stata offerta agli adolescenti fre­quentanti le scuole superiori del Comune di Corato la pos­sibilità di esplicitare i nostri vissuti in un clima favorevole. Gli incontri, tenutisi una volta al mese, ci hanno permesso di approfondire i legami e in­centivare i rapporti con i componenti della nostra clas­se, stimolando la nostra voglia, talvolta inespressa, di “raccontarci” tramite le varie attività proposte dalle due operatrici sociali Mariella D ‘Angelo e Vittoria Acquaviva.

 

Queste ultime, infatti, attraverso vari giochi - come l’identificarsi in una parte di un’automobile, paragonata al gruppo classe, o come il mostrare i propri stati d’animo mediante il corpo di una nostra compagna - ci hanno consentito di rapportarci tutte sullo stesso piano (con la disposizione a cerchio) e di comprendere quanto sia im­portante e gratificante l’ascolto nella comunicazione.

 

Tali attività ci hanno dato l’opportunità di esprimere i nostri punti di vista, definire il nostro status all’interno del gruppo classe e far emergere la nostra personalità, alfine di farla conoscere e accettare alla restante parte della classe.

 

Le operatrici ci hanno aiutato anche a superare un momento di conflitto che si era instaurato tra alcune compa­gne, cercando di farci esternare pensieri e sentimenti, favorendo la comprensione dei nostri errori e riportando nuova serenità all’interno della classe.

 

Anche se vi è stata la disapprovazione da parte di alcune alunne - che hanno definito questa esperienza come la comparsa di attori su un “palcoscenico” sul quale sono state mostrate solo alcune sfaccettature del proprio ca­rattere (quelle ritenute più opportune da rappresentare) - altre, invece, hanno considerato queste ore non solo come un piacevole momento di svago, utile ad interrompere la routine scolastica, ma soprattutto come un ‘entusiasmante esperienza che ci ha aiutate a crescere, anche sul piano morale, educandoci al rapporto con gli altri.

 

Un ringraziamento particolare va alla nostra docente di Psicologia e Sociologia, Luisa Mascoli, referente del progetto, sperando che l’anno prossimo si possa riaffrontare un ‘esperienza connotata dagli stessi propositi.

  Le alunne della classe VF

a.s. 2006/07

indirizzo Psicologico-sociale

Adriana D‘Amato  Federica Falco  Ida Xhelani  Lucia Palumbo

Alessia Sgarra  Chiara Zucaro  Teresa Tarricone

 

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Il 14 marzo u.s. la giovanissima scrittrice romana Giulia Carcasi ha incontrato gli studenti del nostro liceo per presentare il suo ultimo libro Io sono di legno.

L’autrice, già nota al grande pubblico per il suo romanzo d’esordio, Ma le stelle quante sono, torna nelle librerie con una storia a due voci, che vede protagoniste una madre, Giulia, e sua figlia, Mia, divise da un abisso di anni e di segreti.

“Nella storia di ogni persona c’è una diga.

Da una parte, l’acqua

che cresce e scalcia ed è energia.

Oltre lo sbarramento, la terraferma.

Tu di me sai la terraferma.

E allora ti racconto

l’acqua che non ha visto”.

Queste le parole di Giulia quando decide di aprire il diario segreto della figlia per raccontarsi nel tentativo di aprire la porta blindata dietro la quale Mia si nasconde.

Organizzato dalla prof.ssa Anna Carminetti con la preziosa collaborazione della libreria “Ambarabacicicocò”, l’incontro-dibattito è stato introdotto e moderato dalla prof.ssa Luisella Mascoli e dalla dott.ssa Giada Filannino (titolare della stessa libreria) e ha visto una costruttiva partecipazione da parte dei ragazzi.

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Venerdì 18 maggio gli alunni delle classi VA, VB, VC e VD hanno partecipato all’iniziativa culturale Gianrico Carofiglio incontra gli studenti, prevista all’interno del Progetto di lettura Leggere a scuola e in biblioteca a cura della Biblioteca Nazionale “Sagarriga Visconti Volpi” di Bari.

Lo scrittore barese ha presentato ai numerosi studenti presenti nella sala conferenze della Biblioteca Nazionale e provenienti da diversi istituti superiori di Bari e provincia, il suo ultimo romanzo, Ragionevoli dubbi che vede tornare protagonista – dopo Testimone inconsapevole e Ad occhi chiusi  l’avvocato più celebre dell’Italia letteraria, Guido Guerrieri, questa volta alle prese con un nuovo caso: un uomo in carcere che si proclama innocente, condannato in primo grado per traffico di droga.

Ad animare l’incontro la lettura di alcune significative pagine di Ragionevoli dubbi e il dibattito durante il quale l’autore, con eleganza e disponibilità, ha soddisfatto le curiosità dei ragazzi sulla sua professione (sostituto procuratore antimafia), sui suoi romanzi, sulle sue letture.

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guidato dal  prof. Cataldo Marcone

 

Progetto speciale per l'educazione scientifico-tecnologica

 

Il progetto S.E.T., progetto speciale per l’educazione scientifica e tecnologica, privilegia, come condizione indispensabile per lo sviluppo dei processi cognitivi e per l’apprendimento, l’esperienza di conoscenza concreta ed interattiva degli oggetti e dei fenomeni.
La pratica didattica si sviluppa dunque essenzialmente attraverso l’uso del LABORATORIO inteso non solo come contesto didattico attrezzato in cui si fa e si osserva, ma come l’insieme di opportunità in cui si riflette su ciò che si osserva e si fa, si analizza, si confronta e si verifica, si formulano interpretazioni, ipotesi e previsioni creando le basi per quella mentalità “sperimentale”che è alle basi della scienza.

Il Progetto Speciale per l'Educazione Scientifico-Tecnologica (quadriennale) rientra nelle iniziative che fanno capo all'autonomia scolastica e si propone di favorire una crescita complessiva della cultura scientifico-tecnologica migliorando la qualità dell'insegnamento.

Gli obiettivi del Progetto sono:

A - fornire alle scuole risorse capaci di migliorare gli strumenti, le strutture e l'organizzazione didattica dell'insegnamento scientifico-tecnologico,

B - creare servizi, materiali, azioni di sostegno e opportunità formative per i docenti,

C - porre l'educazione scientifico-tecnologica come una questione di interesse generale e coinvolgere nelle azioni di sostegno alle scuole le diverse organizzazioni interessate alla scienza e alla tecnologia: istituti di ricerca, musei, enti e servizi destinati alla protezione dell'ambiente e della salute, imprese industriali.

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EGNATIA .. 

 

l' Università di Bari e i giovani del  Liceo " ORIANI " di Corato .

 

 

 

 

Nascono con forza, quest’anno, un’intesa ed un’amicizia tra la nostra comunità scolastica e il Dipartimento di Scienze dell’Antichità di Bari.

 

Studenti e docenti hanno avvertito insopprimibile il desiderio di un CONTATTO VITALE tra storia, arte, lingue classiche...e ricchezza del territorio, come dimostra la recente attivazione dell’Indirizzo di studi in Conservazione e Tutela dei Beni Culturali.

 

L’Università ha risposto con generoso slancio, condividendo le finalità e gli obiettivi del Progetto P.O.F. “Muse & Musei”.

 

Il Prof. Silvio Fioriello, Docente di Metodologie e Tecniche dello Scavo archeologico, infatti, su incarico e per volere del Direttore del Dipartimento Prof.ssa Raffaella Cassano, nel pomeriggio di Martedì 20 Marzo 2007, ha riunito uditori di ogni età , motivati ed attenti, per un’interessante conferenza su Egnazia, la misteriosa località brindisina, abitata sin dall’età del bronzo.

 

Splendide immagini del sito archeologico, testi letterari latini che lo citano, reperti catalogati e studiati accompagnavano l’intervento del Prof.  Fioriello che con sapiente abilità didattica stimolava e soddisfava le curiosità dei presenti... e non basta! Nella giornata di venerdì 23 Marzo il Dott. Giuseppe Nanna accoglieva le scolaresche per la visita guidata prevista a coronamento dei lavori seminariali.

 

In futuro, stages e collaborazioni per le prossime campagne di scavo renderanno concreto il sogno di alunni, genitori, professori : una osmosi più efficace tra antico e moderno, tra teorico e pratico, tra studiato e vissuto.

 

Prof.ssa Mara Maggiulli

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Il nostro Liceo..

 

.. al CARNEVALE coratino     >> video    

 

Nei giorni 18, 19, 20 febbraio u.s. un folto gruppo di alunni del nostro Liceo "ORIANI", coordinato dalla prof.ssa Chiara Capozza, ha partecipato alla XXVIII edizione del Carnevale Coratino, una manifestazione che da anni ravviva di colori, musiche e tanta gioia le strade della nostra città coinvolgendo non solo gruppi e privati cittadini ma anche molte scuole del territorio.

La nostra scuola non ha fatto mancare la propria entusiastica adesione alla  manifestazione carnevalesca... come testimoniano queste prime foto pervenuteci.

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Corso di Orientamento

per le Scuole Medie di Ruvo

 

 

Nel corrente anno scolastico 2006-2007, per la prima volta, si è organizzato presso il Palazzo Jatta un breve corso di orientamento per i ragazzi ruvesi di terza media interessati allo studio dell’antichità.

 

Il Liceo Classico “A. Oriani” di Corato, che offre già nel suo territorio a tutte le Scuole Superiori di I° grado, corsi propedeutici allo studio delle Lingue Classiche, nella persona del Dirigente Prof. Michele Caldarola e del Docente Referente per la Continuità/Orientamento Prof. ssa Luisa Mascoli, ha subito accolto la richiesta dell’utenza realizzando, nelle affascinanti cantine arredate della Famiglia Jatta, piacevoli incontri sulla Lingua Greca e sull’arte antica.

 

Attraverso una didattica aperta alle nuove tecnologie, l’antichità è stata presentata nella sua forza, nella sua ricchezza e nei suoi profondi legami con la modernità; sono stati prospettati i numerosi sbocchi professionali che la cultura umanistica di pregio offre ed è stato colto il valore che i Beni Culturali costituiscono per il nostro territorio.

 

Gioiosa l’atmosfera creatasi tra i docenti e gli alunni e calorosa l’accoglienza della dolce Sig.ra Rosa Maria Faenza Jatta, che, con la collaborazione di suo figlio Marco e di suo marito Luigi, ha poi guidato adulti ed adolescenti per le storiche stanze del Palazzo splendidamente arredate, tra le note della musica di famiglia e a seguito del rinfresco squisitamente offerto.

 

L’esperienza appena realizzata rappresenta solo l’esordio di un’intensa collaborazione tra il Liceo "A. Oriani" (una scuola in crescita grazie alla sua variegata offerta formativa) e il Museo-Palazzo Jatta, che ospiterà regolarmente attività di approfondimento nell’ambito dello studio del libro antico e del reperto archeologico (v. Progetto “Muse e Musei”).

 

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 natale 2006

  "Una FESTA di.. solidarietà"

 

    a.s. 2005-06
 

P.O.N. "European issues in Britain and in Italy "

 

European issues in Britain and in Italy” è il titolo del corso di inglese di 100 ore, un P.O.N. finanziato dal MIUR e dall’UE, svolto quest’anno al Liceo Oriani, che ha utilizzato la metodologia del Project Work, per l’elaborazione di un prodotto finale sul tema: “What future for teenagers?”.


Noi studenti partecipanti abbiamo deciso di fare un documentario sul mondo inglese, concentrando la nostra attenzione su Cambridge, dove ad aprile abbiamo avuto la possibilità di fare uno stage di due settimane presso la Bell International, una delle scuole internazionali più importanti d’Inghilterra.


Nei mesi precedenti il viaggio abbiamo fatto ricerche un po’ su tutti gli argomenti: economia, cibo, vita sociale, religione, sesso, moda, ecc.

 

Il nostro intento era sfatare o confermare i nostri luoghi comuni sulla cultura inglese, soprattutto riguardo quella giovanile.


Lo stage in Inghilterra è stata una esperienza interessantissima, in quanto abbiamo trascorso due settimane completamente immersi nell’atmosfera anglosassone. L’ospitalità delle famiglie inglesi ci ha dato l’opportunità di condividerne la quotidianità.
La cosa forse più strana ma nello stesso momento più interessante è che siamo riusciti a sentirci a casa pur essendone così distanti.

 

L’Inghilterra è un paese che si lascia amare con facilità, nonostante le differenze con l’Italia. Alla fine nessuno aveva voglia di lasciare un mondo così nuovo, ricco di stimoli e di attrattive, un mondo che ogni giorno ci riservava qualcosa di diverso e di speciale.
Così tornati a casa abbiamo avuto la sensazione che tutti quei giorni fossero stati in realtà il frutto di un sogno. Però chiudendo gli occhi ci vedevamo ancora lì, scendere per le scale del college e respirare quella magica realtà.
 

Francesca Cusanno e Francesca Miscioscia

 

foto album di  Bruna Clemente

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progetto "Puliamo il mondo"

Iniziativa realizzata da Legambiente in data 1° ottobre 2005 allo scopo di sensibilizzare la popolazione scolastica di Corato al rispetto e alla tutela dell’ambiente.

 

 

Vi ha preso parte la classe IV A

del nostro Liceo Classico ‘A. Oriani’ unendosi ai 1.500 gruppi di volontari che si prendono cura dell'ambiente ripulendo città, boschi, fiumi, spiagge e fondali marini da cartacce, mozziconi e rifiuti.

 

Docenti accompagnatori: le prof.sse  Maria Rosaria Bellucci

e Anna Carminetti

 

 

 

 

 

 

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progetto "Homo legens"

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L’idea trova il suo trampolino di lancio nella formazione e autogestione di biblioteche di classe da parte delle quarte ginnasiali..

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La finalità non è solo quella di accostare i giovani al libro ed alla lettura in generale, ma di sviluppare la loro curiosità anche verso l’oggetto stampato in sè, rilegato, conservato e gestito. Si auspica, inoltre e soprattutto, di formare studenti che leggano scritture, reperti archeologici, territorio, mondo del lavoro con pari interesse.... homines legentes a 360 gradi!

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E’ un progetto diretto agli alunni dell’intero e numeroso biennio e consiste in 3 tipologie di incontri: seminari, laboratori, visite.
 

Si fonda sulla competenza ed assistenza di una affiatata squadra di giovani docenti. Le loro conferenze trattano il misterioso mondo delle scritture antiche, dei codici manoscritti, dei vasi di ceramica, delle tecniche di scavo.

 

I laboratorî, poi, prevedono tre figure di esperti esterni (un rilegatore-stampatore, un decoratore-restauratore della carta e un grafico editoriale) regolarmente assunti con bando pubblico e finanziati dagli sponsors coratini ( Cannillo S.R.L., Cartotecnica Graziani, Cartolibreria Rosa Olivieri, S.Paolo-Banco di Napoli, Libreria Scaringella).

 

E’ stato divertente avere a che fare a scuola con colori ad olio e a tempera, con solventi, guanti, camici, colle, nella preparazione di oggetti di cartoleria d’arte, come è stato interessante visitare le sale e le attrezzature della tipografia Graziani.

 

Ci si è avvicinati alla cultura ed all’antichità con modalità più accattivanti.


 

Le ulteriori “uscite” hanno consentito agli studenti di ricevere preziose lezioni presso la Biblioteca Nazionale e il Museo di S.Scolastica a Bari, la Fondazione “Pomarici Santomasi” di Gravina, l’Istituto e il sito di Studî Preistorici di Isernia.

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Ovunque il Liceo A.Oriani è stato accolto con professionalità e stile ed è ritornato in sede, “orgoglioso dei suoi cuccioli”!


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prof.ssa Mara Maggiulli     

 

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 progetto informatica

 

I nostri ragazzi a Melfi

per le olimpiadi della multimedialità.

  • album foto                                    

Il Liceo Scientifico "Federico II di Svevia" di Melfi organizza, ormai da otto anni, il "MEDIASHOW", alias "Olimpiadi della Multimedialità", che vedono protagonisti studenti (quest'anno ben 150) provenienti non solo da tutta l'Italia ma anche dal resto d'Europa.

Il nostro Liceo era presente con gli studenti Gianluigi Di Zanni di 1/A e Mirko Petrone di V^/D accompagnati dal prof. Antonio de Palma.

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Le applicazioni dell'Informatica e della Telematica e, più in generale, delle comunicazioni hanno assunto una tale rilevanza da imporre un'attenta analisi sulle modificazioni ed accelerazioni che esse apportano ai processi culturali e al nostro stesso stile di vita. Ancor più gli effetti di questi cambiamenti epocali sono avvertiti, ed in molti casi subiti, dai noi giovani.

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La scuola, come soggetto vivo della società, non può restare indifferente a quanto accade intorno ad essa, soprattutto se questo coinvolge il mondo della gioventù in cui il rapporto con la multimedialità è parte ormai del vissuto quotidiano. Le ICT sono entrate giustamente a far parte dei curricula di molte realtà scolastiche, e questo accade, ormai da qualche anno, anche nel nostro Liceo "Oriani".
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.Al Mediashow-olimpiade, noi studenti partecipanti, con il solo utilizzo del computer e della nostra fantasia, dovevamo sviluppare (nel modo e con i software che ritenevamo più opportuno utilizzare) un tema deciso dallo stesso MIUR: quest'anno bisognava esprimere "la propria idea sulla multimedialità".

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Il tema, vasto e decisamente impegnativo, ci ha inchiodati davanti alle postazioni informatiche per tutte le otto ore messe a disposizione per la prova.

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Ma il "mediashow" non è un'iniziativa rivolta soltanto agli alunni.

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Al fine di eliminare il gap che vede le competenze degli studenti superiori a quelle della generalità dei docenti e per tenere aggiornati coloro che tra questi ultimi si fanno carico, nell’ambito della propria realtà scolastica, di tutto ciò che è inerente alle ICT, il mediashow fornisce formazione ed informazione sempre attuale ed ai massimi livelli sullo stato delle Nuove Tecnologie con particolare riferimento al mondo dell’Istruzione.

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Per questo è stato organizzato un Corso di aggiornamento rivolto ai docenti accompagnatori, quest'anno presieduto dal prof. Nicola Cavallo docente dell'Università degli Studi della Basilicata, che ha avuto come tema l'Enciclopedia in rete e ha visto l'intervento di illustri personalità come l'Ing. Guido Ceresa della WIKIMEDIA, il Dr. Francesco Scarpa della SISSA.medialab, del prof. Giuseppe Marucci ispettore del MIUR di Roma, del Dott. Paolo Fezzi Responsabile di AICA, del Dr. Stefano Ranfagni Resposabile di INCOMEDIA e della Prof.ssa Dianora Bardi del Liceo Scientifico "Lussano" di Bergamo.

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Il "Mediashow" oltre ad essere un evento culturale e scientifico o un'occasione di incontro e confronto tra comunità scolastiche provenienti da realtà diverse, è anche un momento di grande socializzazione.. fatto di "cene di gala", escursioni turistiche e culturali, spettacoli teatrali, incontri con autorità comunali, regionali, ministeriali, solenni cerimonie d'apertura e chiusura, premiazioni e riconoscimenti... insomma è una di quelle esperienze che arricchiscono dentro e che difficilmente si dimenticano.

                                                           Gianluigi Di Zanni

 

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 progetto musica

     4^Olimpiade della MUSICA.. 

    al Teatro Ariston di Taranto

 

Quest’anno, per la prima volta, il nostro Liceo "A. Oriani", si è presentato alla 4^ edizione dell’ Olimpiade della Musica, svoltasi a Taranto il 3-4-5 maggio.

Il gruppo che ha partecipato, l’Altra Dimensione, era formato da Francesco Tarantini (II B) alla batteria, Michele Tarantini (II B) al basso e Marco Rosito (II C) alla chitarra.

Dopo un’ora di viaggio, sulle note di Greg Howe e dei Dream Theater, accompagnati dal Prof. de Palma, siamo arrivati al Teatro Ariston di Taranto per la prova della strumentazione.

 

 

Già dalla mattinata ci siamo accorti dello spirito che caratterizzava questa manifestazione: non l’agonismo ma la socializzazione. Infatti la forza della musica riesce ad unire in brevissimo tempo, ragazzi uniti dalla stessa comune passione. L’esibizione è avvenuta alle ore 18:00, nel teatro ormai pieno. Il nostro gruppo si è esibito abbastanza presto, avendo quindi tutto il tempo per ascoltare, risallato, tutti gli altri partecipanti, ed anche di farsi notare per alcune divertenti battute sotto il palco.

Il brano eseguito, “Aquarium”, è una creazione di Marco Rosito, riarrangiata poi da tutto il gruppo.

 

 

L’esibizione è stata bella e soddisfacente, con un momento di ilarità generale, quando Michele, intervistato dalla presentatrice Annarita Vozza, non ricordava il titolo della canzone.

Abbiamo ricevuto i complimenti da molti gruppi presenti, soprattutto per il bagaglio tecnico espresso. Tuttavia la giuria non ci ha premiati. La classifica generale è stata vinta dall’Istituto Laporta di Galatina (LE), che in un’insolita formazione swing-blues, ha proposto un brano di Renzo Arbore.

Degno di nota è stato il brano premiato come “miglior inedito”, dell’IPSIA di Santeramo (Bari): hanno presentato infatti un brano rock melodico molto orecchiabile e ben fatto.

 

 

Con l’esperienza di quest’anno siamo sicuri di poter fare molto meglio l’anno prossimo, sperando anche nella partecipazione di qualche altro alunno-musicante di buona volontà, che possa aiutare i tre coraggiosi che hanno partecipato quest’anno.

 

Rimane un’esperienza bella e formativa. Un’esperienza che è davvero in grado di avvicinare ragazzi provenienti dagli Istituti Superiori Statali della Puglia e di tutta l’Italia. Una prova tangibile di ciò che può fare la forza della Musica in tutte le sue declinazioni.

                                                                             

Marco Rosito

 

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FESTA dell'ORIANI

 

 

16 giugno 2006

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Nuovo Laboratorio

di Chimica e Biologia

 

Inaugurato il 16 giugno 2006

       SCHEDA INFORMATIVA

del Laboratorio di Chimica e Biologia

 

Il nuovo laboratorio di Chimica e Biologia, realizzato nell’anno scolastico 2005-2006 col sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, rappresenta un nuovo fiore all’occhiello del Liceo “A. Oriani” di Corato per la dotazione tecnologica.

 

Modernamente arredato nel rispetto delle norme sulla sicurezza antinfortunistica, esso è dotato di attrezzature di ultima generazione che consentono di eseguire vari esperimenti di chimica in completa sicurezza, grazie alla presenza di una Cappa chimica dotata di aspiratore.

E’ fornito di n. 2 armadi di sicurezza per lo stoccaggio dei prodotti chimici ed infiammabili, adeguatamente areati in maniera tale da evitare la stagnazione dei vapori tossici.

E’ stato attrezzato secondo quanto previsto dal progetto P.O.N. approvato e cioè in funzione di specifiche ricerche sulle “Analisi delle acque”. Pertanto è stato dotato di varie attrezzature quali vetreria ed attrezzi di base, spettrofotometro Uva, pHmetro, conduttimetro, centrifuga, stufa termostatica, frigotermostato, distillatore d’acqua, bilancia di precisione ed altro, il tutto implementabile nell’immediato futuro.

Il laboratorio è predisposto anche per lo studio della microbiologia ed è dotato di diversi moderni microscopi, con possibilità di visionare le immagini su uno schermo di televisore oppure di proiettarle su un maxi schermo grazie ad un nuovo videoproiettore.

Non ultima, come importanza, è la possibilità di acquisire ed elaborare, su alcuni computer portatili, i risultati delle ricerche effettuate con possibilità di collegarli ad una stampante di rete, nonché alla rete dati ed Internet dell’intero istituto.

 

Geom. Aldo Balducci 

(Tecnico)

 

 

 

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